Crans-Montana svelati i Thunder King nel locale: cosa nascondono e perché preoccupano gli inquirenti
Indice dei Contenuti:
Scoperta dei “Thunder King” nel locale
Crans-Montana, sopralluogo degli esperti dell’Istituto forense di Zurigo: all’interno del discobar incendiato sono stati rinvenuti 25 bengala già accesi, accatastati vicino ai tavoli e alle bottiglie, segno di un utilizzo ricorrente durante il servizio. In un ripostiglio adibito a deposito è stato individuato anche uno scatolone con 100 bengala nuovi, ancora confezionati.
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Gli investigatori hanno inoltre sequestrato un borsone, probabilmente introdotto da un cliente, contenente 14 petardi: tra questi spiccano 6 “Thunder King”, dispositivi noti per la forte deflagrazione e l’elevata potenza rispetto alle fontanelle scenografiche comunemente usate nei locali.
Il quadro emerso suggerisce una disponibilità sistematica di articoli pirotecnici all’interno del locale, oltre a materiali introdotti dall’esterno, aumentando il rischio operativo in un ambiente chiuso e affollato.
Pratiche pirotecniche e materiali non ignifughi
Nel locale di Crans-Montana, l’uso di bengala come intrattenimento ai tavoli risulta prassi consolidata, con fontanelle accese vicino a bottiglie e pubblico in un ambiente a soffitto basso. Le scintille hanno rapidamente raggiunto i pannelli fonoassorbenti, innescando il rogo in pochi istanti.
La presenza di articoli pirotecnici in quantità, unita alla gestione informale delle accensioni, ha amplificato il rischio in uno spazio chiuso privo di adeguate barriere di protezione. Le riprese circolate online mostrano camerieri che avvicinano i bengala alle superfici, evidenziando condotte ripetute e pericolose.
Determinante il rivestimento del soffitto: pannelli fonoassorbenti non ignifughi, acquistati in un negozio di bricolage e posati direttamente dal proprietario, hanno alimentato la combustione, diffondendo fumo e calore senza contenimento.
Indagini e responsabilità emerse
Gli accertamenti hanno ricostruito una catena di condotte omissive e scelte tecniche inadeguate che hanno favorito l’innesco e la propagazione delle fiamme. Gli inquirenti hanno acquisito testimonianze e video che documentano l’uso abituale di bengala all’interno del locale, pratica mai formalmente ordinata ma neppure vietata dalla gestione.
L’Istituto forense di Zurigo ha confermato il ruolo dei bengala nell’avvio del rogo e la criticità del soffitto rivestito con pannelli fonoassorbenti non ignifughi. Il proprietario, Jacques Moretti, ha ammesso di aver installato personalmente la spugna acustica, acquistata in un negozio di bricolage, durante la ristrutturazione.
Il sequestro di 25 bengala già usati, 100 confezionati e 14 petardi, tra cui 6 “Thunder King”, indica una disponibilità sistematica di materiale pirotecnico in un ambiente chiuso. Le verifiche puntano su profili di negligenza nella prevenzione incendi, nella scelta dei materiali e nel controllo delle prassi operative.
FAQ
- Qual è la causa principale del rogo? Le scintille dei bengala hanno raggiunto pannelli fonoassorbenti non ignifughi a soffitto basso.
- Chi ha installato i materiali del soffitto? Il proprietario Jacques Moretti ha dichiarato di aver posato personalmente la spugna acustica.
- Quali articoli pirotecnici sono stati trovati? 25 bengala usati, 100 bengala nuovi e 14 petardi, inclusi 6 “Thunder King”.
- L’uso dei bengala era autorizzato? Pratica tollerata: non ordinata esplicitamente, ma neppure impedita dalla gestione.
- Chi conduce gli accertamenti tecnici? Gli esperti dell’Istituto forense di Zurigo, con supporto degli investigatori.
- Quali responsabilità emergono? Profili di negligenza nella sicurezza antincendio, nella scelta dei materiali e nel controllo operativo.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le risultanze investigative sono riportate anche dal Corriere della Sera.




