Crans-Montana precedenti inquietanti: controlli assenti e roghi vicini a Le Constellation, ecco cosa emerge

Precedenti di sicurezza a crans-montana
Crans-Montana torna al centro dell’attenzione per le lacune nei controlli antincendio. Nel 2022 un rogo scoppiò in un condominio a meno di 400 metri dal bar “Le Constellation”, luogo della strage di Capodanno, riaccendendo i riflettori sulle verifiche di sicurezza nella zona.
Secondo l’emittente svizzera RTS, che cita atti della Procura del Vallese, l’indagine su quell’episodio coinvolse il responsabile della sicurezza del Comune di Lens, confinante con Crans, dove i coniugi Moretti gestiscono anche il locale “Le Vieux-Chalet”.
Le carte inquirenti collegano l’incendio a una sauna domestica spenta in modo improprio: non ci furono vittime, ma un vicino riportò una grave intossicazione da monossido con complicanze cardiache, renali ed emodinamiche, mentre altri residenti subirono intossicazioni meno severe.
Ammissioni e responsabilità comunali
Il funzionario incaricato della sicurezza del Comune di Lens ha riconosciuto di non aver svolto l’ispezione periodica prevista, motivando la scelta con “mancanza di tempo”.
Secondo i documenti visionati da RTS presso la Procura del Vallese, lo stesso dipendente ha riferito che anche i predecessori avevano tralasciato i controlli, privilegiando esercizi pubblici come bar, ristoranti e alberghi.
L’indagato non è l’addetto competente per il bar “Le Constellation” e le contestazioni della Procura non equivalgono a una condanna definitiva.
L’accusa ipotizzata è di incendio colposo per omesso controllo: gli inquirenti sostengono che verifiche regolari avrebbero evidenziato la mancata compartimentazione e l’assenza di materiali antincendio, fattori ritenuti critici nella propagazione del rogo del 2022.
Implicazioni e reazioni istituzionali
Le ammissioni del funzionario di Lens sollevano interrogativi sulla catena dei controlli in area Crans-Montana e sull’efficacia delle priorità assegnate alle ispezioni. Le carenze emerse nel caso del 2022, pur riferite a un condominio e non al bar “Le Constellation”, indicano una vulnerabilità sistemica rispetto a compartimentazione e materiali antincendio.
La linea difensiva che invoca “mancanza di tempo” evidenzia un deficit organizzativo e di risorse, con possibili ricadute sulla responsabilità amministrativa e penale. L’inchiesta della Procura del Vallese rafforza la necessità di protocolli uniformi e tracciabili, estesi anche al patrimonio residenziale.
Dal fronte politico, la vicesindaca di Crans-Montana ha riconosciuto “mancanze sui controlli” chiedendo perdono, ma senza annunciare dimissioni, segnale di un approccio correttivo più che punitivo.
In prospettiva, il rafforzamento delle ispezioni, la revisione delle priorità e l’obbligo di audit periodici appaiono imprescindibili per ristabilire fiducia e prevenire nuovi incidenti.
FAQ
- Qual è il nodo centrale emerso dai precedenti? Lacune nei controlli antincendio, specialmente su compartimentazione e materiali.
- Il caso del 2022 riguarda “Le Constellation”? No, l’incendio interessò un condominio a circa 400 metri dal locale.
- Chi ha rivelato i dettagli dell’inchiesta? L’emittente svizzera RTS, citando atti della Procura del Vallese.
- Qual è l’ipotesi di reato per il funzionario? Incendio colposo per omesso controllo.
- Il funzionario era responsabile di “Le Constellation”? No, non era l’addetto incaricato per quel bar.
- Ci sono state dimissioni istituzionali? No, la vicesindaca ha chiesto perdono ma non ha lasciato l’incarico.
- Qual è la fonte giornalistica citata? L’inchiesta è stata riportata da RTS, sulla base di documenti della Procura del Vallese.




