Crans-Montana super antibiotico rivoluziona le cure: il metodo che accelera la guarigione e limita le infezioni
Indice dei Contenuti:
Composizione e meccanismo d’azione del super-antibiotico
Crans-Montana, feriti con gravi ustioni: la terapia avanzata ruota su un antibiotico di ultima generazione che combina sulbactam e durlobactam. È un’associazione mirata contro Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi, tra i patogeni più critici in terapia intensiva. Il mix agisce in modo complementare: il sulbactam esercita attività antibatterica diretta sui ceppi sensibili, mentre il durlobactam potenzia l’efficacia inibendo le β-lattamasi che rendono inutili i comuni antibiotici.
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Il farmaco, noto commercialmente come Xacduro, è stato autorizzato dalla FDA per le infezioni causate da ceppi multiresistenti, ma non è ancora in commercio in Italia. La formulazione è concepita per superare i meccanismi di difesa dell’Acinetobacter produttore di carbapenemasi, riducendo la carica batterica nei distretti più esposti, in particolare l’apparato respiratorio coinvolto da inalazione di fumi.
Per i pazienti ustionati, la perdita della barriera cutanea amplifica il rischio di colonizzazione batterica e sepsi; la combinazione sulbactam–durlobactam offre un’opzione terapeutica quando gli altri antibiotici falliscono. L’obiettivo è contenere rapidamente l’infezione, limitare l’evoluzione verso insufficienza d’organo e guadagnare tempo per le procedure di supporto intensivo e la gestione chirurgica delle ferite.
Indicazioni cliniche nei grandi ustionati e gestione del rischio infettivo
Nei grandi ustionati, la perdita di barriera cutanea e l’inalazione di fumi espongono a infezioni rapide del tratto respiratorio e delle ferite. La priorità clinica è contenere la colonizzazione da Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi, patogeno associato ad alta mortalità. La combinazione sulbactam–durlobactam è indicata quando le opzioni terapeutiche convenzionali risultano inefficaci, con impiego preferenziale in terapia intensiva e sotto monitoraggio microbiologico stretto.
La selezione dei pazienti si basa su criteri di gravità: estensione delle ustioni, interessamento delle vie aeree, parametri emodinamici e evidenza laboratoristica/colturale di ceppi multiresistenti. Il trattamento mira a ridurre rapidamente la carica batterica per prevenire polmoniti associate a ventilazione, batteriemie e sepsi, integrandosi con supporto ventilatorio, bilancio dei liquidi e chirurgia di debridement.
La gestione del rischio infettivo richiede percorsi multimodali: isolamento dei pazienti a rischio, stewardship antibiotica, campionamenti seriati e decontaminazione ambientale. L’uso di Xacduro avviene in regimi guidati da antibiogramma, con adeguamento dei dosaggi a funzione renale e profilo farmacocinetico, per limitare fallimenti terapeutici e pressione selettiva. In parallelo, l’impiego di gel enzimatico per rimozione dell’escara riduce il substrato per la colonizzazione e facilita il controllo locale dell’infezione.
FAQ
- Perché i grandi ustionati sono ad alto rischio di infezione? Per la perdita della barriera cutanea e la possibile inalazione di fumi, che favoriscono colonizzazione e polmoniti.
- Quando si impiega sulbactam–durlobactam? In presenza o sospetto documentato di Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi e fallimento di terapie standard.
- Qual è l’obiettivo clinico prioritario? Prevenire progressione verso batteriemia e sepsi, stabilizzando il paziente critico.
- Come si integra con altri trattamenti? Si associa a ventilazione protettiva, gestione fluidica, chirurgia delle ferite e debridement enzimatico.
- Quali controlli sono necessari durante la terapia? Monitoraggio microbiologico, funzione renale, parametri emodinamici e livelli infiammatori.
- È un farmaco di prima linea? No, è riservato a scenari con patogeni multiresistenti e opzioni limitate, in setting specialistici.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le dichiarazioni istituzionali e cliniche riportate da Adnkronos e Rainews24 riguardo a farmaco e gestione dei feriti.
Disponibilità, importazione e coordinamento tra strutture sanitarie
Lombardia ha attivato la procedura di importazione estera per Xacduro, non ancora commercializzato in Italia, per i feriti di Crans-Montana ricoverati a Niguarda e al Policlinico di Milano. Mentre si conclude l’iter con l’azienda produttrice, la rete ospedaliera ha mobilitato scorte interne per garantire continuità terapeutica immediata.
Una prima fornitura è arrivata da Humanitas, seguita da dosi del San Martino di Genova trasferite tramite Areu, su richiesta dei clinici coinvolti nella gestione dei pazienti. Il coordinamento interregionale ha permesso di superare i tempi tecnici di importazione, assicurando disponibilità rapida del farmaco in fase critica.
L’intervento è stato formalizzato dall’assessorato al Welfare con Guido Bertolaso e supportato dall’infettivologo Matteo Bassetti, che ha descritto l’associazione sulbactam–durlobactam come unica opzione attiva contro ceppi di Acinetobacter panresistenti. La sinergia tra strutture conferma un modello SSN basato su scambio di scorte, logistica urgente e centralizzazione delle terapie ad alta specialità.
FAQ
- Il farmaco è disponibile in Italia? Non è in commercio; la disponibilità avviene tramite importazione e scambio di scorte tra ospedali.
- Chi coordina l’approvvigionamento? L’assessorato al Welfare della Lombardia in raccordo con direzioni sanitarie e Areu.
- Quali strutture hanno fornito dosi? Humanitas e San Martino di Genova, con trasferimento logistico urgente.
- Perché serve l’importazione? Xacduro è autorizzato dalla FDA ma non commercializzato in Italia, quindi occorre procedura estera.
- Qual è il ruolo di Areu? Gestire il trasporto rapido e sicuro delle terapie tra strutture.
- Chi ha descritto l’efficacia clinica? L’infettivologo Matteo Bassetti ha confermato l’utilità contro Acinetobacter resistente.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le informazioni sono state riportate da Adnkronos e Rainews24.




