Crans-Montana violenta polemica Italia / Svizzera: ecco cosa succede

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Responsabilità e falle nei controlli
Crans-Montana si scopre vulnerabile là dove si proclama infallibile: il rogo a Le Constellation ha messo a nudo un sistema di controlli frammentario e permissivo. Il locale, noto e centrale, promuoveva l’uso scenico di bottiglie “incendiarie” e disponeva di vie di fuga strette e insufficienti, incongruenze tollerate in una meta che fa della sicurezza un marchio identitario.
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Nel Vallese la vigilanza sui locali è competenza municipale: autorizzazioni, sopralluoghi e licenze ricadono su amministrazione e tecnici comunali. Eppure ciò che era visibile a tutti non ha generato segnalazioni efficaci né stop preventivi, segno di un laissez-faire incompatibile con il rischio connesso a spazi affollati e intrattenimento con fiamme vive.
L’episodio ribalta lo stereotipo: più che misurare il rischio, lo si è normalizzato, privilegiando continuità del business e tolleranza sulle deroghe. La somma di prassi alleggerite, controlli “a campione” e sottovalutazione dell’affollamento ha creato le condizioni del disastro, che appaiono evitabili con regole applicate in modo rigoroso, piani d’emergenza aggiornati e verifica reale della fruibilità delle uscite.
Reazioni svizzere e accuse agli italiani
La narrativa elvetica si chiude a riccio: mentre l’Italia chiede chiarezza, esponenti svizzeri liquidano le critiche come attacchi gratuiti alla Confederazione. Il consigliere ticinese Lorenzo Quadri denuncia “iene internazionali” e “odiatori” intenti a infangare la Svizzera, spostando il focus dal merito delle contestazioni al presunto linciaggio mediatico.
Dalla ristorazione, il presidente di GastroTicino rinfaccia all’Italia pronto soccorso saturi e attese infinite, ma omette che le strutture italiane hanno preso in carico i feriti trasferibili, inclusi giovani stranieri che il sistema locale non riusciva a gestire. Il confronto diventa identitario, non fattuale, e ignora la domanda centrale: come un locale così esposto ha potuto operare con prassi promozionali rischiose e uscite inadeguate.
La scelta di posticipare il lutto nazionale al 9 gennaio, oltre la coda delle festività, alimenta l’idea di una priorità al business turistico rispetto al cordoglio pubblico. Una suscettibilità marcata si somma alla reticenza autocritica, irrigidendo i toni mentre le famiglie italiane rientrano con le salme dei figli.
Giustizia, indagini e ruolo dell’Italia
L’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, ha definito la tragedia non una disgrazia ma un disastro evitabile, reclamando prevenzione e buon senso come requisiti minimi. Ha sottolineato che in Italia i gestori de Le Constellation sarebbero già in custodia per omicidio, lesioni e incendio colposo, fissando come priorità verità e giustizia per le vittime.
Cornado ha riferito di avere ricevuto rassicurazioni dalle autorità del Vallese: interrogatori e accertamenti procedono con ritmo definito “spedito”. L’inchiesta, oltre ai proprietari Jacques e Jessica Moretti, potrebbe estendersi a chi ha rilasciato licenze e validato i controlli, dato che la sicurezza dei locali è competenza municipale.
La notorietà del pub e la visibilità delle prassi rischiose rendono centrali eventuali omissioni di vigilanza e segnalazione. Il ruolo italiano resta operativo: assistenza ai feriti trasferiti, rientro delle salme e presidio diplomatico costante, con monitoraggio delle procedure elvetiche per assicurare responsabilità chiare e tempi certi.
FAQ
- Chi sta coordinando la tutela degli italiani coinvolti?
L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado guida il dialogo con le autorità svizzere e monitora le indagini. - Quali reati vengono ipotizzati per i gestori del locale?
Omicidio, lesioni e incendio colposo, secondo il parallelo indicato da Cornado con la prassi italiana. - Chi è competente per la sicurezza dei locali nel Vallese?
La municipalità, tramite amministrazione e tecnici comunali responsabili di licenze e controlli. - L’indagine riguarda solo i proprietari?
No, potrebbe includere anche chi ha rilasciato le autorizzazioni e validato i controlli. - Qual è il contributo dell’Italia nell’emergenza sanitaria?
Ha preso in carico i feriti trasferibili, compresi giovani stranieri, e gestito il rientro delle salme. - Quali sono gli obiettivi immediati dell’azione diplomatica italiana?
Garantire accertamento rapido delle responsabilità e trasparenza procedurale per le vittime.




