Criminologa svela in TV la scelta dolorosa di non diventare madre

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Ospite di Verissimo, la criminologa ha spiegato le ragioni alla base della scelta di non avere figli. Ecco cosa ha detto, in una confessione molto intima
Scelta di vita e rifiuto della maternità
Per la criminologa Roberta Bruzzone la maternità non è mai stata un obiettivo né un sogno rinviato, ma una decisione lucida di non avere figli, assunta in giovane età e mai rimessa in discussione. Ospite nello studio televisivo di Verissimo, in dialogo con Silvia Toffanin, ha raccontato come questo orientamento personale sia diventato nel tempo parte non negoziabile della propria identità, fino a incidere profondamente sulle sue relazioni affettive.
Ha spiegato che l’assenza di un progetto genitoriale fu una delle ragioni che accelerarono la fine di un precedente matrimonio, perché non sentiva alcuna affinità con l’idea di crescere un figlio e non voleva assecondare aspettative esterne. Per lei assumersi una responsabilità così radicale senza desiderarla sarebbe stato, ha lasciato intendere, un atto poco etico verso se stessa e verso un eventuale bambino.
Nel suo racconto emerge un profilo di autodeterminazione: la criminologa rivendica il diritto di costruire un percorso esistenziale centrato sul lavoro, sulla coppia e sulla propria vocazione investigativa, senza vivere la rinuncia alla maternità come una mancanza. Ribadisce di non essersi mai pentita, sottolineando l’importanza di scegliere in modo consapevole e non per conformismo sociale.
Lutto, famiglia e nascita di una vocazione
Nel corso dell’intervista la professionista ha aperto uno squarcio su aspetti intimi e dolorosi, raccontando la perdita ravvicinata di entrambi i genitori, vissuta come una frattura profonda ma anche come uno stimolo a onorare il loro lascito. Il padre, Domenico, è scomparso di recente a causa di un diabete grave, non gestito con la necessaria cura medica, mentre la madre se n’era andata poco tempo prima, lasciandola in un arco di dodici mesi senza i due principali riferimenti familiari.
Ha ricordato come entrambi fossero fieri del suo lavoro di criminologa e come proprio la figura paterna abbia contribuito a orientarla verso l’indagine dei fatti e la ricerca della verità. Domenico lavorava nella Polizia provinciale, occupandosi di anti-bracconaggio e tutela dei boschi: quando rientrava, i resoconti delle operazioni sostituivano le fiabe tradizionali, stimolando in lei curiosità per il lato oscuro delle vicende umane e per le dinamiche dei comportamenti illeciti.
Col senno di poi, ha riconosciuto che quelle narrazioni quotidiane, cariche di tensione e di realismo, hanno avuto un ruolo cruciale nel plasmare il suo immaginario professionale, rendendo quasi naturale approdare alla criminologia. Nella rievocazione di quei momenti traspare un sentimento di gratitudine, nonostante il dolore ancora vivo per l’assenza dei genitori.
Amore adulto e complicità senza figli
In trasmissione è stato condiviso anche un messaggio del marito, Massimo Marino, con cui Roberta Bruzzone è sposata dal 2017, che ha offerto uno sguardo privilegiato sulla dimensione privata della coppia. Le sue parole hanno descritto un legame fondato su sguardi, silenzi e gesti essenziali, una connessione profonda che non ha bisogno di essere giustificata né spiegata, perché si alimenta di cura reciproca e scelte quotidiane condivise.
Il riferimento al primo incontro, avvenuto in modo informale durante un barbecue, restituisce l’immagine di una relazione cresciuta senza proclami, fino a trasformarsi, quasi senza che se ne accorgessero, in un “noi” stabile e radicato. In questa cornice affettiva, l’assenza di figli non appare come un vuoto, ma come uno spazio riempito da complicità, sostegno e progettualità di coppia.
Dalle sue dichiarazioni emerge una visione matura dell’amore, libera dall’obbligo di aderire a modelli tradizionali: la loro unione si definisce attraverso la scelta quotidiana di prendersi cura l’uno dell’altra, dimostrando che un rapporto solido e soddisfacente può esistere e svilupparsi anche senza un’esperienza genitoriale comune.
FAQ
D: Perché la criminologa ha deciso di non avere figli?
R: Ha scelto consapevolmente di non diventare madre perché non sentiva il desiderio di un progetto genitoriale e non ha mai rimesso in discussione questa decisione.
D: Questa scelta ha influito sui suoi rapporti di coppia?
R: Sì, l’assenza di un progetto di maternità è stata uno dei fattori che hanno accelerato la fine di un precedente matrimonio.
D: Che ruolo hanno avuto i genitori nella sua vita professionale?
R: Entrambi erano orgogliosi del suo lavoro e le storie del padre, impegnato nella Polizia provinciale, hanno alimentato il suo interesse per l’investigazione e la verità.
D: Come è morto il padre di Roberta Bruzzone?
R: Il padre Domenico è scomparso a causa di un diabete grave, non curato in modo adeguato nel tempo.
D: In che modo la perdita dei genitori l’ha segnata?
R: La morte ravvicinata di madre e padre ha rappresentato un dolore profondo, ma anche un motivo per onorare la loro memoria attraverso il suo lavoro.
D: Che tipo di rapporto ha con il marito Massimo Marino?
R: Descrive un legame basato su complicità, cura reciproca e gesti semplici, che non necessita di spiegazioni per essere autentico.
D: Come si sono conosciuti Roberta Bruzzone e il marito?
R: Si sono incontrati durante un barbecue, da cui è nata una relazione cresciuta gradualmente fino al matrimonio nel 2017.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle dichiarazioni riportate?
R: Le informazioni derivano dall’intervista televisiva a Verissimo e dall’articolo pubblicato da iO Donna.




