Crans Montana, memoriale in fiamme riaccende il mistero della maledizione

Incendio al memoriale di Crans Montana: dinamica e prime verifiche
Le fiamme divampate all’alba nel memoriale per le vittime della tragedia di Crans Montana non hanno causato feriti né danni strutturali, ma hanno colpito un luogo simbolico di lutto collettivo. Il piccolo gazebo, collocato a poche centinaia di metri dal locale Constellation, custodiva candele, fotografie e messaggi di cordoglio. Le prime analisi della polizia del Vallese escludono l’ipotesi di un rogo doloso e indicano un’origine accidentale legata alle candele accese nel punto centrale del monumento. Nel frattempo gli oggetti superstiti sono stati trasferiti in un gazebo vicino, mentre la comunità e i familiari delle vittime chiedono chiarezza e rispetto per il luogo della memoria.
Cosa è successo nel gazebo del memoriale
Secondo il comunicato ufficiale della polizia del Vallese, l’incendio è partito nelle immediate vicinanze delle candele sistemate su un tavolo al centro del memoriale. Le fiamme hanno danneggiato numerosi oggetti commemorativi, tra cui foto, biglietti e parte degli allestimenti spontanei creati da cittadini e parenti delle vittime.
Non risultano segni di effrazione o elementi riconducibili a un’azione intenzionale. Gli inquirenti parlano espressamente di esclusione, allo stato, dell’ipotesi di incendio doloso, confermando la pista dell’innesco accidentale. Restano comunque in corso accertamenti tecnici di dettaglio per documentare con precisione la dinamica e le aree maggiormente colpite dal calore e dal fumo.
Lo spostamento del memoriale e le polemiche locali
Il memoriale era stato spostato solo poche settimane fa, tra contestazioni e malumori, da davanti al Constellation a una posizione più defilata, seppur vicina. La scelta aveva suscitato critiche da parte di famiglie e residenti, che vedevano nel luogo originario un riferimento essenziale per il ricordo pubblico della tragedia.
Dopo il rogo, gli oggetti non bruciati – fra cui fiori, peluche e il libro con i messaggi di condoglianze – sono stati ricollocati in un gazebo adiacente per preservarli. La gestione fisica e simbolica dello spazio della memoria torna così al centro del dibattito locale, con richieste di maggiore tutela e di standard di sicurezza più rigorosi anche per i memoriali spontanei.
L’inchiesta della Procura di Sion e le responsabilità in esame
Parallelamente all’episodio del memoriale, prosegue l’indagine principale della Procura di Sion sulla tragedia del Constellation. I capi di imputazione restano pesanti: omicidio, incendio e lesioni per negligenza. Nel registro degli indagati figurano i coniugi Moretti, titolari del locale, e due funzionari del Comune di Crans Montana. Gli interrogatori mirano a chiarire le eventuali carenze nei controlli di sicurezza, la frequenza delle ispezioni e le responsabilità organizzative all’interno dell’amministrazione comunale e della gestione del locale.
Le contestazioni ai coniugi Moretti
I coniugi Moretti sono indagati per presunte negligenze nella gestione del Constellation. La Procura di Sion intende interrogarli nuovamente l’11 e il 12 febbraio, dopo che entrambi hanno assistito personalmente alle audizioni degli altri soggetti sentiti, come consente la legge svizzera.
Jessica Moretti ha recentemente respinto con decisione alcune accuse circolate nell’opinione pubblica, dichiarando: “non essere fuggita con la cassa (sono solo bugie)”. Ha inoltre sottolineato che il marito Jacques pensa “continuamente alle vittime” e alle loro famiglie. Le loro dichiarazioni verranno valutate nel quadro complessivo degli atti, dei rilievi tecnici e delle testimonianze raccolte dai magistrati.
Le indagini sui funzionari comunali
Nel fascicolo compaiono anche due funzionari del Comune di Crans Montana. Ken Jacquemoud, ex responsabile della sicurezza pubblica, viene ascoltato per chiarire il quadro dei controlli svolti nel 2018 e 2019 al Constellation, durante i quali non sarebbero emerse irregolarità. I pm vogliono soprattutto capire perché, dal 2020 in poi, non siano più state effettuate ispezioni, nonostante l’obbligo legale di verifiche annuali.
L’altro indagato, Christophe Balet, attuale addetto alla sicurezza, è stato sentito venerdì. Solo in quella sede gli è stato sequestrato il cellulare, oltre un mese dopo il rogo. Ha riferito problemi di aggiornamento del software di gestione delle ispezioni e una cronica carenza di personale. Ha inoltre ammesso di non avere il brevetto antincendio per mancato superamento dell’esame, sostenendo però di disporre delle certificazioni obbligatorie in materia di sicurezza e salute.
Controlli, vigili del fuoco e prospettive dell’inchiesta
L’attenzione della Procura di Sion si concentra anche sulla filiera dei controlli e sul ruolo dei vigili del fuoco. Gli inquirenti intendono definire se le procedure di verifica, la documentazione e le competenze in materia di prevenzione incendi siano state adeguate agli standard normativi richiesti. In questo contesto è previsto l’ascolto, come persona informata sui fatti, del capo dei vigili del fuoco David Vocat. Le sue indicazioni tecniche potranno contribuire a chiarire eventuali lacune nel sistema di prevenzione e risposta all’emergenza.
Il ruolo di David Vocat e dei vigili del fuoco
David Vocat, alla guida dei vigili del fuoco, sarà ascoltato il 16 febbraio non in qualità di indagato, ma come testimone privilegiato delle prassi operative locali. I magistrati puntano a ricostruire il livello di preparazione, le procedure di intervento e gli scambi informativi tra corpo pompieristico, Comune e gestori del Constellation.
Il suo contributo dovrebbe aiutare a comprendere se vi siano state criticità nella pianificazione antincendio, nella formazione e nel coordinamento con gli altri attori istituzionali. Elementi centrali per valutare l’adeguatezza complessiva del sistema di sicurezza rispetto ai rischi specifici del locale poi teatro della tragedia.
Impatto sulla comunità e prossimi passaggi giudiziari
La sovrapposizione tra il rogo al memoriale e l’inchiesta penale alimenta un clima di forte tensione a Crans Montana. I familiari delle vittime chiedono risposte rapide, ma anche garanzie di rigore e trasparenza da parte della Procura di Sion. Le prossime audizioni – dai coniugi Moretti ai funzionari comunali, fino a David Vocat – saranno cruciali per delineare responsabilità e eventuali carenze sistemiche.
Parallelamente, si apre un fronte di riflessione sulla gestione dei luoghi della memoria e sulle misure minime di sicurezza da garantire anche nei memoriali temporanei, per evitare che spazi di cordoglio possano trasformarsi in nuovi scenari di rischio per la collettività.
FAQ
Qual è l’origine dell’incendio al memoriale di Crans Montana?
Le prime verifiche della polizia del Vallese indicano un’origine accidentale, con innesco vicino alle candele poste su un tavolo al centro del monumento. Al momento è esclusa l’ipotesi di incendio doloso.
Ci sono stati feriti o danni strutturali al memoriale?
Non si registrano feriti né danni strutturali. Le fiamme hanno però colpito numerosi oggetti commemorativi, come candele, fotografie e biglietti, parte dei quali è andata distrutta.
Perché il memoriale era stato spostato dal Constellation?
Il memoriale era stato trasferito alcune settimane fa da davanti al Constellation a una posizione più distante, scelta che aveva generato polemiche tra familiari e residenti, preoccupati per la perdita del forte valore simbolico del luogo originario.
Chi sono gli indagati principali nell’inchiesta di Sion?
La Procura di Sion procede per omicidio, incendio e lesioni per negligenza nei confronti dei coniugi Moretti, titolari del Constellation, e di due funzionari del Comune di Crans Montana, Ken Jacquemoud e Christophe Balet.
Qual è la posizione di Jessica Moretti sulle accuse?
Jessica Moretti ha negato di essere fuggita con la cassa, definendo queste affermazioni “solo bugie”, e ha dichiarato che il marito Jacques pensa “continuamente alle vittime” e alle loro famiglie, rivendicando la propria versione dei fatti.
Perché i controlli al Constellation sono finiti nel mirino?
I magistrati vogliono capire perché, dopo le verifiche del 2018 e 2019, non siano state più effettuate ispezioni dal 2020 nonostante l’obbligo di controlli annuali, e se vi siano state criticità nella gestione dei file e delle competenze interne.
Che ruolo ha David Vocat nell’indagine?
David Vocat, capo dei vigili del fuoco, sarà ascoltato come persona informata sui fatti per illustrare prassi operative, pianificazione antincendio e coordinamento con Comune e gestori del Constellation.
Qual è la fonte originale delle informazioni sull’evento?
Le informazioni riportate derivano dalla ricostruzione giornalistica e dagli elementi forniti nel testo originale pubblicato da Il Giornale online in merito alla tragedia e all’incendio al memoriale di Crans Montana.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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