Crans Montana, sequestri tardivi ai Moretti: dubbi roventi su cauzione e garante scuotono l’inchiesta
Indice dei Contenuti:
Sequestri tardivi e rischio di inquinamento delle prove
Crans-Montana, dopo il rogo del Constellation con 40 vittime, emergono criticità sulle tempistiche dei sequestri disposti a carico dei coniugi Jacques e Jessica Moretti. Gli avvocati delle parti civili definiscono “sconcertante” il ritardo: i computer dei Moretti sono stati acquisiti solo il 14 gennaio, mentre il cellulare di Jessica è stato sequestrato al termine dell’interrogatorio del 9 gennaio.
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Per i legali delle famiglie, il differimento delle perquisizioni ripropone il tema del possibile inquinamento delle prove e della tenuta della catena di custodia. L’avvocato Sébastien Fanti, che assiste i familiari di sette vittime, evidenzia che i dispositivi informatici dei titolari del bar sono stati vincolati giorni dopo l’incendio, nonostante la coppia fosse già al centro delle indagini e ritenuta priva di redditi dai pm.
Il sequestro del telefono di Jessica è stato disposto su impulso dell’avvocato Romain Jordan, legale di un altro gruppo di vittime. Un dettaglio che, secondo le parti civili, rafforza l’idea di una reazione investigativa tardiva rispetto alla necessità di preservare elementi digitali sensibili potenzialmente rilevanti per accertare responsabilità, ricostruire contatti e mappare flussi informativi nei giorni immediatamente successivi alla tragedia.
Contestazioni su autopsie e gestione dell’inchiesta
Gli avvocati delle famiglie contestano la mancata esecuzione delle autopsie sulle vittime del rogo di Crans-Montana, ritenendola una carenza che incide sulla completezza delle prove medico-legali e sulla ricostruzione causale. Le istanze sono state inviate in massa alla Procura cantonale del Vallese, con richieste formali di approfondimenti e di conservazione rigorosa degli atti.
Parallelamente, a studi legali e inquirenti arrivano segnalazioni e materiali: cittadini riferiscono circostanze, presunti documenti e possibili indizi su condotte dei coniugi Moretti o del Comune di Crans-Montana. Tra le email, una fonte identificata sostiene di poter provare una disponibilità economica di Jacques Moretti pari a diversi milioni di franchi su conti non ancora rilevati. Un legale che ha ricevuto la comunicazione annuncia verifiche e un eventuale deposito in Procura.
Le parti civili collegano l’assenza di autopsie e le acquisizioni tardive a un rischio concreto per l’integrità della prova, chiedendo tracciabilità completa, protocolli di catena di custodia e calendarizzazione trasparente delle attività. Gli inquirenti di Roma hanno nel frattempo disposto esami per le vittime italiane, mentre nel Vallese cresce la pressione perché siano chiarite metodologie, priorità operative e criteri adottati nella gestione dell’emergenza investigativa.
Cauzione, garante anonimo e dubbi dei legali
La Procura del Vallese ha fissato una cauzione complessiva di 400mila franchi per i coniugi Jacques e Jessica Moretti, ritenendola adeguata a prevenire il pericolo di fuga. Secondo gli atti, il rischio riguarda soprattutto Jacques, che potrebbe lasciare la Svizzera per sottrarsi al procedimento, anche in ragione dell’assenza di prospettive nel cantone.
La somma, pari a 200mila franchi per ciascun indagato, è stata messa a disposizione da un amico anonimo tramite il conto dell’avvocato Patrick Michod, in attesa della decisione del Tribunale delle misure coercitive. La Procura richiama inoltre l’azzeramento degli introiti dei tre locali, il mutuo da 1,3 milioni sulla casa e le ipoteche sui ristoranti come elementi che rendono il deposito un deterrente effettivo.
Le parti civili contestano la scelta, chiedendo verifiche “rigorose” sui legami tra imputati e garante e sulla reale situazione finanziaria della coppia. I legali sottolineano che il pericolo di inquinamento delle prove non risulta affrontato con misure puntuali oltre al segreto, giudicando il quadro “preoccupante”.
Nelle memorie difensive, Jessica Moretti richiama il radicamento familiare a Crans-Montana e la vita costruita nel Vallese dal 2013, elementi che per la difesa escluderebbero intenti di fuga. Resta l’attesa per la pronuncia sulla congruità della cauzione e sull’eventuale scarcerazione di Jacques Moretti.
FAQ
- Qual è l’importo della cauzione fissata? 400mila franchi complessivi, 200mila per ciascun indagato.
- Chi ha versato la cauzione? Un amico anonimo tramite il conto dell’avvocato Patrick Michod.
- Perché la Procura parla di rischio di fuga? Per l’assenza di prospettive nel Vallese e la possibilità che Jacques lasci la Svizzera.
- Quali elementi economici incidono sulla valutazione? Azzeramento degli introiti, mutuo da 1,3 milioni e ipoteche sui locali.
- Cosa contestano gli avvocati delle parti civili? La mancata istruttoria sui legami con il garante e misure insufficienti contro l’inquinamento delle prove.
- Cosa sostiene la difesa di Jessica Moretti? Radicamento familiare a Crans-Montana e stabilità di vita nel Vallese dal 2013.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Ricostruzione basata su atti e contenuti riportati dalla stampa riguardo al caso di Crans-Montana.




