Crans sotto accusa, emergono retroscena esplosivi su omissioni e favoritismi

Ispezioni mancanti e responsabilità ignorate: cosa non torna nei controlli
Per anni il locale Constellation di Crans-Montana è rimasto fuori dai radar dei controlli, nonostante norme chiare su verifiche annuali antincendio. Nel fascicolo trasmesso dal Comune alla Procura di Sion emergono omissioni, rimpalli di responsabilità e una burocrazia concentrata su dettagli marginali, mentre gli aspetti più critici per la sicurezza dei clienti venivano sostanzialmente ignorati.
Schiuma infiammabile ignorata e burocrazia sulle minuzie
La schiuma acustica che ha preso fuoco nella notte di Capodanno era presente da dieci anni, senza alcun rilievo formale. Le pratiche comunali si sono invece concentrate su una «maniglia antipanico» al piano terra e sull’adeguamento della sala fumatori, oltre che sulle procedure per il permesso di costruire la veranda. Nessuna istruttoria sostanziale sulla ristrutturazione del 2015, nessuna analisi dei materiali impiegati sul soffitto. Due soli fronti amministrativi: piccoli adeguamenti interni e autorizzazioni edilizie, mentre l’elemento poi risultato letale non entrava in alcun verbale. La distanza tra adempimenti formali e prevenzione reale dell’incendio appare oggi clamorosa.
Secondo gli atti, il quadro conferma una cultura dei controlli fondata più sulle carte che sulla valutazione del rischio effettivo per l’incolumità dei clienti.
Verbali “positivi” e verifiche mai completate dal 2019
L’ultima ispezione risale al maggio 2019 e viene definita «positiva». I tecnici prescrivono la limitazione del numero di persone per locale, la comunicazione della posizione delle attrezzature antincendio e l’adeguamento della sala fumatori alle norme entro tre mesi. Quei rilievi avrebbero dovuto innescare controlli successivi per verificare gli adempimenti, ma nessun sopralluogo viene più effettuato. Dal 2019 in poi, nessun riscontro sull’effettivo rispetto delle prescrizioni, nessuna verifica sulle uscite di emergenza, nessun aggiornamento sul carico d’incendio degli ambienti. Per quattro anni il locale rimane operativo senza che gli obblighi di follow up previsti dalle stesse autorità vengano onorati.
Il vuoto ispettivo diventa così un elemento centrale dell’indagine, perché trasforma una procedura di prevenzione in un atto isolato, privo di qualsiasi efficacia concreta.
Indagati i responsabili della sicurezza pubblica: cosa rischia il Comune
Nell’inchiesta della Procura di Sion entrano ora due ex funzionari del Comune di Crans-Montana, responsabili della sicurezza pubblica nel periodo considerato. Per i pm ci sono motivi per ipotizzare che il Comune non abbia adempiuto alla missione di tutela della vita e dell’integrità fisica dei clienti del Constellation, pur conoscendo da tempo le criticità strutturali del locale.
I nomi nel mirino: Ken Jacquemoud e Christophe Balet
Sono indagati gli ex funzionari Ken Jacquemoud e Christophe Balet, già responsabili, a vario titolo, della sicurezza pubblica. Entrambi sono stati convocati per interrogatorio a oltre un mese dalla strage, senza che nell’immediatezza siano state disposte perquisizioni in Comune, sequestri di telefoni o acquisizioni sistematiche di email e corrispondenza. I pm contestano al livello amministrativo un’omissione strutturale: controlli annuali mai eseguiti dopo il 2019, assenza di iniziative repressive sulle violazioni edilizie ora contestate, tolleranza di fatto verso una situazione ritenuta pericolosa. L’ipotesi investigativa punta a verificare se le inadempienze siano frutto di negligenza individuale o di una prassi consolidata dentro l’apparato municipale.
La Procura ha inoltre respinto la richiesta del Comune di costituirsi parte civile, segnale di un possibile conflitto frontale sul piano giudiziario.
Dalla mancata repressione alle possibili responsabilità politiche
Gli inquirenti ipotizzano che il Comune non avesse intrapreso, «verosimilmente», alcuna iniziativa repressiva sulle violazioni edilizie, pur essendo a conoscenza della situazione ben prima dell’incendio. Nel mirino non finiscono solo i collaboratori tecnici ma anche i membri, passati e attuali, del Consiglio municipale. L’accusa è di aver lasciato irrisolte criticità note, senza sanzioni, diffide efficaci o chiusure temporanee.
La catena delle responsabilità potrebbe quindi estendersi dalla struttura amministrativa alla sfera politica, con il rischio di incrinare la credibilità dell’intero assetto di governo locale. Nel frattempo l’immagine di Crans-Montana come località turistica sicura viene messa in discussione, con possibili ricadute reputazionali e legali sul lungo periodo.
Rimpallo di colpe, vigili del fuoco e pressione internazionale sull’inchiesta
Il dopo-tragedia è segnato da uno scontro di narrative: i coniugi Moretti, titolari del Constellation, scaricano le responsabilità sul Comune e sui vigili del fuoco, mentre il sindaco Nicholas Feraud rivendica limiti di competenza sui materiali utilizzati. Intanto cresce l’attenzione diplomatica, con la collaborazione investigativa tra autorità svizzere e italiane considerata decisiva per accertare i fatti.
La difesa dei Moretti e il ruolo contestato dei vigili del fuoco
A verbale Jacques Moretti punta il dito contro il Comune, accusandolo di non aver imposto modifiche strutturali né rilievi sulla schiuma al soffitto. Sotto accusa anche i vigili del fuoco, rei – secondo i coniugi – di non aver mosso osservazioni sulla presenza di materiale potenzialmente infiammabile. Il sindaco Nicholas Feraud replica che non spettava al Comune controllare i materiali, richiamando una ripartizione di competenze nel Cantone che, però, attribuiva al Comune controlli annuali obbligatori sui locali pubblici. Gli abitanti ricordano come, negli anni, le priorità ispettive siano andate alle case private e ai camini, lasciando bar e ristoranti sostanzialmente fuori dagli accertamenti sistematici.
Il risultato è un vuoto di controllo in cui ogni attore istituzionale tende oggi a delimitare la propria quota di colpa.
Pressione italiana, squadra investigativa comune e tempi dell’indagine
L’inchiesta è destinata ad allargarsi, ma i tempi restano incerti. La Procura di Sion ha dato il via libera alla creazione di una squadra investigativa comune con le autorità italiane. Il ritorno dell’ambasciatore svizzero in Italia è subordinato proprio all’effettiva istituzione di questo team congiunto. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che le richieste italiane sono state «fondamentalmente accolte» e che «si sta andando nella giusta direzione», indicando come obiettivo prioritario l’accertamento della verità.
La cooperazione giudiziaria transfrontaliera diventa così uno snodo chiave, non solo per la ricostruzione tecnica dell’incendio ma anche per il riconoscimento delle responsabilità verso le vittime di entrambi i Paesi.
FAQ
Perché i controlli al Constellation si sono fermati nel 2019?
Dagli atti emerge che dopo l’ispezione «positiva» del maggio 2019 non sono stati programmati ulteriori sopralluoghi, nonostante l’obbligo di verifiche annuali. Nessuna motivazione formale risulta agli atti, configurando una possibile omissione amministrativa strutturale.
Chi sono i funzionari comunali finiti sotto indagine?
I magistrati di Sion indagano gli ex responsabili della sicurezza pubblica, Ken Jacquemoud e Christophe Balet. Le ipotesi riguardano l’omesso adempimento dei compiti di controllo e la mancata reazione a violazioni edilizie e di sicurezza di cui il Comune sarebbe stato a conoscenza da anni.
Cosa contestano i coniugi Moretti alle autorità locali?
I titolari del Constellation sostengono che il Comune non abbia prescritto modifiche strutturali adeguate né rilievi sulla schiuma al soffitto, e che i vigili del fuoco non abbiano mai segnalato criticità specifiche sul rischio incendio, nonostante sopralluoghi e contatti pregressi.
Qual è la posizione ufficiale del sindaco Nicholas Feraud?
Il sindaco Nicholas Feraud afferma che non rientrava nelle competenze del Comune il controllo dei materiali utilizzati all’interno del locale. Richiama una divisione di responsabilità a livello cantonale, ribadendo che altri enti avrebbero dovuto valutare la conformità dei rivestimenti e della schiuma acustica.
In cosa consiste la squadra investigativa comune tra Svizzera e Italia?
Si tratta di un team misto di magistrati e investigatori di entrambi i Paesi, incaricato di condividere prove, perizie tecniche e testimonianze. La sua istituzione serve ad accelerare l’inchiesta, evitare duplicazioni e garantire che le famiglie italiane delle vittime abbiano pieno accesso agli sviluppi giudiziari.
Da dove provengono le informazioni principali su indagine e omissioni?
Le informazioni derivano dal dossier trasmesso dal Comune di Crans-Montana alla Procura di Sion, dagli atti dell’indagine preliminare e dalle dichiarazioni pubbliche delle autorità svizzere e italiane, inclusi i commenti del ministro Antonio Tajani.




