Crans Montana, sopravvissuti denunciano uscite bloccate e assenza di indicazioni

Crans-Montana, cosa emerge dalle indagini sull’incendio di Capodanno
Chi: i coniugi Jessica e Jacques Moretti, gestori del bar Le Constellation a Crans-Montana, e il loro figlioccio Jean-Marc Gabrielli.
Cosa: l’indagine penale sull’incendio di Capodanno che ha causato 41 morti e numerosi feriti.
Dove: nel locale Le Constellation, località turistica svizzera molto frequentata da italiani.
Quando: la notte del 31 dicembre, con rogatoria internazionale tuttora in corso presso la Procura di Roma.
Perché: testimonianze dei feriti italiani parlano di uscite di sicurezza sbarrate, mancata gestione dell’emergenza, possibile sovraffollamento e carenze nelle misure antincendio.
In sintesi:
- Feriti italiani denunciano uscite di sicurezza bloccate e assenza di indicazioni sulle vie di fuga.
- Contestata mancata attivazione tempestiva degli estintori e arredi ritenuti non ignifughi.
- Ipotesi di sovraffollamento del locale, prezzi elevatissimi e alcol servito anche a minori.
- Sotto esame il ruolo “centrale” del trentenne Jean-Marc Gabrielli nella gestione delle uscite.
Testimonianze, sicurezza carente e ruolo dei coniugi Moretti
La Procura di Roma attende i riscontri dalle autorità svizzere nell’ambito della rogatoria internazionale, mentre i verbali dei feriti italiani delineano un quadro pesante per i coniugi Jessica e Jacques Moretti, gestori del bar Le Constellation.
Secondo più testimonianze, le uscite di sicurezza sarebbero state sbarrate o rese inutilizzabili proprio nei momenti cruciali dell’incendio, senza che il personale indicasse chiaramente le vie di fuga.
I feriti segnalano anche che gli estintori non sarebbero stati utilizzati con tempestività, elemento che, se confermato, potrebbe configurare gravi violazioni delle procedure di sicurezza. Alcuni sopravvissuti riferiscono che la combustione sarebbe stata accelerata da arredi e materiali non ignifughi, favorendo la propagazione rapida di fiamme e fumo.
Nel fascicolo compare l’ipotesi di accessi oltre la capienza autorizzata del locale, con il bar descritto come “saturato” ma comunque aperto a nuovi ingressi. Vengono citati anche prezzi ritenuti sproporzionati, con bottiglie vendute fino a 270 euro, e controlli d’ingresso giudicati inesistenti: alcuni feriti sostengono che bevande alcoliche siano state servite anche a minori. Tutti questi elementi sono ora al vaglio degli inquirenti, che incrociano verbali, documentazione e accertamenti tecnici.
Il ruolo di Jean-Marc Gabrielli e i possibili sviluppi giudiziari
Un focus centrale delle indagini riguarda Jean-Marc Gabrielli, 30 anni, figlioccio di Jessica e Jacques Moretti. Secondo diverse testimonianze raccolte anche dal quotidiano francese Le Figaro, quella notte il giovane era in servizio nel locale e avrebbe impartito l’ordine di chiudere la porta di servizio.
Le ricostruzioni parlano di momenti concitati in cui, mentre l’incendio divampava, quella porta sarebbe rimasta bloccata, trasformandosi da via di fuga potenziale in barriera fatale per molti giovani presenti alla festa di Capodanno.


I testimoni descrivono attimi di panico, con il fumo che invadeva rapidamente le sale e rendeva difficoltoso individuare percorsi alternativi. Almeno un avvocato delle parti civili ha chiesto che Gabrielli venga formalmente incriminato, per chiarire il suo ruolo nella gestione dell’emergenza e delle misure di sicurezza.
Gli inquirenti svizzeri proseguono gli accertamenti tecnici per definire la dinamica dell’incendio e verificare eventuali violazioni normative. Gabrielli, figlio di un’ex compagna di Jacques Moretti e cresciuto con lui dall’età di 11 anni, incarna anche la dimensione familiare di una vicenda che ha colpito profondamente l’opinione pubblica in Svizzera, in Italia e in Francia.
Le possibili ricadute su sicurezza dei locali e responsabilità penali
L’inchiesta su Crans-Montana è destinata a incidere oltre il singolo caso, ponendo al centro il tema della sicurezza nei locali affollati di località turistiche internazionali. Le contestazioni su uscite bloccate, capienza superata e arredi non ignifughi potrebbero tradursi in linee guida più stringenti per gestori e proprietari.
Se saranno confermate gravi omissioni, le responsabilità penali potrebbero coinvolgere non solo i coniugi Moretti e Jean-Marc Gabrielli, ma anche eventuali figure di controllo che non avessero vigilato adeguatamente. Il caso rappresenta inoltre un banco di prova per la cooperazione giudiziaria tra Italia, Svizzera e Francia, con possibili ripercussioni su futuri procedimenti che coinvolgono vittime di diverse nazionalità.
FAQ
Quante vittime ha causato l’incendio di Capodanno a Crans-Montana?
L’incendio nel bar Le Constellation ha provocato ufficialmente 41 morti e numerosi feriti, molti dei quali cittadini italiani presenti alla festa.
Perché le uscite di sicurezza del locale sono al centro delle indagini?
Le testimonianze dei feriti affermano che le uscite di sicurezza fossero sbarrate o inutilizzabili, senza indicazioni di fuga, ipotizzando violazioni dirette delle norme antincendio e di sicurezza.
Chi sono Jessica e Jacques Moretti e cosa viene contestato loro?
I coniugi Jessica e Jacques Moretti sono i gestori del bar. Sono chiamati a rispondere di presunte carenze di sicurezza, sovraffollamento e gestione inadeguata dell’emergenza.
Che ruolo avrebbe avuto Jean-Marc Gabrielli la notte dell’incendio?
Secondo vari testimoni, Jean-Marc Gabrielli avrebbe ordinato di chiudere una porta di servizio, poi rimasta bloccata, ostacolando la fuga di molti presenti.
Qual è la fonte principale delle testimonianze sulla gestione del locale?
Le ricostruzioni provengono da verbali dei feriti italiani e da testimonianze raccolte dal quotidiano francese Le Figaro, confluite negli atti delle autorità svizzere e della Procura di Roma.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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