Crans-Montana rivelazione shock: le immagini segrete sul telefono di Jessica Moretti cambiano tutto sull’incendio

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Scoperte sconvolgenti dal telefono di Jessica Moretti
Jessica Moretti aveva sempre dichiarato ai magistrati di non aver ripreso nulla della tragica notte di Capodanno al Le Constellation di Crans-Montana. Gli atti d’indagine oggi raccontano un quadro opposto: il suo telefono contiene immagini e video girati proprio nei minuti cruciali dell’incendio. Le verifiche tecniche condotte dagli inquirenti hanno infatti individuato file che documentano prima la processione con bottiglie di champagne e candele, poi le fasi iniziali del rogo.
Questo materiale, ritenuto inesistente per mesi, è stato formalmente acquisito e depositato presso la Procura di Sion. A consegnarlo è stato l’avvocato Romain Jordan, legale di numerose vittime e familiari, che lo ha definito un elemento potenzialmente decisivo per ridefinire le responsabilità della gestione del locale. Nei video, secondo quanto emerge dalle istanze prodotte in sede giudiziaria, la Moretti risulta presente nella processione e impegnata a filmare la scena, a pochi istanti dall’innesco delle fiamme.
La discrepanza tra le sue dichiarazioni e il contenuto effettivo dello smartphone apre un fronte delicato: non solo sull’attendibilità della sua versione, ma anche sulla reale consapevolezza di ciò che stava accadendo in sala. Il cosiddetto “video che non esisteva” diventa così uno snodo centrale dell’inchiesta, destinato a pesare sulla posizione della donna e sul quadro complessivo delle responsabilità nella strage del Le Constellation.
Nuove immagini dell’incendio che cambiano la ricostruzione dei fatti
Le nuove sequenze estratte dal cellulare di Jessica Moretti mostrano non solo l’atmosfera festosa all’interno del Le Constellation, ma anche l’evoluzione rapida del fuoco nel locale di Crans-Montana. Nei filmati si distinguono la fila del personale con le bottiglie di champagne, le candele accese fissate al collo dei recipienti e il passaggio sotto il soffitto rivestito da pannelli infiammabili.
Secondo quanto riportato negli atti trasmessi alla Procura di Sion, le immagini documentano l’innesco delle prime scintille e i momenti immediatamente precedenti alla propagazione incontrollata delle fiamme. L’inquadratura, attribuita alla Moretti, confermerebbe la sua presenza a brevissima distanza dal punto in cui il rogo ha avuto origine, mentre la musica di fondo copre inizialmente le reazioni del pubblico.
Per gli avvocati delle vittime, questi video non si limitano a immortalare la scena, ma modificano la cronologia degli eventi e la percezione del rischio da parte di chi gestiva il club. La durata delle riprese, l’angolazione e il comportamento delle persone inquadrate vengono ora analizzati fotogramma per fotogramma per stabilire se siano stati sottovalutati segnali evidenti di pericolo e se siano stati persi secondi cruciali per dare l’allarme e avviare l’evacuazione della sala.
Contraddizioni, silenzi e svolta giudiziaria a Crans-Montana
Le dichiarazioni rese da Jessica Moretti ai magistrati svizzeri appaiono oggi al centro di un possibile cambio di rotta nelle indagini sulla strage del Le Constellation di Crans-Montana. Gli avvocati delle vittime contestano alla donna almeno due punti considerati determinanti: la reale valutazione del rischio di fuga e la ricostruzione dei minuti che seguirono lo scoppio dell’incendio.
Per mesi la Moretti ha negato di aver filmato la serata, sostenendo di non avere alcun contenuto video sul proprio smartphone. La scoperta dei file conservati nel dispositivo, ora agli atti della Procura di Sion, mette in discussione l’affidabilità della sua versione. Le immagini la collocherebbero infatti nella processione con lo champagne, impegnata a riprendere la scena mentre le torce sfilano sotto il soffitto rivestito di materiale infiammabile.
Un tassello ulteriore arriva dalla testimonianza di una cameriera, che riferisce di aver visto una folla dirigersi verso le scale senza che nessuno urlasse “al fuoco” e di aver notato la Moretti allontanarsi. Quei trenta, forse trentacinque secondi di ritardo nell’allarme, sommati al contrasto tra quanto dichiarato e quanto mostrano i video, potrebbero incidere in modo rilevante sulla posizione giudiziaria della responsabile del club e sull’individuazione delle responsabilità complessive nella tragedia.
FAQ
D: Che cosa è emerso dal telefono di Jessica Moretti?
R: Nel telefono di Jessica Moretti sono stati trovati video e immagini della notte di Capodanno al Le Constellation, compresi i momenti precedenti e iniziali dell’incendio, nonostante lei avesse sempre negato di aver filmato la serata.
D: Perché questi video sono considerati così importanti dagli inquirenti?
R: I filmati consentono di ricostruire con maggiore precisione la sequenza temporale dell’innesco del rogo e di valutare la consapevolezza del rischio da parte di chi gestiva il locale, elementi che possono influire sulla definizione delle responsabilità penali.
D: Chi ha consegnato il materiale video alla Procura di Sion?
R: Il cosiddetto “video che non esisteva” è stato consegnato alla Procura di Sion dall’avvocato Romain Jordan, legale che assiste diverse vittime e familiari coinvolti nella tragedia del Le Constellation.
D: In che modo le immagini contraddicono la versione di Jessica Moretti?
R: I video mostrano la Moretti presente nella processione con le bottiglie di champagne e impegnata a filmare, mentre lei aveva dichiarato di non aver registrato nulla e di non disporre di riprese della serata di Capodanno.
D: Qual è il ruolo della testimonianza della cameriera Louise?
R: La cameriera, indicata come Louise, riferisce di aver partecipato alla processione con lo champagne e di aver visto le torce sfiorare il soffitto infiammabile, collocando la Moretti al centro dell’azione e segnalando un ritardo di decine di secondi nel dare l’allarme.
D: Che cosa viene contestato a livello di tempi di reazione durante l’incendio?
R: Dalle testimonianze emerge che tra le prime avvisaglie del fuoco e la piena percezione del pericolo sarebbero trascorsi circa 30–35 secondi, un intervallo giudicato cruciale per l’eventuale evacuazione e ora oggetto di attenta valutazione giudiziaria.
D: Quale fonte giornalistica ha portato alla luce questi dettagli?
R: I particolari sulle immagini inedite, sulle contraddizioni di Jessica Moretti e sul ruolo del telefono cellulare emergono da ricostruzioni pubblicate dalla stampa di inchiesta e riprese da testate online, tra cui il portale bitchyf.it, che ha riportato gli sviluppi relativi allo scandalo di Crans-Montana.




