Crans-Montana scuola di sci verso il tutto esaurito sulla neve

Crans-Montana dopo la tragedia: la stagione sciistica regge
La località svizzera di Crans-Montana, segnata dalla tragedia di Capodanno nel Constellation, sta vivendo una ripartenza complessa ma concreta. Sul fronte dello sci e dell’ospitalità emergono segnali di resilienza, mentre il tessuto economico dei bar e ristoranti resta sotto pressione. In questo scenario, la lettura incrociata dei dati di prenotazione, delle gare di Coppa del mondo e delle percezioni degli operatori mostra un territorio che cerca di coniugare memoria, sicurezza e continuità dell’offerta turistica. Le dichiarazioni dei protagonisti locali aiutano a comprendere la reale tenuta del sistema montano.
Il quadro che ne deriva è quello di una destinazione che non si limita a gestire l’emergenza reputazionale, ma punta a ricostruire fiducia presso sciatori e famiglie, mantenendo alta l’attenzione sul rispetto delle vittime e sulla qualità dell’esperienza in quota.
Scuola di sci quasi al completo nonostante le disdette
Il direttore della scuola di sci, Nicolas Masserey, descrive una domanda ancora robusta: per le prossime due settimane “siamo quasi al completo la mattina, con qualche posto ancora disponibile il pomeriggio”.
Le disdette sono state “poche” e i livelli di occupazione sono “vicini a quanto visto nelle ultime stagioni”, segnale che il prodotto sciistico mantiene attrattività, in particolare nelle fasce orarie più richieste dalle famiglie.
La scuola rimane quindi un pilastro dell’economia locale e un indicatore anticipato di fiducia, con un ritorno alla normalità solo parziale ma già misurabile nelle prenotazioni.
Il ruolo delle gare di Coppa del mondo nella percezione pubblica
Secondo Nicolas Masserey, le gare di Coppa del mondo di fine gennaio sono state un passaggio chiave per l’immagine di Crans-Montana: “siamo riusciti a dimostrare alla gente che lo sci e le attività in montagna esistevano ancora”.
L’evento sportivo ha mostrato infrastrutture operative, standard di sicurezza elevati e capacità organizzativa, elementi cruciali per rassicurare visitatori e famiglie dopo una tragedia ad alto impatto mediatico.
Masserey sottolinea anche la dimensione etica: “Penso che ci abbia fatto bene dimostrarlo, con un certo rispetto perché è chiaro che non abbiamo dimenticato” quanto accaduto nel locale dei coniugi Moretti.
Turismo organizzato e ospitalità: segnali di stabilizzazione
Sul fronte ricettivo, il sistema turistico di Crans-Montana registra una fase di stabilizzazione dopo il picco di cancellazioni seguito agli eventi di Capodanno. I dati raccolti dall’ufficio turistico indicano una graduale normalizzazione del comportamento dei viaggiatori, con l’offerta di camere e alloggi privati che rimane ampia e competitiva. In parallelo, le condizioni nivologiche attese per le prossime settimane rappresentano un driver determinante per confermare le prenotazioni last minute e la tenuta della stagione invernale.
La combinazione tra capacità ricettiva diversificata, fiducia climatica e promozione coordinata appare oggi il principale fattore di resilienza per la destinazione alpina.
Flussi alberghieri: cancellazioni in calo e capacità elevata
Bruno Huggler, direttore dell’Ufficio del Turismo di Crans-Montana, segnala che l’ondata di annullamenti registrata a gennaio “sembra essersi stabilizzata”.
La località dispone di circa 1.300 camere alberghiere e 12 mila chalet e appartamenti, un patrimonio che garantisce ampia flessibilità nell’accoglienza di target diversi, dagli sciatori sportivi alle famiglie e ai soggiorni di medio-lungo periodo.
Il rallentamento delle cancellazioni suggerisce che il danno reputazionale, pur presente, non ha compromesso strutturalmente l’attrattività della destinazione nel medio termine.
Neve e condizioni invernali come leva di rilancio
Per Bruno Huggler la variabile neve resta decisiva: “siamo fiduciosi che le condizioni saranno eccellenti e questo avrà sicuramente un impatto positivo sul numero di visitatori”.
Un innevamento stabile e di qualità consente di massimizzare l’utilizzo delle piste e delle infrastrutture di risalita, riducendo il rischio di ulteriori disdette e incentivando le prenotazioni last minute, soprattutto dal mercato domestico e dai paesi confinanti.
In un contesto di sensibilità accresciuta alla sicurezza, condizioni meteo e piste ben preparate diventano inoltre un elemento di rassicurazione per l’esperienza complessiva in montagna.
Bar e ristoranti sotto pressione: impatto economico diretto
Se il comparto sciistico e l’ospitalità organizzata mostrano segnali di tenuta, il settore dei pubblici esercizi a Crans-Montana vive una fase nettamente più critica. Bar e ristoranti risentono in modo immediato del calo di fiducia, della minore propensione alla vita notturna e di un clima emotivo ancora fragile. Le testimonianze degli operatori evidenziano una riduzione marcata dei ricavi e un conseguente ridimensionamento occupazionale, con effetti sociali visibili sulla comunità locale e sul livello di servizio percepito dai visitatori.
Clima di sfiducia e calo dell’entusiasmo tra i gestori
Philippe Nicolle, presidente dell’Associazione dei proprietari di bar e ristoranti, descrive un sentiment negativo: “C’è sicuramente meno entusiasmo in generale” a Crans-Montana.
La minore frequentazione di locali e spazi di socialità si traduce in una compressione dei consumi serali, particolarmente sensibile dopo un evento tragico collegato proprio a un luogo di intrattenimento.
Questo clima pesa sulla capacità degli operatori di investire in programmazione, personale qualificato e innovazione dell’offerta.
Fatturati in caduta e contratti non rinnovati
Nel suo bar, Philippe Nicolle prevede “una stagione deludente su tutti i fronti”, dopo aver perso a gennaio “il 70% del fatturato abituale”.
La contrazione dei ricavi ha già avuto effetti sull’occupazione, con la decisione di non rinnovare due contratti a tempo determinato, scelta che riflette una prudenza estrema nella gestione dei costi fissi.
Questo scenario evidenzia come la ripresa della destinazione sia asimmetrica: mentre sci e ospitalità tengono, la filiera dei servizi di ristorazione resta il segmento più esposto e vulnerabile.
FAQ
Come sta reagendo la scuola di sci di Crans-Montana?
Secondo Nicolas Masserey, la scuola di sci è “quasi al completo” al mattino nelle prossime due settimane, con poche disdette e livelli vicini alle ultime stagioni.
Che ruolo hanno avuto le gare di Coppa del mondo di gennaio?
Le gare hanno mostrato al pubblico che lo sci e le attività in montagna proseguono, rafforzando la percezione di normalità operativa e sicurezza a Crans-Montana.
Le cancellazioni alberghiere sono ancora un problema?
Bruno Huggler riferisce che l’ondata di cancellazioni di gennaio si è stabilizzata, indicando un progressivo ritorno alla normalità delle prenotazioni.
Quanta capacità ricettiva offre Crans-Montana oggi?
La località dispone di circa 1.300 camere d’albergo e 12 mila chalet e appartamenti, coprendo sia la domanda turistica breve sia i soggiorni prolungati.
In che modo le condizioni di neve incidono sui flussi turistici?
Neve abbondante e di qualità favorisce le prenotazioni, riduce le disdette e migliora la percezione di valore dell’esperienza sciistica per visitatori e famiglie.
Perché bar e ristoranti sono più colpiti rispetto agli hotel?
La riduzione della vita serale e della socialità, unita al timore legato ai locali chiusi, impatta subito sui consumi in bar e ristoranti, comprimendo i fatturati.
Quali effetti occupazionali si registrano nei pubblici esercizi?
Philippe Nicolle segnala il mancato rinnovo di due contratti a tempo determinato, esempio di come il calo di fatturato porti a ridurre il personale.
Qual è la fonte originale delle informazioni su Crans-Montana?
Le informazioni provengono da un articolo dell’agenzia di stampa ANSA, che ha raccolto le dichiarazioni di Nicolas Masserey, Bruno Huggler e Philippe Nicolle.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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