Crans-Montana shock, stecche di biliardo incastrate nel soffitto: il video che svela una verità inquietante
Indice dei Contenuti:
Testimonianze sul rogo e pratiche pericolose
Crans-Montana, notte di Capodanno: emergono descrizioni puntuali degli istanti che hanno preceduto il rogo al Constellation. Una cameriera, Louise, ricostruisce l’atmosfera: “si accendono candele, qualcuno urla ‘go! go! go!’”. Poi il fuoco si propaga, vede Jessica dirigersi in fretta verso le scale e sparire dalla vista. Nessuna indicazione preventiva sulla sicurezza delle candele scintillanti, nessuna formazione specifica al personale.
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La stessa testimone ammette di non aver mai verificato la presenza o la natura della mousse acustica. In un’occasione nota “stecche da biliardo” usate per tenere la schiuma aderente al soffitto, indizio di gestione improvvisata degli allestimenti.
Un altro dipendente, citato dal Corriere della Sera, riferisce che tra “stecche e mousse” erano stati infilati asciugamani, dettaglio documentato da un video girato il 13 dicembre. Queste pratiche, sommate all’uso di effetti pirotecnici da tavolo, delineano un contesto di rischio ignorato e sottovalutato.
Materiali inadatti e installazioni improvvisate
Le ricostruzioni convergono su un punto: la presenza di pannelli di schiuma fonoassorbente montati senza criteri professionali all’interno del Constellation. Secondo quanto emerso, lo stesso Jacques Moretti avrebbe dichiarato di averli installati personalmente, con materiali acquistati in un negozio di bricolage del gruppo Hornbach. L’uso di componenti non certificati per ambienti affollati, combinato a effetti pirotecnici da tavolo, ha creato un mix ad altissima vulnerabilità all’innesco.
Le testimonianze citano “stecche da biliardo” impiegate per mantenere la schiuma aderente al soffitto, soluzione che indica fissaggi precari e potenziali vuoti d’aria favorevoli alla propagazione delle fiamme. Ulteriori dettagli riferiscono di asciugamani incastrati tra schiuma e supporti, con un video del 13 dicembre che ne mostrerebbe la disposizione. Questi elementi, se confermati, evidenziano una catena di improvvisazioni con impatto diretto sulla sicurezza.
I video circolati sui social mostrano l’accensione rapidissima dei pannelli, compatibile con schiume ad alta infiammabilità prive di trattamenti ignifughi. In assenza di conformità documentata alle normative antincendio, l’allestimento avrebbe funzionato da accelerante, trasformando l’innesco in un incendio flashover in pochi secondi. Resta centrale la verifica tecnica su composizione, classe di reazione al fuoco e modalità di ancoraggio.
FAQ
- Quali materiali erano installati al soffitto? Pannelli di schiuma fonoassorbente montati in autonomia e senza certificazioni documentate.
- Chi avrebbe montato la schiuma? Secondo le dichiarazioni, Jacques Moretti li avrebbe installati personalmente.
- Da dove provenivano i pannelli? Acquisti indicati presso un negozio di bricolage del gruppo Hornbach.
- Perché i pannelli hanno preso fuoco così velocemente? La probabile alta infiammabilità della schiuma e fissaggi improvvisati hanno favorito un’ignizione rapida.
- Che ruolo avrebbero avuto “stecche da biliardo” e asciugamani? Sarebbero stati usati come supporti di fortuna tra schiuma e soffitto, aumentando il rischio.
- Esistono video che documentano le installazioni? Un video del 13 dicembre mostrerebbe asciugamani tra mousse e supporti; altri filmati evidenziano l’innesco fulmineo.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Alcune testimonianze sono riportate dal Corriere della Sera, oltre ai video diffusi sui social.
Indagine della procura e responsabilità dei titolari
La Procura vallese ha respinto le richieste di arresto cautelare per Jacques Moretti e Jessica Maric legate al pericolo di inquinamento probatorio, ritenendo che al momento tale rischio non sia configurabile. Resta fermo il monitoraggio sul pericolo di fuga, mentre l’ipotesi di alterazione delle prove potrà essere rivalutata in base all’ampliamento dell’inchiesta e all’eventuale coinvolgimento di altri indagati.
Nell’incartamento emergono ammissioni sull’installazione autonoma dei pannelli fonoassorbenti all’interno del Constellation, elemento che orienta gli accertamenti su profili di colpa organizzativa e omissioni in materia di sicurezza. Gli inquirenti puntano a verificare forniture, certificazioni dei materiali e catena decisionale nella gestione del locale.
Le testimonianze dei dipendenti e i video acquisiti sui social compongono un quadro convergente su prassi non conformi, che la procura incrocia con perizie tecniche su reazione al fuoco, modalità di fissaggio e fonti d’innesco. La posizione dei titolari viene valutata rispetto a doveri di prevenzione, addestramento del personale e controllo degli allestimenti, con possibili estensioni della responsabilità a ulteriori soggetti della filiera.
FAQ
- Perché non sono stati arrestati i titolari? La Procura vallese non ha ravvisato al momento rischio di inquinamento probatorio.
- Il pericolo di inquinamento probatorio è escluso? No, potrà essere rivalutato con l’estensione dell’indagine e l’ingresso di altri indagati.
- Quali profili di responsabilità sono al vaglio? Possibili omissioni in sicurezza, scelta e gestione dei materiali, formazione del personale.
- Che rilievo hanno le ammissioni sui pannelli? Indirizzano le perizie su installazioni autonome e conformità normativa.
- Quali prove sono state acquisite? Testimonianze dei dipendenti e video diffusi sui social a supporto degli accertamenti tecnici.
- Su cosa verteranno le perizie? Classe di reazione al fuoco, modalità di fissaggio, dinamica dell’innesco e propagazione.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Alcuni elementi testimonali sono riportati dal Corriere della Sera.




