Crans-Montana, procura di Roma ordina autopsie sulle vittime italiane: inchiesta diventa internazionale
Indice dei Contenuti:
Autopsie e competenze italiane
Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio sull’incendio di Crans-Montana, costato 40 morti e 116 feriti, tra cui sei vittime e 14 feriti italiani. Il procedimento nasce dalla competenza sui fatti che coinvolgono cittadini italiani all’estero, attivata anche dopo una comunicazione della Farnesina con elenco di vittime e feriti riconosciuti dalle autorità consolari.
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Disposte le autopsie sulle vittime italiane, nonostante i funerali già celebrati: gli accertamenti medico-legali sono stati delegati alle procure di Milano, Bologna e Genova. Obiettivo: consolidare i riscontri tecnico-probatori utili al fascicolo per i profili penali ipotizzati.
L’azione dei pm capitolini inquadra formalmente il coinvolgimento italiano nella strage di Capodanno, assicurando raccolta e verifica delle prove secondo gli standard nazionali e coordinamento con le autorità elvetiche. Lunedì è previsto un incontro tra l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, e la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, per un aggiornamento operativo sulle indagini congiunte.
Indagine a dimensione internazionale
L’iniziativa della Procura di Roma affianca le inchieste già aperte da Francia e, da ultimo, Belgio, conferendo al procedimento una cornice transnazionale. Bruxelles ha offerto collaborazione alle autorità giudiziarie e di polizia elvetiche per eseguire atti in territorio belga, inclusa l’eventuale audizione di testimoni utili alla ricostruzione.
Il coordinamento richiesto mira a uniformare standard probatori e tempi degli accertamenti, evitando duplicazioni e dispersione di elementi chiave tra giurisdizioni diverse. La dimensione multilaterale consente inoltre di attivare rapidamente canali di rogatoria e scambio di informazioni operative.
Nel quadro dei reati ipotizzati — omicidio colposo, lesioni gravi e incendio — l’approccio integrato tra Italia, Svizzera, Francia e Belgio punta a definire responsabilità individuali e istituzionali, tracciando la catena causale dall’innesco alla gestione dell’emergenza e ai controlli sul locale coinvolto.
Interrogatori e responsabilità dei proprietari
I magistrati di Sion sentiranno come indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi i proprietari del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric, già ascoltati in precedenza come persone informate sui fatti dalla procuratrice del Vallese Beatrice Pilloud. L’atto coincide con la giornata di cordoglio nazionale in Svizzera per le vittime del rogo al Constellation di Crans-Montana.
Secondo le ricostruzioni tecniche, l’innesco avrebbe coinvolto un artificio pirotecnico fissato a una bottiglia di champagne sollevata fino al soffitto rivestito di schiuma fonoassorbente altamente infiammabile. Restano da chiarire il rispetto delle norme di sicurezza, le misure antincendio e la gestione dell’emergenza all’interno del disco bar.
Gli avvocati delle famiglie parteciperanno all’interrogatorio per sollecitare risposte su eventuali omissioni dei titolari e sull’operatività del personale durante l’evacuazione. Viene valutata anche la posizione di Maric dopo indiscrezioni non confermate su immagini di videosorveglianza che la mostrerebbero allontanarsi dal locale nel pieno della crisi.
L’avvocato Sébastien Fanti auspica misure cautelari per i coniugi, mentre la difesa dei proprietari annuncia «piena collaborazione». I prossimi atti puntano a definire il perimetro delle responsabilità gestionali, la catena delle decisioni operative e l’eventuale violazione di obblighi di prevenzione.
Controlli e ruolo del Comune di Crans-Montana
Il focus investigativo si concentra sul Comune di Crans-Montana, accusato di gravi inadempienze nei controlli sul Constellation. Il Governo del Vallese ha espresso irritazione per le lacune emerse, segnalando che l’ente locale ha dichiarato l’assenza di verifiche negli ultimi cinque anni, in contrasto con quanto prescritto dalla normativa.
L’inchiesta dovrà accertare eventuali falle nel sistema di vigilanza sull’esercizio, comprese le autorizzazioni, la conformità dei materiali fonoassorbenti e le misure antincendio. Al centro, la catena di controllo: chi doveva ispezionare, con quale frequenza e con quali esiti documentali.
Gli atti mirano a ricostruire il perimetro delle responsabilità istituzionali, verificando omissioni, ritardi e possibili deroghe. Il quadro che emerge isola politicamente il Comune e impone una verifica puntuale del rispetto degli standard di sicurezza nella gestione dei locali pubblici.
FAQ
- Quante sono le vittime e i feriti?
Quaranta morti e 116 feriti, tra cui sei vittime e 14 feriti italiani. - Quali reati sono contestati?
Omicidio colposo, lesioni gravi e incendio. - Chi coordina in Italia?
La Procura di Roma, con deleghe medico-legali a Milano, Bologna e Genova. - Perché è un’indagine internazionale?
Per il coinvolgimento di Italia, Svizzera, Francia e Belgio e la necessità di atti transfrontalieri. - Chi sono i proprietari indagati?
Jacques Moretti e Jessica Maric, titolari del Constellation. - Qual è il nodo sui controlli comunali?
Assenza di verifiche per cinque anni, in presunta violazione della legislazione cantonale.




