Crans-Montana, strage: scoperto l’ingresso segreto protetto da PIN che cambia tutto

Indice dei Contenuti:
Ingresso nascosto e sovraffollamento
Crans-Montana è travolta da un dettaglio chiave emerso nelle audizioni: una porta laterale del Le Constellation, protetta da un semplice codice PIN, consentiva l’accesso senza controlli. L’ingresso “parallelo” avrebbe favorito l’entrata di avventori non registrati, inclusi minorenni dopo le 22, eludendo i filtri di sicurezza.
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Secondo le prime ricostruzioni, questo varco avrebbe contribuito a spingere la capienza oltre il limite autorizzato di 240 persone, saturando il seminterrato oltre ogni standard di sicurezza. La pressione interna è cresciuta rapidamente, riducendo vie di fuga e manovrabilità dei soccorsi.
Quando le scintille sprigionate da bottiglie hanno incendiato il soffitto fonoassorbente, l’ambiente si è trasformato in una camera di combustione: fumo denso, calore estremo e panico hanno reso l’evacuazione caotica e insufficiente.
Il sovraffollamento, innescato dall’accesso laterale non presidiato, emerge come fattore determinante nella dinamica del rogo e nell’elevato numero di vittime e feriti. Gli inquirenti stanno incrociando testimonianze e immagini per quantificare quante persone siano entrate da quel passaggio e in quali orari.
FAQ
- Quante persone erano presenti rispetto alla capienza? Le ricostruzioni indicano un superamento significativo del limite di 240 presenti.
- Che cos’era l’ingresso nascosto? Una porta laterale con accesso tramite codice PIN, non sottoposta a controlli.
- Sono entrati minorenni? Testimonianze suggeriscono accessi di minorenni, soprattutto dopo le 22.
- Come si è propagato l’incendio? Scintille da bottiglie avrebbero innescato il soffitto fonoassorbente.
- Perché il sovraffollamento è stato decisivo? Ha ridotto vie di fuga e complicato l’evacuazione, aumentando vittime e feriti.
- Quali prove stanno analizzando gli inquirenti? Testimonianze, video e orari di accesso legati al varco laterale.
Indagini e responsabilità contestate
Le audizioni di sopravvissuti, addetti alla sicurezza e soccorritori delineano un quadro operativo frammentario, con procedure d’emergenza giudicate inadeguate e catene di comando poco chiare. Un video diffuso agli inquirenti mostrerebbe Jessica Moretti, co-gestore del Le Constellation, allontanarsi con lievi ustioni portando la cassa, elemento che alimenta dubbi su priorità e gestione della crisi.
Parallelamente, il figlio dei proprietari avrebbe infranto una vetrata della veranda per creare un varco di fuga: un atto che, secondo testimonianze, ha consentito a diversi clienti di uscire, ma ha anche rivelato la drammaticità del caos interno. Le autorità stanno verificando tempi, movimenti e decisioni adottate negli istanti cruciali.
I gestori Jacques e Jessica Moretti risultano indagati per omicidio colposo; il mancato arresto ha acceso polemiche pubbliche e richieste di misure cautelari. Il sindaco Nicolas Féraud respinge le dimissioni con la frase: “Non si abbandona la nave in tempesta”, posizione che acuisce la tensione istituzionale mentre la comunità invoca trasparenza e responsabilità.
FAQ
- Chi sono gli indagati principali? I gestori Jacques e Jessica Moretti, ipotesi di omicidio colposo.
- Cosa mostra il video citato? Jessica Moretti mentre si allontana con la cassa, con lievi ustioni.
- Quali azioni di fuga sono documentate? La rottura di una vetrata da parte del figlio dei proprietari per agevolare l’uscita.
- Perché il mancato arresto fa discutere? Parte dell’opinione pubblica chiede misure cautelari immediate.
- Qual è la posizione del sindaco? Nicolas Féraud ha escluso le dimissioni, rivendicando continuità di guida.
- Quali accertamenti sono in corso? Verifica di procedure d’emergenza, tempistiche e scelte operative durante il rogo.
Vigilanza carente e sistema sotto accusa
Le ammissioni del Comune di Crans-Montana evidenziano un vuoto di controllo prolungato: dal 2020 il Le Constellation non avrebbe ricevuto verifiche effettive da parte degli uffici pubblici. La supervisione è stata delegata a una società privata che, su un totale di 1.430 esercizi, ne avrebbe ispezionati appena 40.
Il dato configura una falla strutturale nella vigilanza amministrativa, con possibili profili di corresponsabilità per omessa sorveglianza. La scelta dell’esternalizzazione, priva di monitoraggio stringente, avrebbe indebolito gli standard di sicurezza e la tracciabilità delle criticità.
Gli inquirenti valutano se carenze procedurali e presunti “legami politici” abbiano rallentato gli interventi correttivi, consentendo al locale di operare senza adeguati riscontri. La comunità chiede trasparenza su protocolli, incarichi e audit mancati.
FAQ
- Chi doveva controllare il locale? Il Comune di Crans-Montana, che ha delegato le verifiche a una ditta privata.
- Quante ispezioni sono state svolte? Solo 40 su 1.430 esercizi, secondo i dati emersi.
- Da quando mancano controlli effettivi? Dal 2020 per il Le Constellation, secondo le ammissioni comunali.
- Quali responsabilità emergono? Possibile omessa vigilanza e debolezza nella supervisione esternalizzata.
- Ci sono ipotesi di condizionamenti? Si valutano presunti legami politici che avrebbero frenato interventi.
- Cosa chiede la comunità? Piena trasparenza su protocolli, nomine e audit non eseguiti.




