Crans-Montana sotto accusa: il padre di Giovanni Tamburi rompe il silenzio

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Giovanni Tamburi morto al Constellation, il papà: «A Crans-Montana comanda una cricca, il giudice va cambiato. La scarcerazione di Moretti è scandalosa»
Dolore e rabbia di un padre
Il padre di Giovanni Tamburi ha smesso i toni dimessi, ma non la determinazione. Dopo i giorni di angoscia al centro congressi Le Regent a Crans-Montana, quando sperava ancora notizie del figlio, e dopo il funerale del 7 gennaio nella chiesa di San Pietro a Bologna, oggi parla con voce ferma. La scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del discobar Le Constellation dove è divampato il rogo di Capodanno, è per lui «scandalosa» e difficilmente spiegabile ai familiari delle vittime.
Ancora più intollerabile, sottolinea, è che la moglie del gestore non sia mai stata arrestata, nonostante il ruolo nella conduzione dell’attività. A suo giudizio, questo doppio standard mina la fiducia nell’inchiesta e nella capacità delle istituzioni elvetiche di tutelare davvero chi ha perso un figlio. Il dolore privato si è così trasformato in una battaglia pubblica per la trasparenza e la responsabilità.
L’imprenditore, attivo nel settore degli alcolici di alta gamma, ha ripreso a lavorare ma parallelamente coordina, insieme ad altri genitori, un percorso giudiziario articolato. L’obiettivo dichiarato è chiarire ogni anello della catena decisionale e di controllo che ha preceduto la tragedia, senza eccezioni per ruoli, incarichi o appartenenze locali.
Ombre su controlli e sistema giudiziario
Al centro delle accuse c’è non solo la gestione del locale, ma anche le presunte omissioni degli organi pubblici che avrebbero dovuto vigilare su capienza, vie di fuga, sicurezza antincendio e autorizzazioni del discobar. Secondo il padre di Giovanni, la negligenza non riguarda un solo soggetto: chi doveva controllare e non l’ha fatto porta una corresponsabilità che la giustizia ha il dovere di accertare fino in fondo.
L’uomo dichiara di nutrire scarsa fiducia nel funzionamento del sistema giudiziario svizzero in questa vicenda, percepito come troppo chiuso e autoreferenziale. Parla di una «cricca» locale a Crans-Montana, in cui istituzioni, professionisti e ambienti economici finirebbero per intrecciarsi, generando quantomeno un sospetto di conflitto di interessi. Da qui la richiesta di maggiore terzietà dei magistrati.
La famiglia chiede espressamente la sostituzione del giudice, con l’arrivo di un magistrato proveniente da un’altra giurisdizione, non inserito nei circuiti sociali e professionali della località turistica. Analogo auspicio viene avanzato per la procura, anche se i vincoli normativi elvetici rendono al momento improbabile un cambio del pubblico ministero titolare del fascicolo.
Pressione internazionale e richiesta di giustizia
In questo contesto, viene accolta con favore la posizione del governo italiano, che ha annunciato attenzione costante sul caso e l’ipotesi di una task force di esperti a supporto delle famiglie. L’intervento delle istituzioni di Roma è visto come elemento di pressione diplomatica e tecnica sulle autorità svizzere affinché l’indagine mantenga standard elevati di indipendenza, rapidità e completezza.
Il padre di Giovanni Tamburi è consapevole che il percorso sarà lungo, con perizie, rogatorie, analisi di documenti amministrativi e testimonianze. Ma, come padre e come cittadino, afferma di «pretendere giustizia» per il figlio e per tutti i ragazzi morti nel rogo del Constellation. Chiede che nessuna posizione venga archiviata per inerzia, e che ogni decisione sia motivata in modo chiaro e verificabile.
Nel suo racconto emerge un duplice piano: quello intimo della perdita irreparabile e quello pubblico della richiesta di riforme, dal rafforzamento dei controlli sui locali notturni alla revisione delle procedure giudiziarie in casi con molte vittime. L’obiettivo dichiarato è evitare che una simile tragedia possa ripetersi, trasformando un lutto personale in una domanda collettiva di responsabilità e verità.
FAQ
D: Chi era Giovanni Tamburi?
R: Era un giovane italiano morto nel rogo di Capodanno nel locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera.
D: Perché la scarcerazione di Jacques Moretti viene definita scandalosa?
R: Perché, secondo il padre di Giovanni, la decisione non rispetta la gravità dei fatti e indebolisce la fiducia delle famiglie nella giustizia.
D: Quali responsabilità vengono contestate oltre a quelle del gestore?
R: Vengono chiamati in causa gli enti che avrebbero dovuto effettuare controlli di sicurezza e autorizzativi sul locale.
D: Cosa chiede la famiglia al sistema giudiziario svizzero?
R: Chiede maggiore terzietà, con la sostituzione del giudice e l’arrivo di figure esterne al contesto locale.
D: Perché si parla di “cricca” a Crans-Montana?
R: Perché si teme un ambiente troppo ristretto, dove istituzioni e interessi privati sarebbero eccessivamente intrecciati.
D: Qual è il ruolo del governo italiano nella vicenda?
R: Ha annunciato attenzione sul caso e l’ipotesi di una task force di esperti a supporto delle famiglie delle vittime.
D: Qual è la principale richiesta dei genitori delle vittime?
R: Ottenere piena verità sulle cause dell’incendio e sulle eventuali omissioni di controllo, con responsabilità chiare.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata nella vicenda?
R: Le dichiarazioni del padre di Giovanni sono riportate in un’intervista pubblicata dal quotidiano La Stampa.




