Crans-Montana, indagine sull’incendio al memoriale: ipotesi candele e danni

Incendio al memoriale di Crans-Montana: cosa è realmente accaduto
Il memoriale delle 41 vittime del Constellation di Crans-Montana, già al centro di forti critiche per la sua collocazione defilata, è stato gravemente danneggiato da un incendio sviluppatosi nella mattinata di domenica. L’episodio riapre il dibattito sulla gestione della memoria pubblica della strage di Capodanno e sulla capacità dell’amministrazione locale di garantire spazi sicuri e rispettosi per il lutto collettivo.
Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite dall’altare coperto da una struttura in plastica a forma di igloo, dove da settimane si accumulavano fiori, candele, peluche, capi di abbigliamento e messaggi di cordoglio. Gli inquirenti ritengono al momento che l’origine sia accidentale.
Danni al memoriale e oggetti simbolici perduti
L’incendio ha distrutto numerosi oggetti commemorativi deposti da familiari e cittadini, danneggiando in modo significativo la copertura in plastica dell’igloo. Il libro delle condoglianze, cuore simbolico del memoriale, è stato tuttavia salvato, preservando centinaia di messaggi di solidarietà e memoria. Le autorità cantonali, dopo i rilievi scientifici, hanno escluso responsabilità di terzi, attribuendo il rogo con elevata probabilità a una candela lasciata accesa tra i materiali infiammabili presenti.
La configurazione del memoriale – plastica protettiva chiusa, forte accumulo di oggetti e uso massiccio di ceri – solleva interrogativi sulla valutazione preventiva del rischio incendi e sugli standard di sicurezza applicati in un luogo destinato a un flusso costante di persone.
La scelta del luogo e le contestazioni dei familiari
La distruzione parziale del memoriale avviene dopo settimane di polemiche sulla decisione del Consiglio comunale di spostarlo dal centro di Crans-Montana, davanti al Constellation, a una zona più isolata, nei pressi della cappella Saint-Christophe. Il trasferimento, avvenuto circa venti giorni dopo la tragedia, è stato letto dai familiari delle vittime come un tentativo di “allontanare” il simbolo della strage dal cuore turistico e commerciale della località, in coincidenza con la Coppa del Mondo di sci alpino.
Il municipio si è difeso affermando di aver scelto il nuovo spazio per «mantenere un luogo di raccoglimento accessibile, che offra la calma e la sicurezza necessarie alle persone accorse per onorare le vittime». L’incendio mette ora in discussione proprio quella pretesa di sicurezza, alimentando la percezione di una gestione improvvisata e poco trasparente.
Sicurezza degli spazi pubblici a Crans-Montana: criticità strutturali


L’incendio al memoriale si inserisce in un quadro più ampio di vulnerabilità della sicurezza pubblica a Crans-Montana. Nelle ultime settimane il Comune ha infatti ammesso che numerose sale destinate a eventi pubblici non rispettano pienamente le norme di sicurezza vigenti. Questa presa d’atto, arrivata tardivamente, ha costretto l’amministrazione a imporre riduzioni immediate delle capienze massime, con effetti diretti su attività culturali, sportive e private già programmate.
Il caso alimenta interrogativi sulla qualità dei controlli e sul ruolo delle autorità locali nella prevenzione dei rischi in contesti ad alta affluenza.
Capienze ridotte e controlli anticipo per rischio incendio
A seguito delle verifiche tecniche, il municipio ha comunicato di aver ridimensionato, in alcuni casi anche dimezzato, la capienza di palestre e sale multiuso messe a disposizione del pubblico o affittate a privati. L’amministrazione ha spiegato che i controlli, originariamente previsti per l’estate, sono stati anticipati «per rassicurare i cittadini e per dare l’esempio». L’iniziativa, pur necessaria, evidenzia un gap pluriennale nei monitoraggi sistematici e suggerisce una cultura della sicurezza più reattiva che preventiva.
Nel contesto di una località turistica internazionale, tali carenze rischiano di minare la reputazione di affidabilità di Crans-Montana e di aprire un fronte di responsabilità amministrative e politiche a medio termine.
Imbarazzo politico per l’amministrazione della stazione sciistica
L’episodio del memoriale rappresenta per il Comune un ulteriore elemento di imbarazzo, che si somma alla scoperta delle irregolarità nelle sale pubbliche. Per la stazione sciistica del Vallese, impegnata a tutelare la propria immagine internazionale, le criticità emerse nella gestione della sicurezza consolidano la percezione di un’amministrazione in affanno nel garantire standard adeguati a eventi di massa e strutture ricettive.
In chiave politica, la concomitanza tra carenze infrastrutturali e inchieste giudiziarie sulla strage di Capodanno espone la leadership locale a una pressione crescente, con possibili ricadute sulla fiducia di residenti, turisti e operatori economici.
Indagini sulla strage del Constellation e responsabilità del Comune
Mentre il memoriale brucia, la procura di Sion intensifica le indagini sulle responsabilità istituzionali legate alla tragedia del Constellation. Il dossier sul Comune di Crans-Montana è al centro di accertamenti mirati, con un’attenzione particolare alla catena decisionale in materia di sicurezza e ai controlli effettuati – o omessi – negli anni precedenti l’incendio di Capodanno. L’azione degli inquirenti mira a ricostruire se vi siano state sottovalutazioni sistematiche dei rischi nei locali notturni affollati.
Audizioni chiave: Balet e Jacquemoud sotto esame
Nei giorni scorsi è stato ascoltato l’attuale responsabile della sicurezza pubblica, Christophe Balet, da cui sarebbero emerse falle significative nel dispositivo di prevenzione e ritardi nelle verifiche sugli spazi a rischio. Lunedì sarà sentito Ken Jacquemoud, suo predecessore fino al 2024, che nel 2019 aveva condotto l’ultima ispezione al Constellation. Dovrà chiarire perché, dopo quella data, il Comune non è più intervenuto nel discobar poi divenuto teatro della strage e come fosse stato possibile giudicare “a norma” la spugna acustica che ha alimentato le fiamme in pochi secondi.
Queste audizioni sono decisive per delineare se vi sia stato un difetto di vigilanza sistemico o singole negligenze personali.
I proprietari del Constellation e il prosieguo delle indagini
Una volta conclusa la fase di ascolto dei funzionari pubblici, l’attenzione degli inquirenti tornerà su Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Constellation, già interrogati in precedenza. Nuovi colloqui sono programmati per mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio, con l’obiettivo di incrociare le loro versioni con gli elementi emersi dalle verifiche tecniche e dalle testimonianze amministrative. Al centro, la conformità del locale alle normative antincendio, le modifiche strutturali intervenute dal 2019 e la gestione quotidiana delle condizioni di sicurezza durante gli eventi ad alta affluenza.
L’esito di questa fase potrà ridisegnare l’equilibrio delle responsabilità tra sfera privata e pubblica, incidendo anche sui futuri standard di controllo in tutta la regione.
FAQ
Dove si trova il memoriale delle vittime del Constellation
Il memoriale è collocato in una zona appartata di Crans-Montana, nei pressi della cappella Saint-Christophe, lontano dalle vie centrali e dai negozi di lusso.
Cosa ha causato l’incendio al memoriale
Secondo la polizia cantonale l’origine è verosimilmente accidentale, probabilmente legata alla fiamma di una candela a contatto con materiali facilmente infiammabili.
Cosa è stato danneggiato dal rogo al memoriale
Sono stati distrutti diversi oggetti commemorativi e parte della copertura in plastica a forma di igloo; il libro delle condoglianze è stato salvato dai soccorritori.
Perché la collocazione del memoriale è contestata
Familiari delle vittime e cittadini criticano lo spostamento dal centro di Crans-Montana a un luogo periferico, interpretandolo come un tentativo di nascondere il simbolo della tragedia.
Quali problemi di sicurezza sono emersi a Crans-Montana
Il Comune ha ammesso che numerose sale pubbliche non rispettavano pienamente le norme di sicurezza, imponendo riduzioni di capienza e controlli anticipati.
Chi sta indagando sulle responsabilità della strage di Capodanno
La procura di Sion coordina le indagini, concentrandosi su responsabilità del Comune di Crans-Montana, dei funzionari di sicurezza e dei gestori del Constellation.
Qual è il ruolo di Christophe Balet e Ken Jacquemoud
Christophe Balet è l’attuale responsabile della sicurezza pubblica, mentre Ken Jacquemoud lo ha preceduto fino al 2024 ed effettuò l’ultima ispezione al Constellation nel 2019.
Da quale fonte provengono le informazioni sull’incendio e sulle indagini
Le informazioni analizzate derivano dal resoconto giornalistico originale dedicato all’incendio del memoriale e alle inchieste sulla strage del Constellation a Crans-Montana.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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