Crans-Montana: giovani risvegliati dal coma, comunicano con la tecnologia nonostante le mani fasciate

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Crans-Montana, due sedicenni risvegliati dal coma: hanno le mani fasciate ma comunicano con un computer
Il risveglio che nessuno si aspettava
Nel centro di riabilitazione di Crans-Montana, in Vallese, due ragazzi di 16 anni, vittime di gravi incidenti in montagna, si sono risvegliati dal coma a poche ore di distanza l’uno dall’altro. I medici parlano di “coincidenza eccezionale” ma anche di risultato di protocolli intensivi di neuro-riabilitazione, applicati senza interruzione fin dai primi giorni di ricovero.
I due sedicenni presentano ancora lesioni complesse agli arti superiori e hanno le mani completamente fasciate, condizione che impedisce ogni forma di scrittura o uso diretto di smartphone e tablet. Nonostante questo limite, riescono a interagire con l’equipe sanitaria e con i familiari grazie a un sistema di comunicazione assistita basato su computer e interfacce adattate al movimento oculare.
Secondo gli specialisti dell’ospedale, la fase immediatamente successiva al risveglio è cruciale sia sul piano neurologico sia su quello psicologico. Per questo, accanto a rianimatori, fisiatri e neuroriabilitatori, sono stati coinvolti fin da subito psicologi clinici e terapisti occupazionali, con l’obiettivo di guidare i ragazzi nella ricostruzione progressiva di memoria, orientamento e capacità relazionali.
Tecnologia e riabilitazione avanzata
Per aggirare l’impossibilità di usare le mani, la struttura di Crans-Montana ha adottato tecnologie di comunicazione aumentativa: schermi touch con tastiere virtuali ingrandite, sistemi di puntamento oculare e software predittivi che riducono al minimo gli sforzi necessari per comporre frasi. I sedicenni possono selezionare parole e comandi semplicemente fissando lo sguardo su specifiche aree dello schermo, trasformando input visivi in messaggi vocali sintetizzati.
La strategia di cura integra fisioterapia intensiva, esercizi di stimolazione cognitiva e sessioni quotidiane di logopedia assistita da computer. Ogni progresso viene registrato digitalmente e analizzato in tempo reale per calibrare terapie, farmaci e carichi di lavoro, con un approccio definito “data-driven” dai responsabili del reparto.
I medici sottolineano che l’uso precoce di strumenti digitali non è solo un supporto pratico, ma un fattore determinante per evitare isolamento, apatia e regressione delle funzioni cognitive. Restare in grado di comunicare, anche con poche parole alla volta, contribuisce a preservare motivazione, identità personale e capacità decisionale dei pazienti adolescenti.
Famiglie, équipe e ritorno alla vita
Le famiglie dei due ragazzi, arrivate in Svizzera dopo gli incidenti, seguono ogni fase del percorso riabilitativo e sono state formate dal personale sanitario all’uso dei dispositivi informatici. L’obiettivo è permettere ai sedicenni di mantenere contatti costanti con casa, scuola e amici, riducendo la distanza emotiva generata dal lungo ricovero in un centro di montagna specializzato.
Gli esperti spiegano che, dopo un coma prolungato, il rientro alla quotidianità è un processo lento, fatto di micro-traguardi: riconoscere i volti, esprimere bisogni di base, gestire il dolore, accettare le limitazioni fisiche. In questa fase, ogni messaggio scritto al computer – anche una singola parola – viene considerato un passo concreto verso il recupero di autonomia.
L’équipe multidisciplinare lavora già a un programma di reinserimento scolastico graduale, con lezioni online adattate alle capacità di attenzione dei due ragazzi. La speranza dei medici è che i progressi neurologici e motori continuino nelle prossime settimane, consentendo prima una riduzione delle fasciature e poi un training mirato sull’uso diretto di tastiere, penne digitali e strumenti di studio personalizzati.
FAQ
D: Dove si trovano ricoverati i due sedicenni?
R: Sono ricoverati in un centro specializzato di Crans-Montana, nel cantone del Vallese.
D: In che modo riescono a comunicare se hanno le mani fasciate?
R: Utilizzano un computer con sistemi di puntamento oculare e tastiere virtuali adattate.
D: Qual è la priorità dei medici in questa fase?
R: Stabilizzare le condizioni neurologiche, preservare le funzioni cognitive e mantenere attiva la capacità di comunicare.
D: Che ruolo hanno le famiglie nel percorso di cura?
R: Sono coinvolte nella riabilitazione, formate all’uso dei dispositivi e incoraggiate a mantenere un contatto quotidiano con i ragazzi.
D: Che tipo di terapie seguono i due adolescenti?
R: Ricevono fisioterapia intensiva, riabilitazione neurologica, logopedia assistita da computer e supporto psicologico.
D: Quanto è importante la tecnologia nella riabilitazione post-coma?
R: È centrale per evitare isolamento, sostenere la motivazione e permettere un ritorno graduale alla vita scolastica e sociale.
D: È previsto un rientro a scuola?
R: I medici stanno preparando un reinserimento scolastico graduale, inizialmente tramite lezioni online personalizzate.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: La notizia è stata inizialmente riportata da testate di area francofona e ripresa dalla stampa svizzera, secondo quanto ricostruito da Adnkronos.




