Crans-Montana svolta clamorosa sul rogo del residence Le Constellation
Responsabilità e risarcimenti dopo la tragedia
Nel cuore di Crans-Montana, l’incendio al bar Le Constellation ha lasciato un bilancio devastante: 40 giovani morti e 116 feriti, una ferita ancora aperta per le famiglie e per il Cantone del Vallese. Di fronte al rischio di prescrizione, i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, insieme al Comune di Crans-Montana e al Cantone, hanno annunciato che risarciranno le vittime anche qualora il tempo dovesse cancellare le loro eventuali responsabilità giuridiche.
La scelta, resa possibile dal diritto elvetico, non equivale a un’ammissione di colpa ma rappresenta un impegno formale verso chi ha perso tutto nella notte di Capodanno. Per gli enti pubblici la rinuncia alla prescrizione civile vale 13 mesi, per i Moretti 23 mesi, e riguarda solo chi ha presentato domanda di risarcimento: restano ancora tra 50 e 60 danneggiati che non si sono costituiti. La prescrizione, più breve per Comune e Cantone, ha già falcidiato parte delle possibili omissioni sui controlli dei lavori di ristrutturazione del 2015.
Ancora aperto, invece, il fronte relativo ai controlli del 2016, quando i tecnici comunali imposero interventi antincendio che nessuno verificò fossero davvero eseguiti. Per i Moretti, con un termine prescrizionale di 20 anni, il margine d’azione della magistratura resta più ampio, mentre le famiglie attendono che i risarcimenti promessi si trasformino in atti concreti.
«Lo dobbiamo alle vittime, a cui pensiamo ogni giorno», ha dichiarato Jessica Moretti all’uscita da un’audizione a Sion, sottolineando come l’inchiesta rappresenti, per gli indagati e per i familiari, l’unico terreno possibile per una verità condivisa.
Inchiesta penale e cooperazione giudiziaria
L’indagine della Procura cantonale di Sion per omicidio colposo, lesioni e incendio colposi sta entrando in una fase cruciale, con nuovi interrogatori e il deposito di atti tecnici e testimonianze. La complessità del fascicolo, inedita per una struttura giudiziaria di dimensioni contenute come quella vallesana, ha imposto un salto di qualità investigativo e organizzativo, sotto l’attenzione dell’opinione pubblica svizzera e italiana.
In questo quadro, la decisione della Procura vallesana di concedere l’assistenza giudiziaria internazionale all’Italia rappresenta un passaggio chiave. Su richiesta dei pm di Roma, competenti sui reati con vittime italiane all’estero, gli atti d’indagine verranno condivisi, permettendo ai magistrati italiani di accedere a prove, perizie e verbali raccolti in Svizzera. Un’operazione resa possibile dal trattato di assistenza giudiziaria tra i due Paesi, già sperimentato in indagini complesse su finanza, mafia e corruzione.
Secondo un avvocato elvetico vicino al dossier, l’apporto investigativo dell’Italia potrà rafforzare un’istruttoria che, per la Procura di Sion, rappresenta un banco di prova istituzionale. L’esperienza maturata dai magistrati italiani in maxi-inchieste e scenari transnazionali potrebbe contribuire a una ricostruzione più accurata della catena delle responsabilità, dall’adeguamento antincendio alle condizioni strutturali del locale.
Per le famiglie delle vittime, la cooperazione tra Berna e Roma è anche un segnale politico: la tragedia del Le Constellation non è un caso isolato, ma un test di credibilità per i sistemi di giustizia europei di fronte a grandi disastri con vittime straniere.
Pressioni diplomatiche e voce delle vittime
La dimensione giudiziaria del caso si è intrecciata fin da subito con una delicata partita diplomatica. Dopo giorni segnati da errori percepiti, lentezze e mancate comunicazioni, il governo italiano ha aumentato la pressione sulle autorità elvetiche, arrivando a richiamare a Roma l’ambasciatore presso la Confederazione Svizzera. Una mossa che a Berna è stata accolta con irritazione e che ha spinto il presidente Guy Parmelin a ricordare pubblicamente la necessità di rispettare la separazione dei poteri e l’autonomia della magistratura.
L’ok alla rogatoria e alla piena cooperazione giudiziaria ha contribuito a stemperare il clima, riportando il confronto sul terreno processuale. Ma la tensione accumulata ha lasciato il segno nella percezione dei familiari, che hanno letto i contrasti istituzionali come l’ennesimo ritardo nel percorso verso la verità. In questo contesto, la scelta di Jacques e Jessica Moretti e delle autorità locali di rinunciare alla prescrizione civile assume anche un valore comunicativo e reputazionale.
A restituire la crudezza della notte di Capodanno sono le 171 telefonate arrivate in un’ora e mezza al servizio di soccorso sanitario svizzero, 144 delle quali concentrate fra l’1.30 e le 3.00, a partire da due minuti dopo l’esplosione delle fiamme. Gli audio, diffusi dall’emittente francese Bfmtv, raccontano in tempo reale il panico dei ragazzi intrappolati: urla di sottofondo, richieste di aiuto disperate, frasi spezzate come «C’è un’emergenza al Constellation» o «Sono quasi morto, credo di essermi bruciato».
Quelle registrazioni, oggi agli atti dell’inchiesta, sono destinate a pesare anche nella valutazione dei tempi di intervento, del coordinamento dei soccorsi e dell’adeguatezza dei piani di evacuazione, diventando un tassello cruciale per qualsiasi processo, in Svizzera o in Italia.
FAQ
D: Che cos’è successo al bar Le Constellation?
R: Nella notte di Capodanno un incendio nel locale di Crans-Montana ha causato 40 morti e 116 feriti, in gran parte giovani.
D: Chi risarcirà le vittime della tragedia?
R: I proprietari Jacques e Jessica Moretti, il Comune di Crans-Montana e il Cantone del Vallese si sono impegnati a risarcire le vittime che ne hanno fatto richiesta.
D: La rinuncia alla prescrizione equivale a un’ammissione di colpa?
R: No, nel diritto svizzero la rinuncia alla prescrizione civile non comporta ammissione di responsabilità, ma consente alle vittime di agire più a lungo.
D: Quanto dura la rinuncia alla prescrizione per enti pubblici e proprietari?
R: Per Comune e Cantone la rinuncia vale 13 mesi, per i Moretti 23 mesi, sempre limitatamente alle parti che hanno presentato domanda.
D: Qual è il ruolo della Procura di Roma?
R: I pm di Roma, competenti per i reati con vittime italiane all’estero, potranno accedere agli atti svizzeri grazie alla rogatoria concessa.
D: Perché ci sono state tensioni tra Italia e Svizzera?
R: Le pressioni politiche italiane e il richiamo dell’ambasciatore hanno irritato le autorità elvetiche, che hanno rivendicato l’autonomia della magistratura.
D: Che ruolo hanno le registrazioni delle chiamate di emergenza?
R: Le 171 telefonate ai soccorsi documentano tempi, caos e gravità dell’incendio, e saranno decisive per valutare i soccorsi e le responsabilità operative.
D: Qual è la principale fonte giornalistica del caso?
R: Un’analisi dettagliata della vicenda è stata ricostruita dal giornalista Giuseppe Guastella, autore del servizio originario sulla tragedia del Le Constellation.




