Crans-Montana, mistero Moretti: la catena di roghi che inquieta tutti

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Crans-Montana, il passato imprenditoriale dei Moretti: tre incendi in due anni nei loro locali
Una sequenza inquietante
Il passato imprenditoriale di Jacques Moretti e Jessica Maric, alla guida del locale Le Constellation di Crans-Montana, è oggi al centro di un intenso lavoro investigativo giornalistico e giudiziario. In meno di due anni sono stati registrati tre incendi in strutture a loro riconducibili, con modalità e tempistiche che sollevano interrogativi sulla gestione del rischio e sul rispetto degli standard di sicurezza.
Gli episodi, ricostruiti da media svizzeri e ora ripresi nei dossier degli avvocati delle famiglie delle vittime, riguardano prima un edificio a Lens, poi un principio d’incendio nel 2024 e infine la tragedia del Capodanno 2025 a Crans-Montana. La ricorrenza di roghi in strutture gestite dalla stessa coppia alimenta il dibattito su controlli, licenze e responsabilità condivise tra privati e autorità locali.
Al centro delle verifiche ci sono non solo le cause tecniche dei singoli incendi, ma anche la valutazione della consapevolezza del rischio da parte dei titolari e l’eventuale sottovalutazione di segnali premonitori. La sequenza temporale degli eventi rappresenta oggi uno degli elementi chiave per l’azione della magistratura e dei legali delle parti civili.
Le Vieux-Chalet e il precedente ignorato
Il primo allarme arriva nel 2023 a Lens, nel Canton Vallese, quando l’ex Café des Amis, appena acquistato da Jacques Moretti e ribattezzato in seguito Le Vieux-Chalet, viene distrutto da un incendio prima ancora dell’avvio dei lavori di ristrutturazione. Testimonianze raccolte da testate svizzere come Blick e Watson descrivono un edificio vecchio ma stabile, che avrebbe preso fuoco poco dopo il passaggio di proprietà.
Le autorità all’epoca attribuiscono l’origine delle fiamme a una lampada difettosa, innescata durante la rimozione dei vecchi arredi. Nessuna vittima, ma un’inchiesta durata mesi e un ritardo significativo nella riapertura, poi avvenuta come auberge di fascia alta in stile corso, completamente rinnovata. Per gli inquirenti, quel dossier rappresenta oggi un precedente che potrebbe fornire elementi di contesto sulle prassi di gestione dei lavori e dei sistemi di sicurezza.
Nonostante l’assenza di conseguenze umane e la qualificazione dell’episodio come incidente, la combinazione tra edificio fatiscente, impianti obsoleti e interventi in corso avrebbe potuto suggerire una revisione più severa dei protocolli di prevenzione negli altri locali riconducibili alla stessa proprietà.
Crans-Montana tra dossier legali e nuova ipotesi di reato
Nel 2024, circa un anno prima della strage del primo gennaio 2025, un principio d’incendio si verifica all’interno di Le Constellation di Crans-Montana. L’episodio viene domato rapidamente e passa quasi sotto silenzio, ma un dossier redatto dall’avvocato Sébastien Fanti, che assiste numerose famiglie delle vittime, sostiene che la dinamica sarebbe sovrapponibile a quella della notte di Capodanno: candele scintillanti troppo vicine a un controsoffitto rivestito con materiale non ignifugo.
Il fascicolo, destinato alla Procura di Sion, raccoglie circa cento mail, testimonianze dirette, video amatoriali e ricostruzioni tecniche, configurando uno scenario in cui il rischio d’incendio era già emerso con chiarezza almeno un anno prima della tragedia. Se tale ricostruzione fosse confermata, la posizione dei coniugi potrebbe aggravarsi sensibilmente: dai reati colposi (omicidio, lesioni, incendio) si passerebbe alla valutazione di un possibile dolo eventuale, ossia l’accettazione consapevole del rischio pur di proseguire l’attività commerciale.
La cronologia – Lens nel 2023, il primo rogo a Crans-Montana nel 2024 e la strage del 2025 – è oggi al centro delle contestazioni dei legali delle famiglie, che chiedono accertamenti rigorosi anche sul ruolo dei controlli comunali e dei verificatori tecnici chiamati a garantire il rispetto delle norme antincendio.
FAQ
D: Quanti incendi risultano collegati alle attività di Moretti e Maric?
R: In meno di due anni sono stati documentati tre incendi riconducibili a locali gestiti o acquistati dalla coppia.
D: Dove si è verificato il primo episodio?
R: Il primo rogo è avvenuto nel 2023 in un edificio a Lens, nel Canton Vallese, l’ex Café des Amis poi ribattezzato Le Vieux-Chalet.
D: Qual è la causa indicata per l’incendio di Lens?
R: Le autorità hanno attribuito l’origine delle fiamme a una lampada che avrebbe preso fuoco accidentalmente durante la rimozione degli arredi.
D: Cosa è successo a Crans-Montana nel 2024?
R: Nel 2024 si è verificato un principio d’incendio a Le Constellation, domato rapidamente ma oggi ritenuto un segnale premonitore.
D: Che ruolo ha l’avvocato Sébastien Fanti?
R: Rappresenta numerose famiglie delle vittime e ha predisposto un dossier con testimonianze, email e video da depositare alla Procura di Sion.
D: Perché si parla di possibile dolo eventuale?
R: Perché, se confermata la ripetizione di dinamiche identiche, i titolari potrebbero aver accettato il rischio di un incendio continuando l’attività senza adeguate misure.
D: Quali criticità di sicurezza sono emerse?
R: L’uso di candele scintillanti vicino a controsoffitti con materiali non ignifughi e la presunta carenza di controlli sistematici sulle strutture.
D: Qual è la fonte giornalistica principale citata nelle ricostruzioni?
R: Tra le fonti figurano i media svizzeri Blick e Watson, che hanno raccolto testimonianze e dettagli sui precedenti incendi.




