Crans Montana rogo, sopravvissuti svelano il terrore: palla di fuoco, scale infernali e fughe disperate
Indice dei Contenuti:
Testimonianze dei sopravvissuti
“In pochi secondi il fuoco ha avvolto il soffitto e il piano superiore”: i racconti raccolti dagli inquirenti fissano la sequenza che ha trasformato il Capodanno al Le Costellation di Crans-Montana in una trappola mortale. Una quindicenne stava filmando quando le scintille delle bottiglie hanno colpito i pannelli fonoassorbenti non ignifughi, innescando l’incendio. L’accesso dei minorenni era possibile mostrando un documento e dichiarando 16 anni, riferisce la ragazza.
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Un diciassettenne descrive l’innesco: quando si apre la porta d’ingresso, una “palla di fuoco” risale le scale. Cade sui gradini mentre tenta di fuggire, evitandone l’impatto diretto: riporta ustioni alla nuca, orecchie e mano destra. Le simulazioni investigative ipotizzano una propagazione in 140-160 secondi.
Nel seminterrato il panico è totale. Selim, 28 anni, sale per recuperare un estintore mentre un fumo denso invade i locali, poi torna dalla fidanzata: “tutti urlavano e si calpestavano”. Le scale, ridotte per ricavare più tavolini, diventano un imbuto: circa 200 persone cercano di risalire quando arriva il flashover, che accelera la propagazione delle fiamme.
La ragazza di Selim cade e scompare nella calca: lui la ritrova a fatica, la trascina via con i capelli che ancora fumano. Oltre 100 tra feriti e intossicati vengono assistiti, mentre le prime immagini mostrano la cameriera Cyane Panine, 24 anni, con casco e bottiglie scintillanti poco prima del rogo.
Sicurezza mancata e responsabilità
Gli atti d’indagine documentano criticità strutturali e gestionali: pannelli fonoassorbenti non ignifughi al soffitto, scale ristrette per aumentare i tavolini e uscite ostacolate. Un tavolino bloccava la via di fuga, aggravando l’imbuto durante l’evacuazione.
All’arrivo sul posto, il titolare Jacques Moretti tenta l’accesso dalla porta di servizio che dà sull’androne del palazzo: ammette che era serrata con un chiavistello. Solo dopo averla forzata trova “5 o 6 persone”, tra cui la cameriera Cyane Panine, 24 anni.
Le testimonianze raccolte indicano prassi di controllo inadeguate: minorenni sarebbero entrati esibendo un documento dichiarando 16 anni. La dinamica iniziale viene ricondotta a scintille delle bottiglie che raggiungono materiali non resistenti al fuoco, con una propagazione in circa 140-160 secondi.
Gli inquirenti segnalano anche l’uso di uno sgabello per tenere aperta la porta d’emergenza, misura che avrebbe avuto finalità di controllo degli accessi e impedito un’uscita rapida.
Il quadro investigativo configura profili di responsabilità su prevenzione incendi, gestione delle vie di fuga e capienza effettiva rispetto alla conformità normativa. L’arresto di Moretti segue le prime verifiche su dispositivi antincendio, presidi di sicurezza e formazione del personale, elementi ritenuti determinanti nella catena causale del rogo.
FAQ
- Quanti erano gli ostacoli alle vie di fuga?
Ufficialmente sono stati rilevati un tavolino davanti all’uscita di sicurezza e una porta di servizio chiusa con chiavistello. - Quali materiali hanno favorito l’incendio?
Pannelli fonoassorbenti non ignifughi installati al soffitto. - Chi è il responsabile indagato?
Il titolare Jacques Moretti, posto in arresto durante le verifiche. - Come si è innescato il rogo?
Scintille di bottiglie hanno colpito materiali non resistenti al fuoco, con rapida propagazione. - Le uscite erano accessibili?
Una via di fuga era bloccata da un tavolino; la porta di servizio risultava chiusa. - I minorenni potevano entrare?
Testimonianze riferiscono ingressi consentiti dichiarando 16 anni con un documento. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Le informazioni derivano da dichiarazioni ai pm svizzeri e ricostruzioni giornalistiche sull’incendio di Crans-Montana.
Intervento dei soccorsi e bilancio delle vittime
I primi equipaggi dei vigili del fuoco arrivano su una strada invasa da persone in fuga, molte in stato di shock. All’interno del Le Costellation sfondano porte e varchi per accelerare l’evacuazione dal seminterrato, dove il calore ha fuso bicchieri e annerito pareti.
La porta di emergenza risulta tenuta aperta da uno sgabello, secondo più testimonianze, scelta che ostacola il deflusso e il controllo dei percorsi di salvataggio. I soccorritori muovono i primi feriti verso l’esterno e individuano i corpi ammassati nelle aree più esposte al fumo caldo.
Il flashover ha già concluso la sua corsa quando i team penetrano a fondo: non ci sono più fiamme vive, ma l’aria resta irrespirabile e le superfici incandescenti. Le priorità operative sono ventilazione, ricerca dei dispersi e triage immediato.
Il bilancio provvisorio indica 40 vittime e oltre 100 persone tra feriti e intossicati assistite sul posto e negli ospedali della zona. La gestione sanitaria attiva codici di maxiemergenza, con trasferimenti scaglionati e supporto psicologico ai sopravvissuti.
Nei rilievi successivi vengono repertati dispositivi antincendio, punti d’innesco e barriere alle vie di fuga per consolidare la catena causale. I testimoni riferiscono di folla disorientata anche all’esterno, dove le squadre di protezione civile allestiscono aree di raccolta e identificazione.
Le autorità confermano l’apertura di un fascicolo per verificare tempi di risposta, coordinamento dei mezzi e impatto degli ostacoli strutturali sulle probabilità di sopravvivenza.
FAQ
- Chi è intervenuto per primo?
Le squadre dei vigili del fuoco locali, seguite da ambulanze e protezione civile. - Quali sono le priorità dei soccorsi in un incendio simile?
Ventilazione, ricerca dispersi, sfondamento porte, triage e evacuazione rapida. - Qual è il bilancio confermato?
40 morti e oltre 100 feriti/intossicati, con ricoveri in più strutture. - Cosa ha complicato l’evacuazione?
Una porta d’emergenza tenuta aperta da uno sgabello e passaggi ostruiti. - Il flashover era ancora in corso all’arrivo dei soccorsi?
No, le fiamme vive erano cessate, ma calore e fumo restavano critici. - Come è stato gestito l’afflusso dei superstiti all’esterno?
Con aree di raccolta, identificazione e supporto psicologico. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Dichiarazioni ai pm svizzeri e ricostruzioni giornalistiche sull’incendio di Crans-Montana, come da reportage di riferimento.




