Crans-Montana, sicurezza sotto accusa: svelati i dettagli del locale e le foto shock della ristrutturazione
Indagine sulle cause dell’incendio e responsabilità ipotizzate
Crans-Montana resta al centro di un’inchiesta focalizzata su un punto cruciale: la sicurezza del locale Le Constellation, teatro dell’incendio nella notte di Capodanno con un bilancio provvisorio di 40 vittime e 121 feriti. La procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud ha indicato come pista principale l’innesco da bengala o candele scintillanti applicate alle bottiglie e sollevate troppo in alto, fino a sfiorare il soffitto. Le prime verifiche convergono sull’ipotesi che le fiamme abbiano attecchito ai pannelli fonoassorbenti, propagandosi rapidamente.
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L’attività degli inquirenti procede su tre assi: accertare l’origine del rogo, ricostruire i fattori che ne hanno favorito la diffusione e definire eventuali profili di responsabilità. Sono già stati ascoltati numerosi testimoni, acquisiti i filmati della serata ed esaminata la documentazione relativa ai lavori di ristrutturazione. Al centro delle verifiche: la conformità dei materiali, l’adeguatezza dei dispositivi antincendio, la corretta gestione operativa durante l’evento e il rispetto delle norme di prevenzione.
I gestori, Jacques e Jessica Moretti, sostengono di aver superato le ispezioni e di aver mantenuto l’esercizio “a norma”. La procuratrice ha precisato che al momento sono stati sentiti come persone informate sui fatti e che non sussistono misure coercitive, ribadendo tuttavia che, in presenza di perizie che accertassero errori, le contestazioni potrebbero spaziare da omicidio colposo a incendio colposo. I titolari affermano di voler collaborare pienamente con gli inquirenti, anche tramite i propri legali.
Parallelamente, le autorità federali e locali stanno valutando la catena causale: dall’uso di effetti scenici a fiamma viva all’altezza del soffitto, alla reazione dei rivestimenti, fino al funzionamento degli impianti di sicurezza. La domanda chiave resta se, e in che misura, eventuali carenze progettuali, manutentive o gestionali abbiano trasformato una scintilla in una trappola di fuoco. I risultati delle perizie tecniche saranno determinanti per l’attribuzione delle responsabilità penali e per chiarire se l’evento sia frutto di negligenza individuale, difetti di conformità o una combinazione di concause.
Nel frattempo, il quadro delle vittime e dei feriti – tra cui anche cittadini italiani, come riferito dall’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado – impone tempi rapidi di accertamento. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato il sostegno operativo ai connazionali e la richiesta di una risposta istituzionale celere per individuare responsabilità e criticità, a partire dai protocolli di sicurezza applicati la notte dell’incendio.
Materiali, ristrutturazione e conformità antincendio
Le immagini diffuse sui social dai gestori di Le Constellation documentano gli interventi di ristrutturazione più recenti e offrono dettagli utili a chi indaga su materiali e finiture. Dalle fotografie emergono rivestimenti in legno estesi e un soffitto coperto da pannelli fonoassorbenti, indicati come il primo punto di propagazione del fuoco. La verifica chiave riguarda la classe di reazione al fuoco di tali elementi: se fossero stati ignifughi o semplicemente fonoassorbenti senza specifiche prestazioni contro l’incendio. La risposta, insieme ai certificati di prodotto e alle dichiarazioni di conformità, è cruciale per stabilire la dinamica e la responsabilità della rapida diffusione delle fiamme.
Gli atti richiesti dagli inquirenti includono schede tecniche dei materiali, relazioni di posa, eventuali collaudi e verbali delle ispezioni. Particolare attenzione è rivolta al comportamento al fuoco dei pannelli del soffitto, alla presenza di trattamenti ritardanti e alla corretta installazione in prossimità di possibili sorgenti d’innesco, come i bengala o le fontane pirotecniche usate sulle bottiglie. La compatibilità tra l’uso di effetti a fiamma libera e i rivestimenti del locale rientra nel perimetro delle verifiche su autorizzazioni e valutazioni del rischio adottate dal gestore.
Altro capitolo riguarda gli impianti antincendio. Le testimonianze raccolte sollevano dubbi sul loro effettivo funzionamento durante l’emergenza. Gli investigatori stanno accertando se fosse presente un sistema di rilevazione fumi e allarme, eventuale spegnimento automatico, estintori accessibili e dimensionati, nonché la corretta manutenzione periodica con registri aggiornati. In esame anche la segnaletica di sicurezza, l’illuminazione di emergenza e l’addestramento del personale alle procedure di evacuazione. Se l’impianto esisteva, occorre capire se fosse adeguato alla configurazione del locale e perché non abbia contenuto l’evento.
Le contestazioni difensive dei titolari Jacques e Jessica Moretti si fondano sull’esito positivo di più ispezioni nell’arco di dieci anni e sull’affermazione che “tutto era a norma”. La procura, guidata da Beatrice Pilloud, confronta tali dichiarazioni con i documenti progettuali dei lavori, le autorizzazioni rilasciate, le eventuali varianti e le verifiche successive all’apertura. Il nodo è se, nella ristrutturazione e nella gestione delle serate, siano state sempre rispettate le prescrizioni su materiali, impianti e limitazioni operative, soprattutto in circostanze ad alto rischio come l’uso di artifici scenici in ambienti chiusi con soffitti ribassati.
La sequenza causa-effetto che emerge dalle prime ipotesi—scintille dirette verso un soffitto rivestito, innesco dei pannelli fonoassorbenti e alimentazione delle fiamme da arredi in legno—rende determinanti le perizie su qualità e posa dei materiali. Gli esiti chiariranno se vi siano state carenze di conformità, errori di valutazione del rischio o prassi non coerenti con le regole antincendio. Le conclusioni tecniche guideranno l’eventuale ricostruzione delle responsabilità, dall’ideazione della ristrutturazione alla gestione operativa del locale durante la notte di Capodanno.
Layout del locale, vie di fuga e capienza autorizzata
Le ricostruzioni convergono su una configurazione distribuita su tre aree: un dehors esterno, un piano terra con bancone e tavolini e un piano seminterrato destinato alla socialità serale, con ulteriori tavoli, un bancone centrale, la postazione dj e l’area per il gioco delle freccette. L’accesso tra i due livelli interni avveniva tramite una scala ripida, posizionata accanto all’ingresso principale e identificata come il collegamento chiave di evacuazione verticale. Proprio nel seminterrato si sarebbe sviluppato l’innesco che ha dato avvio al rogo.
Secondo le prime testimonianze, la scala avrebbe costituito il principale percorso di esodo verso l’esterno per chi si trovava al piano interrato. Sono in corso verifiche per accertare se la sua larghezza, la pendenza, la presenza di corrimano e la resistenza al fuoco dei materiali fossero coerenti con le prescrizioni locali. Viene valutata anche l’eventuale riduzione dimensionale intervenuta dopo i lavori di ristrutturazione, ipotesi sollevata da più fonti e che, se confermata, inciderebbe sul tempo di deflusso e sul rischio di congestione durante l’evacuazione.
Gli inquirenti analizzano la geometria delle vie di fuga e la loro effettiva fruibilità in condizioni di fumo e scarsa visibilità: posizione e apertura delle uscite, segnaletica luminosa, illuminazione di emergenza, eventuali ostacoli lungo i percorsi, punti di possibile imbuto vicino al bancone o in prossimità della scala. Un focus specifico riguarda l’uscita dal seminterrato verso il piano strada: la capacità di smaltire un flusso simultaneo e la presenza di soluzioni ridondanti, come uscite alternative o compartimentazioni capaci di ritardare l’avanzata dei fumi caldi.
Al piano terra, la disposizione del bancone e dei tavolini viene valutata in relazione alla fluidità dei movimenti in emergenza e alla distanza utile dalle uscite. All’esterno, il dehors rappresentava un’area potenzialmente sicura di raccolta, ma la rapidità di saturazione del vano scala e l’eventuale propagazione dei fumi potrebbero aver limitato i tempi a disposizione per raggiungerla. Le perizie esamineranno se porte e varchi fossero mantenuti sgombri e se i dispositivi di apertura funzionassero correttamente sotto stress.
Capitolo centrale è la capienza autorizzata. Le autorità stanno acquisendo i provvedimenti amministrativi per determinare il numero massimo di persone consentite nei diversi ambienti, con particolare attenzione al seminterrato, che concentrava intrattenimento e musica. Il confronto tra capienza teorica, personale presente e condizioni reali della serata servirà a chiarire se il carico di affollamento abbia superato i limiti previsti, incidendo sulla velocità di evacuazione e sulla pressione sulle vie di fuga.
L’analisi integra infine la separazione dei comparti, la resistenza al fumo dei percorsi e l’adeguatezza dei presidi organizzativi: controllo degli accessi, conteggio degli ingressi, distribuzione del personale nelle aree critiche e formazione sulle procedure di esodo. Il quadro che emergerà da questi riscontri definirà il ruolo del layout e della gestione delle vie di uscita nella sequenza degli eventi verificatisi la notte di Capodanno a Crans-Montana.
FAQ
- Da dove si ritiene sia partito l’incendio?
Dalle prime ipotesi, l’innesco sarebbe avvenuto nel seminterrato, con scintille di bengala o candele scintillanti che avrebbero raggiunto i pannelli fonoassorbenti del soffitto. - Quali materiali sono al centro delle verifiche?
I pannelli fonoassorbenti del soffitto e i rivestimenti in legno, oggetto di accertamenti su classe di reazione al fuoco e corretta posa. - Gli impianti antincendio hanno funzionato correttamente?
Sono in corso accertamenti su presenza, conformità e manutenzione di rivelazione fumi, allarmi, spegnimento automatico ed estintori. - Com’era organizzato il locale rispetto alle vie di fuga?
Il deflusso dal seminterrato avveniva principalmente tramite una scala ripida verso l’ingresso al piano terra; si verifica la conformità della scala e l’eventuale presenza di uscite alternative. - La capienza autorizzata è stata rispettata?
Le autorità stanno confrontando le autorizzazioni con l’affollamento effettivo della serata, in particolare negli spazi del seminterrato. - Quali responsabilità potrebbero emergere dall’inchiesta?
In caso di irregolarità o negligenze, le ipotesi vanno da omicidio colposo a incendio colposo, in base alle perizie su materiali, impianti e gestione.




