Crans-Montana, quarta vittima italiana: bar sotto inchiesta, rogo a 500 gradi scuote l’indagine
Identificazione delle vittime italiane
Quattro cittadini italiani figurano tra le vittime riconosciute ufficialmente dopo l’incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana. Le autorità elvetiche hanno confermato l’identità di Giovanni Tamburi, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini, tutti di 16 anni, e della quindicenne Chiara Costanzo, milanese, la cui morte è stata resa ufficiale oggi. Il bilancio complessivo parla di 40 morti e 121 feriti, con 14 italiani tra le persone rimaste ferite. Parallelamente prosegue il lavoro di identificazione degli altri deceduti: tra i nuovi nominativi figurano diverse giovani vittime svizzere — quattro ragazze di 18 anni, due di 15 e una di 14 — oltre a sei cittadini elvetici di 31, 20, 18, 17 e due di 16 anni, un 18enne di nazionalità romena, un 39enne francese e un 18enne turco. La comunità italiana in Svizzera, supportata dalle istituzioni consolari, segue da vicino gli aggiornamenti, mentre molte famiglie attendono ancora riscontri definitivi.
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Dinamica dell’incendio e temperature raggiunte
Il rogo è partito dal piano seminterrato del bar Le Constellation, dove si trovavano un bancone centrale, l’area per il gioco delle freccette e la postazione del dj. Una scala ripida, adiacente all’ingresso al piano terra, collegava il livello superiore con il seminterrato, trasformandosi in un imbuto di fumo e calore quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi. Secondo la ricostruzione investigativa, durante i festeggiamenti di fine anno alcune fontane di luce fissate sul collo delle bottiglie di champagne, sollevate oltre l’altezza di sicurezza, hanno proiettato scintille sul rivestimento fonoassorbente del soffitto. Il contatto ha innescato l’incendio che, alimentato da materiali combustibili e arredi in legno, ha coinvolto in rapida successione soffitti e mobilio.
La combinazione di alta carica combustibile e spazi interni compartimentati ha elevato in pochi minuti la temperatura a 500-600 gradi, condizioni tipiche di un flashover con forte irraggiamento termico. In questo scenario, la colonna di calore e fumi ha saturato i percorsi di esodo, riducendo drasticamente la visibilità e la possibilità di evacuazione autonoma. Il calore radiante e i gas tossici sprigionati dalla combustione dei rivestimenti hanno aggravato l’esposizione dei presenti, in particolare nelle aree più basse e meno ventilate del seminterrato. La disposizione degli ambienti — dehors esterno, piano terra con bancone e tavolini, livello interrato con ulteriore sala — ha favorito una propagazione verticale che ha rapidamente compromesso la sicurezza di tutto il locale.
Indagini e responsabilità dei gestori
Sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo, incendio e lesioni colpose i gestori del bar Le Constellation, Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric. L’azione della Procura del Vallese, guidata dalla procuratrice Beatrice Pilloud, si concentra sulla catena delle responsabilità e sull’aderenza del locale agli standard di sicurezza previsti dalla normativa cantonale. Gli inquirenti stanno acquisendo tutta la documentazione relativa a licenze, certificazioni antincendio e ispezioni effettuate negli anni, con la convocazione delle figure tecniche che hanno sottoscritto le verifiche di idoneità.
Il Comune di Crans-Montana ha trasmesso agli investigatori i fascicoli sui controlli eseguiti nella struttura e ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento penale avviato contro i proprietari del bar. Il sindaco Nicolas Féraud ha respinto ogni accusa di permissivismo nelle ispezioni, ricordando che nel Cantone Vallese gli edifici aperti al pubblico sono soggetti a verifiche annuali in materia di prevenzione incendi. Resta da chiarire la coerenza tra la visura camerale, che qualifica l’attività come “ristorazione”, e l’effettivo utilizzo degli spazi durante gli eventi, con particolare attenzione alla gestione dei dispositivi pirotecnici impiegati a Capodanno.
I difensori dei gestori richiamano tre ispezioni svolte nell’ultimo decennio, mentre la Procura approfondisce la conformità degli arredi, dei materiali di rivestimento e delle vie di esodo ai requisiti antincendio. Gli accertamenti tecnici mirano a verificare l’adeguatezza dei sistemi di evacuazione, della segnaletica, della capacità massima consentita e della formazione del personale sulle procedure di emergenza. Sullo sfondo, le parole dell’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che ha definito l’evento una tragedia evitabile, richiamando il tema della prevenzione e del buon senso nella gestione dei rischi durante manifestazioni con elevato afflusso di pubblico.
FAQ
- Quante persone sono indagate per l’incendio di Crans-Montana?
Due: i gestori del bar Le Constellation, Jacques Moretti e Jessica Maric, per omicidio colposo, incendio e lesioni colpose. - Qual è il ruolo del Comune di Crans-Montana nelle verifiche di sicurezza?
Nel Cantone Vallese i Comuni svolgono i controlli antincendio sugli edifici aperti al pubblico; il Comune ha trasmesso i documenti e intende costituirsi parte civile. - Il locale risultava in regola con le licenze?
Dalla visura camerale emerge una licenza per “ristorazione”; gli inquirenti verificano la piena conformità rispetto all’uso durante gli eventi e all’impiego di effetti pirotecnici. - Quali aspetti tecnici stanno esaminando gli inquirenti?
Materiali di rivestimento, vie di esodo, capacità massima, segnaletica, sistemi di evacuazione e formazione del personale in caso di emergenza. - Quante vittime e feriti sono stati confermati?
Il bilancio provvisorio è di 40 morti e 121 feriti, tra cui 14 cittadini italiani. - Chi sono le vittime italiane identificate?
Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini e Chiara Costanzo.




