Crans-Montana, ragazzi feriti dimessi dal Niguarda: il ritorno in classe tra quindici giorni riaccende la speranza

Indice dei Contenuti:
Crans-Montana: due ragazzi dimessi dal Niguarda, fra 15 giorni torneranno a scuola
Dimissioni e rientro a casa
Due adolescenti milanesi coinvolti nel rogo di Crans-Montana di Capodanno lasciano oggi l’ospedale Niguarda di Milano. Dopo settimane di cure nel centro grandi ustionati della Cà Granda, le condizioni cliniche consentono il rientro al domicilio. Le procedure di dimissione sono state avviate nelle prime ore della mattinata, con il via libera dell’equipe multidisciplinare che li ha seguiti fin dal trasferimento dalla Svizzera.
Secondo quanto riferito dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, la prognosi è stata sciolta per entrambi i ragazzi e non sono più in pericolo. Il ritorno a casa rappresenta una svolta psicologica decisiva anche per le famiglie, presenti in reparto fin dai primi giorni. I due studenti, che frequentano licei scientifici cittadini e hanno 16 e 14 anni, restano comunque pazienti in carico alla struttura.
La direzione sanitaria del Niguarda ha predisposto un piano di controlli ravvicinati per monitorare l’evoluzione delle lesioni e prevenire complicanze. I genitori sono stati formati sulla gestione quotidiana delle medicazioni domiciliari, in stretto coordinamento con i team infermieristici ospedalieri.
Il lungo percorso di riabilitazione
Il rientro a casa non equivale alla guarigione: per i due ragazzi si apre una fase di riabilitazione lunga e strutturata. I medici hanno programmato accessi ospedalieri cadenzati, diversi giorni alla settimana, per medicazioni specialistiche, fisioterapia e supporto psicologico. Il lavoro si concentrerà sulla funzionalità motoria, sulla prevenzione delle cicatrici invalidanti e sul recupero della vita quotidiana.
Bertolaso ha chiarito che la pianificazione delle terapie è stata costruita sulle esigenze scolastiche e di crescita dei pazienti. Le sedute sono state fissate soprattutto nel pomeriggio, in modo da lasciare libere le mattine per la ripresa delle lezioni. Il percorso post-trauma comprende anche un affiancamento psicologico ai genitori, chiamati a gestire tempi lunghi e possibili momenti di regressione emotiva.
Uno dei due studenti era arrivato a Milano il 1° gennaio, trasferito dall’ospedale di Sion, mentre l’altro è stato prelevato dal polo ospedaliero di Losanna il 2 gennaio, in un’operazione coordinata con le autorità sanitarie svizzere. La tempestività dei trasferimenti è stata ritenuta decisiva per gli esiti clinici.
Ritorno a scuola e impatto sulla comunità
I medici del Niguarda stimano che, nell’arco di circa quindici giorni, i ragazzi potranno tornare in classe. Il rientro a scuola sarà graduale e monitorato, con eventuali orari ridotti nelle prime settimane. Docenti e dirigenti dei licei scientifici coinvolti sono già stati informati, per predisporre un reinserimento didattico e relazionale su misura. Le scuole stanno organizzando un sostegno personalizzato, con materiali recupero e verifiche flessibili.
Per compagni e insegnanti, la notizia del prossimo rientro rappresenta un segnale di normalità dopo settimane di apprensione. Le strutture scolastiche, in coordinamento con i servizi territoriali, stanno valutando anche momenti di educazione alla gestione del trauma per le classi interessate. L’obiettivo è accogliere i due studenti senza creare sovraesposizioni mediatiche o pressioni emotive eccessive.
Dalla Regione e dal Comune è stata sottolineata l’importanza di rispettare la privacy dei minori, proteggendoli da curiosità morbosa e sovraccarico mediatico. Per l’intera comunità cittadina il loro progressivo ritorno alla quotidianità diventa un segnale di resilienza dopo il drammatico incendio in Valais.
FAQ
D: Chi sono i ragazzi dimessi dal Niguarda?
R: Si tratta di due studenti milanesi di 16 e 14 anni, frequentanti licei scientifici di Milano.
D: Da quale incidente provengono le loro ferite?
R: Sono rimasti coinvolti nel rogo di Capodanno avvenuto a Crans-Montana, in Svizzera.
D: Perché sono stati trasferiti al Niguarda?
R: Per ricevere cure specialistiche nel centro grandi ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano.
D: Quando sono stati portati in Italia?
R: Uno è arrivato il 1° gennaio da Sion, l’altro il 2 gennaio da Losanna, con trasferimenti coordinati tra autorità svizzere e italiane.
D: Sono completamente guariti?
R: No, la prognosi è sciolta ma li attende un lungo percorso di riabilitazione e medicazioni periodiche.
D: Quando potranno tornare a scuola?
R: I medici ritengono possibile il rientro in classe tra circa quindici giorni, con modalità graduali.
D: Come sarà organizzata la loro riabilitazione?
R: Sono previsti accessi in ospedale diversi giorni a settimana, soprattutto nel pomeriggio, per terapie, controlli e supporto psicologico.
D: Qual è la fonte giornalistica principale della notizia?
R: Le informazioni derivano da ricostruzioni di stampa basate sulle dichiarazioni dell’assessore Guido Bertolaso, riportate da testate come il Corriere della Sera e cronache locali milanesi.




