Crans Montana, famiglia Moretti sotto accusa: indagini precedenti e testimoni parlano di vie di fuga assenti

Indice dei Contenuti:
Inchiesta e precedenti dei Moretti
Jacques Moretti e la moglie Jessica restano al centro dell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana, con l’udienza odierna chiamata a decidere sulla conferma del carcere per lui e dei domiciliari per lei. Entrambi sono indagati per omicidio per negligenza, lesioni e incendio, contestazioni che si innestano su un passato già esaminato dalle autorità.
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Il gestore ha riconosciuto di aver acquistato in un negozio di bricolage il materiale isolante installato sul soffitto durante la ristrutturazione del 2015 del locale Le Constellation. La gestione era già finita sotto lente due volte: nel 2020 per 75.500 euro di fondi Covid ottenuti come prestito e legati anche all’acquisto di una Maserati, procedimento chiuso con non luogo a procedere perché l’auto risultava nei conti societari.
Nel 2022 è intervenuto l’ispettorato del lavoro dopo segnalazioni di personale francese su turni, riposi e lavoro notturno non pagato. Questi filoni sono separati dai precedenti penali di Moretti, che in Francia ha riportato almeno una condanna nel 2008 per induzione aggravata alla prostituzione. Le nuove accuse si concentrano sulle presunte omissioni strutturali e gestionali del locale esplose con l’incendio di Capodanno.
FAQ
- Quali reati vengono contestati ai Moretti? Omicidio per negligenza, lesioni e incendio.
- Che cosa decide il tribunale oggi? La conferma del carcere per Jacques e dei domiciliari per Jessica.
- Chi ha installato il rivestimento del soffitto? Jacques Moretti, con materiale acquistato in un negozio di bricolage.
- Che esito ha avuto l’indagine sui fondi Covid del 2020? Non luogo a procedere, l’auto era a bilancio della società.
- Quali irregolarità ha esaminato l’ispettorato nel 2022? Orari, riposi e lavoro notturno non retribuito segnalati da dipendenti francesi.
- I precedenti penali di Moretti sono collegati al caso attuale? No, sono distinti; tra questi una condanna del 2008 in Francia.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Il quotidiano svizzero Le Matin Dimanche.
Testimonianze sulle vie di fuga mancanti
Testimoni e sopravvissuti descrivono Le Constellation come una “trappola” senza uscite, con il seminterrato privo di percorsi di evacuazione praticabili al momento dell’incendio. In sede di sommarie informazioni, Jacques Moretti ha riconosciuto che la porta d’emergenza risultava chiusa, riferendo di averla trovata serrata dall’interno con un lucchetto al suo arrivo. Le dichiarazioni convergono sullo stesso punto: assenza di vie alternative e ostacoli all’esodo rapido degli avventori.
Nel fascicolo della procura, oltre 300 pagine, è riportata anche la testimonianza di una ex dipendente scesa per salutare un’amica cameriera, poi deceduta, cui la titolare avrebbe chiesto supporto in sala. Restano da verificare la presenza e la funzionalità dei presidi antincendio, nonché la conformità del percorso di fuga. Gli inquirenti incrociano sopralluoghi e verbali per accertare eventuali violazioni delle norme di sicurezza.
Moretti non esclude un innesco legato ai bengala usati sulle bottiglie, prassi confermata dalla moglie Jessica come “sistematica” durante il servizio. L’ipotesi accertativa punta a valutare l’interazione tra scintille, arredi e rivestimenti installati nel 2015, oltre alla gestione dei dispositivi di apertura d’emergenza. Centrale la ricostruzione dei minuti iniziali, quando la sala si sarebbe trasformata in un inferno di fumo e fuoco senza sbocchi sicuri.
Feriti, autopsie e quadro sanitario
Restano ricoverate circa 80 persone in strutture della Svizzera e all’estero, con condizioni cliniche complesse gestite da équipe multidisciplinari. Il consigliere di Stato vallesano Mathias Reynard ha evidenziato la pressione sugli ospedali e il “fortissimo senso di solidarietà” che ha consentito al presidio vallesano di reggere l’urto emergenziale. La priorità sanitaria riguarda il trattamento delle lesioni da fumo, ustioni e traumi da calca, con monitoraggio intensivo.
È stata fissata per oggi l’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, 16 anni, disposta dalla procura di Roma nell’ambito del fascicolo per omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e incendio, al momento contro ignoti. Le procure di Milano, Bologna e Genova sono delegate per gli accertamenti autoptici sulle altre cinque vittime italiane, con invio dei risultati a piazzale Clodio.
Gli esiti medico-legali serviranno a delineare dinamica, tempi di esposizione ai fumi e compatibilità tra lesioni e scenari di propagazione. In parallelo prosegue la mappatura clinica dei feriti per valutare prognosi, necessità di trasferimenti e interventi ricostruttivi, mentre la rete sanitaria coordina risorse, posti letto e supporto psicologico ai sopravvissuti e ai familiari.
FAQ
- Quanti sono i ricoverati? Circa 80, tra Svizzera e estero.
- Quali sono le principali criticità cliniche? Intossicazione da fumi, ustioni e traumi da calca.
- Chi ha descritto la situazione ospedaliera? Il consigliere di Stato vallesano Mathias Reynard.
- Dove si svolge l’autopsia di Riccardo Minghetti? È stata disposta dalla procura di Roma.
- Quali procure seguono le altre autopsie italiane? Milano, Bologna e Genova, con trasmissione atti a piazzale Clodio.
- Perché sono centrali gli esiti medico-legali? Per ricostruire dinamica, cause dei decessi e correlazioni con l’incendio.
- Qual è la fonte giornalistica citata in precedenza? Il quotidiano Le Matin Dimanche.




