Crans-Montana, feriti gravissimi: corsa contro il tempo e nuovi dettagli sulla battaglia medica di Bertolaso

Indice dei Contenuti:
Stato clinico e prognosi dei feriti
Guido Bertolaso conferma che dodici giovani sono ricoverati al Niguarda di Milano, centro di riferimento per grandi ustioni: sette in rianimazione, quattro in condizioni critiche. Due pazienti destano massima preoccupazione, con un quadro definito “molto grave”, e le prossime 48 ore saranno decisive per valutarne l’evoluzione clinica.
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Le complicanze prevalenti sono respiratorie: l’inalazione di sostanze tossiche ha aggravato il danno polmonare, specie in chi presentava fragilità pregresse. I sanitari monitorano parametri emogasanalitici e risposta alle ventilazioni, mentre emergono progressivamente effetti sistemici dell’intossicazione da fumo.
Tra i casi seguiti, il sedicenne giunto domenica è stabile: la broncoscopia ha escluso, al momento, lesioni polmonari severe e il decorso appare “abbastanza tranquillo”. Alcuni pazienti mostrano miglioramenti significativi: uno è considerato fuori pericolo, pur necessitando di medicazioni continue.
Il bilancio delle vittime resta di sei ragazzi italiani, mentre i feriti connazionali sono quattordici complessivi. Una giovane di Biella è ancora ricoverata a Zurigo in attesa di idoneità al trasferimento.
Gli esiti cutanei delle ustioni saranno permanenti: la gestione chirurgica e riabilitativa mira a ridurre e rendere funzionali le cicatrici, senza possibilità di cancellarle del tutto, come ricordato dallo specialista Benedetto Longo.
Interventi sanitari e trasferimenti
Al Niguarda è operativo il protocollo per grandi ustionati: gestione avanzata delle vie aeree, ventilazione protettiva e supporto emodinamico, con accesso prioritario in rianimazione per i casi più critici. Le équipe multidisciplinari eseguono broncoscopie diagnostiche per valutare il danno inalatorio e impostano terapie antidotiche e di decontaminazione respiratoria.
Le medicazioni sono quotidiane con sedute programmate in sala operatoria, mentre si pianificano innesti cutanei e interventi di chirurgia ricostruttiva in base alla stabilizzazione sistemica. Due-tre pazienti presentano un miglioramento clinico significativo, candidabili a step-down di intensità.
La rete dei trasferimenti è coordinata tra Svizzera e Italia: l’ultimo arrivo è di domenica, con una giovane di Biella ancora a Zurigo in valutazione per il rientro. Non tutti i feriti hanno potuto essere trasferiti per condizioni non compatibili con il trasporto sanitario protetto.
Per i pazienti stabili si studiano trasferimenti secondari verso altri ospedali per liberare posti ad alta intensità e garantire continuità di cura. Due giovani potrebbero essere ricollocati nei prossimi giorni, in base a parametri respiratori e bilancio dei liquidi.
Il percorso riabilitativo è già attivato: fisioterapia respiratoria precoce, prevenzione delle retrazioni cicatriziali e supporto nutrizionale ad alto fabbisogno, in previsione di follow-up lungo e multidisciplinare.
Reazioni istituzionali e impegno delle autorità
Guido Bertolaso assicura che il sistema sanitario regionale sta impiegando ogni risorsa disponibile per assistere i giovani ricoverati al Niguarda, con monitoraggi continui e coordinamento tra reparti ad alta intensità. “Stiamo facendo tutto il possibile”, ribadisce l’assessore, evidenziando che le prossime 48 ore saranno determinanti per i due pazienti più critici.
Antonio Tajani, in un’informativa al Senato, esprime vicinanza ai quattordici feriti e garantisce sostegno istituzionale: “Assicureremo tutte le cure necessarie, non spegneremo i riflettori”. Il messaggio punta a confermare un presidio politico sul dossier sanitario e sui trasferimenti transfrontalieri.
La macchina istituzionale si muove su due fronti: assistenza clinica e logistica dei trasferimenti. È in corso il raccordo tra Lombardia, strutture svizzere e Protezione civile per favorire rientri in sicurezza, nel rispetto dei criteri di stabilità clinica.
Le autorità sanitarie sottolineano la necessità di dotazioni per la gestione delle inalazioni da fumo e delle grandi ustioni, con richieste di supporto interregionale per posti letto in rianimazione. Restano attivi canali informativi verso le famiglie, con aggiornamenti strutturati e tutele per la privacy dei pazienti.
FAQ
- Quanti feriti italiani sono coinvolti? Sono quattordici i connazionali feriti complessivamente.
- Quanti sono ricoverati al Niguarda? Dodici giovani sono in cura al centro grandi ustionati del Niguarda.
- Qual è la criticità principale segnalata dai medici? Le complicanze respiratorie dovute a inalazione di sostanze tossiche.
- Quali sono le prossime tappe decisive? Le prossime 48 ore per due pazienti in condizioni molto gravi.
- Chi ha garantito il sostegno istituzionale? Il vicepremier Antonio Tajani in informativa al Senato.
- Ci sono trasferimenti ancora in valutazione? Sì, una giovane di Biella è a Zurigo in attesa di idoneità al rientro.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le dichiarazioni e gli aggiornamenti richiamano quanto riportato da ilfattoquotidiano.it.




