Crans-Montana finisce nell’occhio del ciclone per un dossier esplosivo

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Crans-Montana, spunta uno scomodo dossier: “Nel 2024…”
Dossier segreto e nuove rivelazioni
L’inchiesta sulla strage nel locale Le Constellation di Crans-Montana, costata la vita a 40 persone, si arricchisce di un elemento esplosivo: un dossier finora rimasto nell’ombra. Secondo quanto anticipato dall’inviato del programma 4 Di Sera su Rai 1, gli avvocati delle famiglie delle vittime avrebbero rintracciato un documento che segnala un precedente incendio nel controsoffitto del locale. Nel fascicolo si parla di fiamme innescate da candele decorative, con un episodio datato 2024 e rimasto confinato a un allarme interno, senza conseguenze apparenti per gli ospiti.
Se questo scenario fosse confermato, assumerebbe un peso decisivo per la ricostruzione dei fatti: i gestori non potrebbero più sostenere di essere stati colti di sorpresa dalla dinamica che ha trasformato il Veglione in una trappola mortale. Il locale, affollatissimo e caratterizzato da un controsoffitto non ignifugo, avrebbe già mostrato criticità strutturali e di sicurezza. Il presunto precedente rogo, infatti, suggerirebbe che il rischio legato all’uso di candele scintillanti fosse noto e sottovalutato.
Le rivelazioni arrivano mentre l’opinione pubblica internazionale chiede trasparenza sul sistema dei controlli in una località turistica d’élite come Crans-Montana. L’emersione di un archivio non condiviso con le autorità in tempo reale solleva interrogativi pesanti sulla gestione interna delle segnalazioni di pericolo, sui rapporti tra proprietari, staff e istituzioni locali, e sulla catena delle responsabilità tecniche e politiche.
Email dei sopravvissuti e cambio di narrativa
L’avvocato Sébastien Fanti sta per depositare un fascicolo composto da circa cento email inviate da testimoni e sopravvissuti alla notte di Capodanno. Si tratta di testimonianze circostanziate che, secondo la difesa delle famiglie, metterebbero in discussione la versione offerta da Jessica e Jacques Moretti, proprietari di Le Constellation. I messaggi raccolti descrivono un locale già in passato teatro di episodi di fumo e piccoli allarmi ignorati, oltre a ripetute segnalazioni interne sul pericolo delle candele scenografiche a contatto con materiali infiammabili.
La documentazione punta ad abbattere quella che i legali definiscono una “narrazione autoassolutoria”: i Moretti, recentemente scarcerati grazie al pagamento di una cauzione da parte di un amico rimasto anonimo, continuano a sostenere di non essere mai stati messi a conoscenza di precedenti incidenti rilevanti. Le nuove prove, tuttavia, sembrano indicare un flusso informativo interno tutt’altro che sporadico, con mail inviate allo staff gestionale e, in alcuni casi, direttamente alla proprietà.
Se il collegamento tra queste segnalazioni e il presunto incendio del 2024 venisse riconosciuto come attendibile, la percezione pubblica del caso cambierebbe radicalmente. Non si tratterebbe più soltanto di una tragedia nata da una combinazione fatale di circostanze, ma dell’esito di una cultura aziendale che avrebbe minimizzato i rischi per anni, nonostante gli avvertimenti di chi lavorava o frequentava regolarmente il club.
Scenari giudiziari e responsabilità penali
Dal punto di vista giuridico, l’eventuale conferma di un incendio pregresso e delle ripetute segnalazioni interne avrebbe conseguenze pesantissime. Finora i reati ipotizzati nei confronti di Jessica e Jacques Moretti sono stati incardinati sul piano della colpa, legata a carenze nei sistemi antincendio, nelle uscite di sicurezza e nelle procedure di gestione del rischio. Ma un quadro probatorio che dimostri la conoscenza concreta del pericolo potrebbe spostare l’attenzione giudiziaria verso il dolo eventuale.
In questa prospettiva, i giudici dovrebbero valutare se i proprietari abbiano accettato consapevolmente la possibilità di un evento catastrofico pur di mantenere l’attrattiva commerciale del locale, fondata su spettacoli pirotecnici indoor e scenografie luminose. Il confine tra “errore tragico” e “accettazione del rischio” diventerebbe il nodo centrale del processo, con ripercussioni anche sul piano delle richieste risarcitorie e dei rapporti con le compagnie assicurative coinvolte.
L’inchiesta, seguita con attenzione dai media svizzeri e internazionali, potrebbe diventare un caso di scuola per la sicurezza nei locali notturni ad alta densità di pubblico in Europa. Per il turismo di lusso a Crans-Montana, già colpito dall’impatto reputazionale della strage, l’esito del procedimento sarà decisivo nel ridefinire standard di controllo, responsabilità dei gestori e ruolo proattivo delle autorità cantonali nei verifiche preventive.
FAQ
D: Che cosa contiene il dossier citato nell’inchiesta?
R: Il dossier includerebbe la segnalazione di un incendio nel controsoffitto del locale nel 2024, collegato all’uso di candele decorative.
D: Perché il precedente incendio è così rilevante per i magistrati?
R: Perché indicherebbe che i gestori erano già consapevoli del rischio legato al contatto tra candele e materiali non ignifughi.
D: Chi sta raccogliendo le prove a sostegno delle famiglie delle vittime?
R: L’avvocato Sébastien Fanti, che sta per depositare un fascicolo con circa cento email di testimoni e sopravvissuti.
D: Qual è la posizione processuale di Jessica e Jacques Moretti?
R: I coniugi, proprietari del locale, sono stati scarcerati dopo il pagamento di una cauzione e devono rispondere di reati inizialmente qualificati come colposi.
D: Cosa potrebbe cambiare dal punto di vista penale con il nuovo materiale?
R: Se fosse dimostrata la piena consapevolezza del rischio, l’ipotesi accusatoria potrebbe spostarsi verso il profilo del dolo eventuale.
D: Qual è il ruolo del programma “4 Di Sera” nel caso?
R: L’inviato di 4 Di Sera su Rai 1 ha rivelato l’esistenza del dossier e delle nuove prove durante una puntata dedicata alla strage.
D: Quali modifiche sono attese nelle norme di sicurezza dei locali?
R: Gli esperti si aspettano controlli più stringenti su controsoffitti, materiali ignifughi e uso di effetti pirotecnici in spazi chiusi.
D: Qual è la fonte giornalistica primaria delle nuove rivelazioni?
R: Le informazioni sul dossier e sul precedente incendio provengono dal servizio realizzato dall’inviato di 4 Di Sera e trasmesso su Rai 1.




