Crans-Montana, caos in corsia: feriti ancora ricoverati e domande senza risposta sulla sicurezza

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Aggiornamento sui ricoveri in svizzera
Crans-Montana, a oltre due settimane dall’incendio al bar Le Constellation, registra ancora 28 feriti ricoverati negli ospedali svizzeri. Il nuovo bilancio, diffuso dall’agenzia Keystone-ATS, conferma una rete di presa in carico distribuita tra Vallese, Vaud, Ginevra e Svizzera tedesca.
Al Centre hospitalier du Valais romand restano quattro pazienti, tutti non in pericolo di vita; i dimessi sono stati inviati alla Clinique romande de réadaptation di Sion. Al CHUV di Losanna i ricoveri sono stabili da quasi due settimane: nove persone sotto osservazione.
Nell’Arco lemanico, gli HUG di Ginevra seguono due feriti. Nella Svizzera tedesca, l’Ospedale universitario di Zurigo tratta ancora sei pazienti in fase critica, mentre cinque giovani sono ricoverati al Kinderspital di Zurigo e restano in condizioni gravi.
Completano il quadro due persone in cura all’Ospedale universitario di San Gallo, con un dispositivo clinico orientato alla stabilizzazione e alla gestione delle complicanze. Le autorità sanitarie mantengono un monitoraggio stretto, con aggiornamenti coordinati tra le strutture coinvolte.
Situazione clinica e trasferimenti
Il CHVR segnala quattro pazienti non in pericolo di vita, seguiti quotidianamente in chirurgia ricostruttiva con supporto psicologico dedicato. I dimessi nelle scorse giornate sono stati trasferiti alla Clinique romande de réadaptation di Sion, per un percorso di recupero funzionale e reinserimento.
Al CHUV di Losanna il quadro resta stabile con nove ricoveri, gestione multidisciplinare e protocolli di lungo corso per ustioni e traumi da inalazione. Gli HUG di Ginevra mantengono in cura due feriti, con follow-up respiratorio e monitoraggio delle complicanze infettive.
Nella Svizzera tedesca, l’Ospedale universitario di Zurigo assiste sei pazienti in fase ancora critica, con interventi sequenziali di debridement e controllo del dolore. Al Kinderspital di Zurigo cinque giovani rimangono in condizioni gravi, seguiti in terapia intensiva pediatrica con sorveglianza emodinamica e respiratoria continua.
L’Ospedale universitario di San Gallo gestisce due casi, concentrandosi su stabilizzazione, prevenzione delle infezioni e preparazione ai successivi step di riabilitazione. I trasferimenti verso cliniche specializzate vengono programmati caso per caso, in base all’evoluzione clinica e alla disponibilità di posti letto, con coordinamento inter-cantonale e standard condivisi.
Pazienti curati all’estero
Secondo l’ultimo quadro disponibile, sono 38 i pazienti assistiti fuori dalla Svizzera, con distribuzione mirata in base a gravità e specializzazioni ospedaliere. In Francia si trovano 16 feriti: sette svizzeri (uno con doppia cittadinanza) e nove francesi, indirizzati a centri per grandi ustionati e unità respiratorie avanzate.
In Italia risultano ricoverati nove pazienti, tutti italiani, con presa in carico in reparti di terapia intensiva e chirurgia ricostruttiva. La Germania accoglie sette vittime: tre svizzeri, due serbi, un australiano e un francese, inseriti in percorsi ad alta complessità per ustioni estese e complicanze da inalazione.
In Belgio sono assistite sei persone: cinque svizzeri (di cui uno binazionale) e un francese. La distribuzione transfrontaliera consente continuità terapeutica, accesso a letti di terapia intensiva e follow-up multidisciplinare, con scambi informativi costanti tra équipe cliniche e autorità sanitarie.
Il ricorso a reti estere risponde alla necessità di posti in centri ustioni, terapie intensive pediatriche e servizi di riabilitazione avanzata, ottimizzando tempi d’intervento e standard di cura, nel rispetto dei protocolli interstatali di cooperazione sanitaria.
FAQ
- Quante persone sono curate all’estero?
Sono 38 pazienti. - Qual è la ripartizione in Francia?
16 pazienti: 7 svizzeri (uno binazionale) e 9 francesi. - Quanti feriti si trovano in Italia?
Nove pazienti, tutti italiani. - Qual è il conteggio in Germania?
Sette persone: 3 svizzeri, 2 serbi, 1 australiano e 1 francese. - Quanti sono ricoverati in Belgio?
Sei pazienti: 5 svizzeri (uno binazionale) e 1 francese. - Perché sono stati trasferiti all’estero?
Per disponibilità di posti e accesso a centri ustioni, TI pediatriche e riabilitazione avanzata. - Qual è la fonte giornalistica dei dati?
Agenzia Keystone-ATS, ultimo aggiornamento diffuso lunedì.




