Crans-Montana al centro dell’indagine, pm di Roma atteso a Sion per valutare i nuovi atti

Rogo Constellation di Crans-Montana, primi atti concreti tra Italia e Svizzera
I pm di Roma saranno a Sion mercoledì e giovedì per selezionare gli atti dell’inchiesta svizzera sul rogo del Constellation di Crans-Montana, in cui sono morte 41 persone, tra cui 6 giovani italiani.
L’obiettivo è individuare i documenti utili al procedimento aperto a piazzale Clodio per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni, avviando una cooperazione giudiziaria strutturata ma ancora lontana da una vera squadra investigativa comune.
Sul tavolo, oltre alla ricostruzione tecnica delle responsabilità, anche il progressivo riassetto dei rapporti diplomatici tra Italia e Svizzera, legati al possibile rientro a Berna dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma dopo la tragedia.
In sintesi:
- Magistrati italiani a Sion per selezionare gli atti dell’inchiesta svizzera sul rogo del Constellation.
- Cooperazione giudiziaria rafforzata, ma ancora senza squadra investigativa comune italo-svizzera.
- Video mostra chiusura di una porta di sicurezza pochi secondi prima dell’incendio.
- Diplomazia legata agli sviluppi dell’indagine e al rientro dell’ambasciatore Cornado.
Come si evolve l’inchiesta sul rogo del Constellation
La missione dei magistrati romani discende dal vertice del 19 febbraio a Berna tra il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi e la procuratrice generale del Vallese Béatrice Pilloud.
Si tratta di un passo operativo nell’ambito dell’“assistenza giudiziaria”, che non coincide ancora con una task force mista, invocata a fine gennaio dalla premier Giorgia Meloni.
A Sion, i pm saranno affiancati da funzionari della squadra mobile, vigili del fuoco e ufficiali di collegamento dell’ambasciata italiana, in una fase in cui gli inquirenti svizzeri hanno accelerato le attività.
Nella stessa settimana è prevista l’audizione di una testimone chiave: la fotografa Rozerin Ozkaytan, sopravvissuta al rogo dopo settimane di coma.
Dal dossier d’inchiesta, oltre 3.500 pagine, emerge un elemento cruciale: una delle due porte di sicurezza al piano terra sarebbe stata chiusa con un chiavistello pochi secondi prima dell’inizio dell’incendio.
Un video interno di 31 secondi mostrerebbe che alle 1.26 un dipendente apre la porta per far entrare un uomo che poi sembra agire sul chiavistello, seguito dall’accensione delle candele pirotecniche legate alle bottiglie di champagne, una delle quali avrebbe incendiato il soffitto in schiuma fonoassorbente altamente infiammabile.
Il blocco dell’uscita, che avrebbe ostacolato il deflusso dei clienti, è al centro delle contraddizioni investigative.
La proprietaria del discobar, Jessica Moretti, ha riferito che la porta, destinata al personale, non veniva mai chiusa; il marito Jacques Moretti ha confermato che non doveva essere serrata.
Diversa la versione del buttafuori Jankovic Predrag, secondo cui avrebbe “sentito parlare Jessica con i suoi collaboratori, mentre dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse”.
Il pool della procuratrice aggiunta Catherine Seppey ha già iscritto nove indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposi.
Il 7 aprile è previsto un nuovo interrogatorio di Jacques Moretti, mentre nei giorni successivi saranno sentiti i cinque amministratori comunali indagati, tra cui il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud.
L’incrocio delle risultanze svizzere con quelle italiane sarà decisivo per definire responsabilità individuali, gestione della sicurezza e tenuta dei protocolli antincendio nella notte di Capodanno.
Scenari futuri tra giustizia, sicurezza e diplomazia
Gli sviluppi della cooperazione giudiziaria potranno incidere sulla normalizzazione dei rapporti bilaterali e sul rientro a Berna dell’ambasciatore Cornado.
Parallelamente, le risultanze tecniche su uscite di sicurezza, materiali fonoassorbenti e dispositivi pirotecnici potrebbero tradursi in nuove linee guida per locali notturni, eventi e gestori di spazi affollati, in Svizzera e in Italia.
Le prossime audizioni e l’analisi congiunta degli atti getteranno le basi per un quadro probatorio più solido, con potenziali ripercussioni normative su prevenzione incendi e responsabilità degli amministratori locali.
FAQ
Che cosa faranno i pm italiani nella trasferta a Sion?
I pm italiani selezioneranno gli atti dell’indagine svizzera rilevanti per il fascicolo di Roma su disastro, omicidio e lesioni colpose.
Perché non esiste ancora una squadra investigativa comune italo-svizzera?
La cooperazione è attualmente inquadrata come assistenza giudiziaria tradizionale; manca un accordo operativo e politico per formalizzare una task force congiunta.
Perché la porta di sicurezza chiusa è cruciale per l’inchiesta?
Perché la presunta chiusura con chiavistello, documentata da video, potrebbe aver aggravato il bilancio delle vittime ostacolando la fuga.
Quante persone risultano indagate in Svizzera per il rogo del Constellation?
Risultano indagate nove persone, tra cui i proprietari del locale e cinque amministratori comunali, compreso il sindaco di Crans-Montana.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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