Crans-Montana svela il retroscena nascosto su quella porta misteriosa

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Crans-Montana, lo scoop di Mattino 5: la porta e quel dettaglio inquietante
La scena inedita ripresa dalle telecamere
Le immagini trasmesse da Mattino 5 mostrano per la prima volta, con chiarezza, gli esterni del locale di Crans-Montana teatro della tragedia di Capodanno. L’inviato Davide Loreti documenta una struttura chiusa da ampi pannelli in plexiglass, elementi che in caso di incendio possono trasformarsi in una trappola, soprattutto con temperature elevate e fumo denso.
Nel servizio si sottolinea come questi vetri avrebbero ostacolato la fuga dei ragazzi, già disorientati dal buio, dal panico e dalla rapidità con cui il rogo si è sviluppato. L’odore acre che ancora impregna i locali, a settimane di distanza, conferma la violenza delle fiamme e la saturazione di fumo avvenuta in pochi minuti.
All’interno, la telecamera inquadra pareti e arredi completamente anneriti: i segni carbonizzati sul soffitto e sulle superfici tracciano un percorso che sembra convergere verso la zona delle uscite. È in questo contesto che emerge un particolare cruciale, destinato a pesare sulle indagini giudiziarie e sulle eventuali responsabilità dei titolari del Constellation.
La porta chiusa e il nodo delle responsabilità
Il punto più controverso riguarda la porta al piano terra del bar, indicata negli atti edilizi come varco essenziale in caso di emergenza. Secondo quanto ricostruito dai media svizzeri, quella chiusura avrebbe impedito una via di fuga decisiva durante l’incendio, aggravando in modo drammatico il bilancio delle vittime.
Nel servizio televisivo, la cosiddetta porta di servizio viene mostrata da vicino: è una struttura pesante, rinforzata, che l’inviato definisce “molto resistente”, al punto che neanche con un tavolino, in condizioni di caos e fumo, sarebbe stato realistico sfondarla. L’interno è ancora completamente annerito, segno che il calore e i gas tossici hanno investito l’area senza lasciare scampo.
Una ricostruzione del quotidiano in lingua tedesca Neue Zürcher Zeitung evidenzia che, nel permesso edilizio del 2015 per la veranda in vetro, era prescritta una porta sul lato ovest da segnalare come uscita di emergenza. Durante l’interrogatorio, però, il titolare Jacques Moretti l’avrebbe definita semplicemente una porta di servizio, una discrepanza che ora diventa centrale per gli inquirenti.
Indagini, dossier e la procuratrice sotto pressione
La gestione del fascicolo è nelle mani della procuratrice generale del Vallese, Béatrice Pilloud, chiamata a fare piena luce su autorizzazioni, controlli e condotte tenute prima e durante la notte del rogo. Le sue scelte procedurali sono osservate con attenzione dall’opinione pubblica, dalle famiglie delle vittime e dai media internazionali, in un clima di forte pressione istituzionale.
Parallelamente emergono riferimenti a precedenti episodi di incendio legati al Constellation, richiamati da uno scomodo dossier che peggiora l’immagine di affidabilità del locale. Se confermati, questi elementi potrebbero incidere sulla valutazione del rischio noto o sottovalutato, e sulla tenuta della versione fornita dalla famiglia Moretti, già messa in discussione dalle nuove rivelazioni televisive e documentali.
Sul piano giudiziario, l’uscita dal carcere su cauzione di Jacques Moretti ha riacceso il dibattito pubblico sulla proporzionalità delle misure restrittive e sulla tutela delle parti offese. Per gli inquirenti resta prioritario chiarire chi sapeva cosa, quando, e perché una via di fuga classificata nei documenti ufficiali non abbia svolto la funzione di salvezza per cui era stata prevista.
FAQ
D: Qual è il dettaglio principale emerso dalle immagini televisive?
R: Le riprese mostrano una porta particolarmente resistente, annerita dal fumo, che secondo i media risultava chiusa durante l’incendio.
D: Chi ha diffuso le nuove immagini del locale?
R: Le immagini sono state trasmesse dalla trasmissione di informazione mattutina Mattino 5, con un servizio dell’inviato Davide Loreti direttamente da Crans-Montana.
D: Perché la porta al piano terra è così rilevante nelle indagini?
R: Dai documenti edilizi risulta che doveva fungere da uscita di emergenza, ma al momento del rogo sarebbe stata chiusa, ostacolando l’evacuazione.
D: Come viene descritta la struttura del locale dopo l’incendio?
R: Pareti e superfici appaiono completamente annerite, l’odore di bruciato è ancora molto intenso e i vetri in plexiglass avrebbero reso difficile la fuga dei presenti.
D: Chi è la magistrata che coordina il procedimento?
R: La procura è guidata da Béatrice Pilloud, procuratrice generale del Cantone Vallese, incaricata di ricostruire dinamiche e responsabilità penali.
D: Il titolare come definisce la porta contestata?
R: Durante l’interrogatorio, Jacques Moretti l’avrebbe descritta come una porta di servizio, in contrasto con la destinazione di emergenza indicata nei permessi edilizi.
D: La struttura aveva avuto altri problemi in passato?
R: Secondo un dossier citato dalla stampa, non si tratterebbe del primo episodio di incendio collegato al Constellation, elemento che pesa sulla valutazione dei rischi pregressi.
D: Qual è la fonte giornalistica principale sulle discrepanze della porta?
R: Le informazioni sulle prescrizioni edilizie e sulla porta di emergenza provengono dal quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung (NZZ), citato e ripreso anche da testate italiane.




