Crans-Montana, Filippo estubato chiede dell’amico: condizioni dei sopravvissuti e due italiani trasferiti al Niguarda

Indice dei Contenuti:
Condizioni dei sopravvissuti
Filippo, uno dei giovani scampati all’esplosione del locale Le Constellation a Crans-Montana, è stato estubato all’ospedale Niguarda di Milano e ha ripreso a parlare. Le sue prime parole sono state: «Dov’è il mio amico?». Il medico Franz Wilhelm Baruffaldi Preis ha confermato il miglioramento clinico, definendo significativo il passo avanti nelle ultime ore.
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Dei 119 feriti complessivi, i pazienti italiani sono stati centralizzati a Niguarda per la gestione delle lesioni da esplosione e ustioni multiple. Le condizioni variano: alcuni mostrano risposta rapida alle terapie, altri restano in osservazione intensiva. Il quadro generale, secondo i sanitari, è in evoluzione ma con prospettive di recupero per molti dei giovani coinvolti.
Nel reparto grandi ustioni e nelle aree di terapia intensiva si monitorano stabilità emodinamica, funzionalità respiratoria e infezioni correlate alle ferite. L’obiettivo immediato è il controllo del dolore, la prevenzione delle complicanze e il supporto respiratorio nei casi più critici. Per i pazienti coscienti sono attive valutazioni neurologiche e follow-up ravvicinati, con attenzione ai traumi psicologici post-evento.
Tra i casi sotto stretta sorveglianza rientra Filippo, che ha reagito positivamente alla rimozione del tubo endotracheale. Il team ha gestito l’agitazione post-risveglio garantendo orientamento e rassicurazione, in attesa di ulteriori accertamenti e dei successivi step terapeutici.
Operazioni e cure al niguarda
Nel complesso operatorio del Niguarda sono in corso interventi sequenziali di chirurgia delle ustioni per sostituire i tessuti necrotici e ridurre il rischio di infezioni sistemiche. Il team multidisciplinare coordina sbrigliamenti, innesti cutanei e medicazioni avanzate con coperture biosintetiche, seguendo protocolli di priorità clinica e finestre temporali ottimali per la guarigione. La pianificazione prevede più sedute in anestesia generale per i casi più estesi, con monitoraggio stretto dei parametri emodinamici.
Il percorso terapeutico integra terapia intensiva respiratoria, gestione del dolore con analgesia bilanciata e profilassi antibiotica mirata. Nei pazienti con inalazione di fumi si attuano broncoscopie di controllo e supporto ventilatorio calibrato. Le medicazioni sono effettuate in ambiente sterile con tecniche negative-pressure e valutazioni quotidiane dell’attecchimento degli innesti. La nutrizione è iperproteica e personalizzata per sostenere la neocollagenesi e la risposta immunitaria.
Il Franz Wilhelm Baruffaldi Preis ha descritto giornate ad alta intensità, con obiettivo di operare tutti i ragazzi in tempi rapidi per accelerare il recupero funzionale. I protocolli di prevenzione delle complicanze prevedono tromboprofilassi, controllo glicemico stretto e fisioterapia precoce per preservare mobilità articolare e funzione respiratoria. Per i giovani più stabili è già iniziata la riabilitazione, con esercizi assistiti e gestione delle cicatrici per evitare retrazioni.
Per Filippo, dopo l’estubazione, è stato impostato un programma di valutazioni periodiche e medicazioni programmate; l’équipe ha privilegiato un approccio progressivo con controllo dell’ansia al risveglio e riorientamento continuo. Le prossime tappe dipendono dalla risposta agli innesti e dai parametri infiammatori, con possibile riduzione dei supporti invasivi nelle prossime ore in caso di evoluzione favorevole.
Arrivi dalla svizzera
Nel pomeriggio sono attesi al Niguarda altri due pazienti trasferiti dalla Svizzera, in seguito all’esplosione nel locale Le Constellation di Crans-Montana. Il medico Franz Wilhelm Baruffaldi Preis ha confermato il coordinamento con le strutture elvetiche per garantire passaggi rapidi e sicuri, con equipaggi dedicati e continuità dei supporti respiratori e analgesici durante il trasporto.
L’arrivo è stato programmato dopo la stabilizzazione emodinamica e respiratoria nei centri di partenza, con dossier clinici digitali condivisi in anticipo per l’immediata presa in carico a Milano. All’atterraggio sono previsti triage avanzato, imaging di conferma delle lesioni e accesso diretto ai percorsi di chirurgia delle ustioni, con priorità a chi presenta danni cutanei estesi o sospetta inalazione di fumi.
Le équipe del pronto soccorso e della terapia intensiva hanno predisposto posti letto, sale per medicazioni sterili e slot operatori in sequenza, in linea con i protocolli per maxi emergenze. La logistica interna prevede flussi separati per ridurre i tempi di attesa e contenere il rischio infettivo, con supporto di mediatori culturali e contatto continuo con le famiglie dei feriti italiani.
Il trasferimento dei due nuovi pazienti si inserisce nella centralizzazione nazionale delle casistiche complesse, con l’obiettivo di concentrare competenze e risorse sulle fasi critiche post-trauma. Il Niguarda mantiene la disponibilità a ricevere ulteriori casi qualora richiesto, senza interruzione dell’attività programmata per i giovani già ricoverati.
FAQ
- Quanti sono i feriti complessivi dell’esplosione?
In totale sono 119, con i pazienti italiani centralizzati al Niguarda. - Qual è lo stato clinico di Filippo?
È stato estubato e ha ripreso a parlare; il decorso è monitorato con valutazioni ravvicinate. - Quali interventi vengono effettuati al Niguarda?
Chirurgia delle ustioni, sbrigliamenti, innesti cutanei, medicazioni avanzate e supporto intensivo. - Sono previsti nuovi trasferimenti dalla Svizzera?
Sì, sono attesi altri due pazienti con percorso di presa in carico immediata a Milano. - Come viene gestito il rischio di complicanze?
Profilassi antibiotica mirata, controllo del dolore, tromboprofilassi, gestione respiratoria e nutrizione dedicata. - Quali reparti sono coinvolti nella cura dei feriti?
Pronto soccorso, terapia intensiva, reparto grandi ustioni, sale operatorie e riabilitazione.
Supporto psicologico e stress del personale
Nel Niguarda è attivo un presidio di psicologia clinica per pazienti e famiglie, con interventi immediati post-evento, valutazioni del rischio di disturbo acuto da stress e percorsi strutturati di supporto al lutto. Le équipe seguono colloqui programmati al letto, tecniche di stabilizzazione emotiva e mediazione nella comunicazione delle notizie cliniche, soprattutto nei casi di giovani con traumi complessi e lutti concomitanti.
Per i sanitari sono state predisposte sessioni di debriefing e supervisione, alla luce del carico emotivo e dei turni prolungati. Il medico Franz Wilhelm Baruffaldi Preis ha riconosciuto segnali di burnout in alcuni operatori, evidenziando come, pur con alta competenza tecnica, l’esposizione prolungata al dolore dei pazienti e al confronto con i genitori richieda un sostegno continuativo. Il management ospedaliero ha attivato rotazioni dei turni, spazi di decompressione e accesso prioritario alla psicoterapia interna.
Tra le priorità, la protezione dei minori e dei giovani adulti dal sovraccarico informativo, con colloqui mediati e presenza costante di psicologi durante le procedure più invasive. Ai familiari è offerta assistenza pratica per l’accoglienza, interpretariato, raccordo con i referenti clinici e supporto nei momenti critici, inclusi i briefing dopo gli interventi chirurgici.
Il percorso psicosociale integra educazione al dolore, strategie di coping, gestione dell’ansia pre-operatoria e prevenzione del disturbo post-traumatico. Per i casi più fragili è prevista presa in carico a medio termine, con follow-up ambulatoriali e continuità assistenziale dopo la dimissione, in coordinamento con i servizi territoriali.




