Crans-Montana al centro delle indagini su ruoli e responsabilità

Processo sulla strage di Capodanno a Crans-Montana: responsabilità e vuoti di controllo
La prima settimana di dibattimento sulla strage di Capodanno al disco bar Le Constellation di Crans-Montana si è chiusa senza risposte definitive su cause e responsabilità del rogo che ha provocato la morte di 41 tra giovani e giovanissimi, compresi diversi italiani. Al centro del processo, i coniugi Jessica e Jacques Moretti, imputati per omicidio, lesioni e incendio colposi, ma anche il ruolo del Comune di Crans-Montana e del Cantone Vallese nella vigilanza sulle misure antincendio e nei controlli amministrativi. Le testimonianze hanno messo in luce gravi lacune nei protocolli di sicurezza, nell’uso degli impianti tecnici e nella pianificazione delle evacuazioni, mentre cinquanta legali assistono le famiglie delle vittime in una causa che punta a ridefinire standard e responsabilità per la sicurezza dei locali pubblici in Svizzera.
Parallelamente si allarga il fronte giudiziario, con iniziative anche dall’Italia, e cresce la pressione dell’opinione pubblica sulle autorità locali e cantonali per chiarire omissioni, ritardi e possibili negligenze istituzionali.
Le accuse ai coniugi Moretti e il ruolo delle autorità locali
I familiari delle vittime hanno contestato frontalmente i coniugi Moretti, accusandoli di non aver garantito condizioni minime di sicurezza nel locale. Le imputazioni riguardano l’assenza di prove di evacuazione, la gestione degli accessi, il numero e l’uso di addetti alla sicurezza, la presenza di materiali potenzialmente infiammabili e la segnaletica di emergenza.
Jacques Moretti ha respinto le accuse, spostando l’attenzione sulle autorità comunali e cantonali, che a suo dire non avrebbero mai verificato l’impianto di ventilazione del Constellation né imposto test specifici. Ha sostenuto che il locale fosse “sicuro” secondo le indicazioni ricevute e che i difetti strutturali e di controllo siano riconducibili al sistema di vigilanza pubblica.
In questo quadro è emersa anche la posizione del sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, denunciato da due avvocati svizzeri per dolo diretto e incendio colposo in relazione a presunte violazioni degli obblighi previsti dalla legge sui comuni, in particolare sulla protezione contro incendi ed eventi naturali.
La posizione del sindaco Féraud e le criticità di governance
Le denunce contro Nicolas Féraud puntano il dito su un presunto deficit di governance della sicurezza antincendio a livello comunale. Ai sensi della normativa svizzera sui comuni, l’esecutivo locale deve garantire che gli esercizi aperti al pubblico rispettino standard di prevenzione, manutenzione degli impianti e procedure di emergenza.
Gli avvocati che rappresentano alcune famiglie sostengono che il Comune non avrebbe esercitato un controllo effettivo sui locali sotterranei del Constellation, in un contesto in cui l’impianto di ventilazione e i materiali di rivestimento sollevano interrogativi tecnici rilevanti. Le critiche a Féraud si sono aggravate dopo la conferenza stampa del 6 gennaio, giudicata inadeguata per la mancanza di scuse formali.
Il sindaco ha scelto finora di non rilasciare dichiarazioni pubbliche, mentre l’inchiesta dovrà chiarire il perimetro delle sue responsabilità e l’effettivo livello di controllo esercitato su strutture considerate a rischio.
Le deposizioni dei coniugi Moretti: evacuazioni, materiali e gestione dell’emergenza
L’interrogatorio di Jessica Moretti, durato otto ore, e quello del marito Jacques hanno rappresentato il fulcro della prima fase processuale. Le loro versioni toccano aspetti tecnici e organizzativi decisivi: procedure di evacuazione mai simulate, presenza e impiego di buttafuori, funzionamento e controllo degli impianti di ventilazione, scelta dei materiali fonoassorbenti e antirumore, fino alla gestione degli estintori e della segnaletica di emergenza. Le dichiarazioni, spesso contrastate dai documenti dell’accusa, delineano un quadro di sicurezza basato più su prassi informali e percezioni soggettive che su protocolli codificati, certificati e verificati dalle autorità competenti.
Restano da accertare i tempi esatti di propagazione del fuoco, la dinamica dei fumi, le vie di fuga disponibili e la reale consapevolezza dei gestori sui rischi connessi ai materiali installati nel locale sotterraneo.
La testimonianza di Jessica Moretti su evacuazione e buttafuori
Jessica Moretti ha riferito, tra le lacrime, che nel locale non erano mai state effettuate prove di evacuazione perché “nessuno aveva mai detto di doverle fare”. Tale affermazione evidenzia un vuoto di formazione e supervisione su uno degli aspetti cardine della prevenzione: la capacità di svuotare rapidamente un ambiente affollato in caso di incendio.
Ha inoltre sostenuto che la sera di Capodanno fossero presenti “due buttafuori”, mentre gli atti dell’inchiesta mostrano il contratto di un solo addetto. Questo scarto potrebbe incidere sulla valutazione delle capacità di controllo degli accessi e di gestione del flusso di pubblico.
Rivolta alle famiglie, Moretti ha dichiarato: “Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio… la mia priorità era dare l’allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed è il mio riflesso”, rivendicando di aver agito principalmente per l’evacuazione.
Ventilazione, materiali infiammabili ed estintori secondo Jacques Moretti
Jacques Moretti ha spostato il focus sul sistema di controlli pubblici, sostenendo che l’impianto di ventilazione del Constellation non è mai stato controllato né dal Comune né dal Cantone. Una circostanza che, se confermata, porrebbe interrogativi sulla catena di responsabilità tecnica delle autorità.
Quanto alle misure antincendio, ha spiegato che gli estintori non furono utilizzati perché “tutti pensavano solo alla fuga” e che i cartelli erano fissati “con nastro biadesivo” ma tendevano a staccarsi al passaggio delle persone, segnalando una segnaletica non robusta in un ambiente ad alta frequentazione.
Sui materiali, ha ammesso la presenza di spugna antirumore e colla sul soffitto, ma ha raccontato di aver usato un cannello a fuoco per scurire il legno “anche tra una trave e l’altra dove c’era la schiuma” senza che nulla si incendiasse, a sostegno dell’idea che i rivestimenti non fossero facilmente infiammabili nelle condizioni da lui testate.
Sistema dei controlli, indagini italiane e nuove rivelazioni su sicurezza e minacce
Il processo ha messo a nudo anche criticità sistemiche nel sistema informatico di gestione dei controlli antincendio del Comune di Crans-Montana e del Cantone Vallese. In parallelo, la magistratura italiana ha aperto un fascicolo autonomo, disponendo sequestri probatori di telefoni per ricostruire la dinamica del rogo minuto per minuto. A ciò si aggiungono le rivelazioni del quotidiano francese Le Figaro su una presunta rinuncia, già nel 2015, all’installazione di schiuma ignifuga per motivi di bilancio, oltre al clima di forte ostilità che ha portato gli ordini degli avvocati di Vaud, Vallese e Ginevra a denunciare minacce e aggressioni nei confronti dei legali delle parti coinvolte. Il caso si configura ormai come banco di prova per l’intero sistema europeo delle tutele nei locali di intrattenimento.
I buchi nel sistema informatico VS-FIRE e le priorità mancate
Christophe Balet, responsabile della sicurezza del Comune, ha spiegato che la tragedia ha fatto emergere un “buco” nato nel 2023, quando il programma VS-FIRE, usato anche da vigili del fuoco e polizie municipali, è stato disattivato dopo un contenzioso con l’informatico incaricato, accusato di minacce di divulgazione di dati. La transizione a un nuovo sistema avrebbe generato ritardi e zone d’ombra nella gestione delle pratiche.
Secondo Balet, il Constellation “non risultava tra i locali con una non conformità aperta” e, non essendo una struttura ricettiva, non era classificato tra le priorità per i controlli di sicurezza. Questo criterio di priorità ha di fatto escluso il disco bar da verifiche più ravvicinate, pur trattandosi di un locale sotterraneo affollato, con caratteristiche che, in chiave di prevenzione moderna, avrebbero richiesto un’attenzione specifica.
La combinazione di problemi informatici, classificazioni discutibili e mancanza di controlli mirati è ora al centro della valutazione di responsabilità istituzionali.
Indagini italiane, mail del 2015 e clima di minaccia verso i legali
In Italia la Procura di Roma, con il pm Stefano Opilio, ha aperto un fascicolo per disastro colposo, omicidio plurimo colposo e lesioni aggravate, disponendo il sequestro probatorio dei telefoni dei sei ragazzi italiani deceduti e di altri giovani feriti. Il decreto evidenzia che le autorità svizzere non avrebbero sequestrato tali dispositivi, potenzialmente decisivi per immagini, video e chat sulla dinamica dei fatti.
Intanto Le Figaro ha rivelato una mail inviata alla polizia cantonale da un professionista che nel 2015 aveva lavorato all’arredamento de Le Constellation. Secondo il quotidiano, Jacques Moretti avrebbe rifiutato di installare schiuma ignifuga “per questioni di bilancio”, e il bar “non avrebbe potuto rispettare gli standard di sicurezza antincendio”. L’uomo, che parla di irregolarità di sicurezza, non sarebbe mai stato sentito dai magistrati.
Parallelamente, i presidenti degli ordini degli avvocati di Vaud, Vallese e Ginevra hanno denunciato minacce verbali e fisiche ai difensori delle parti, ricordando che gli avvocati non devono essere identificati con le cause dei loro clienti e chiedendo che il procedimento si svolga in un clima di rispetto e serenità istituzionale.
FAQ
Qual è il contesto della strage di Capodanno al Constellation di Crans-Montana?
Il rogo nel locale Le Constellation a Crans-Montana ha causato 41 morti tra giovani e giovanissimi. Il processo mira a chiarire responsabilità dei gestori, del Comune e del Cantone in materia di sicurezza antincendio, controlli e gestione dell’emergenza.
Perché Jessica Moretti è al centro delle contestazioni sulle misure di sicurezza?
Jessica Moretti ha ammesso che non furono mai eseguite prove di evacuazione perché nessuno le aveva richieste. Ha inoltre fornito versioni divergenti sul numero di buttafuori presenti, punto chiave per valutare la gestione del pubblico e dell’evacuazione.
Cosa sostiene Jacques Moretti su ventilazione ed estintori del locale?
Jacques Moretti afferma che l’impianto di ventilazione non fu mai controllato da Comune e Cantone. Sugli estintori sostiene che nessuno li usò perché tutti cercavano di fuggire, e che la segnaletica era fissata in modo poco robusto, staccandosi al passaggio della gente.
Quali lacune emergono dal sistema informatico di controllo VS-FIRE?
Secondo Christophe Balet, il programma VS-FIRE fu disattivato nel 2023 per un contenzioso con l’informatico incaricato, causando ritardi e “buchi” nei controlli. Il Constellation non risultava con non conformità aperte e non era considerato una priorità di ispezione.
Perché la Procura di Roma ha sequestrato i telefoni delle vittime italiane?
Il pm Stefano Opilio ritiene che foto, video e chat sui telefoni dei giovani italiani possano documentare con precisione dinamica, tempi e circostanze del rogo. Il decreto segnala che la Svizzera non avrebbe effettuato analoghi sequestri.
Cosa rivela l’inchiesta di Le Figaro sulla sicurezza del Constellation nel 2015?
Le Figaro riporta che un professionista, autore di lavori nel 2015, avrebbe segnalato che Moretti rifiutò schiuma ignifuga per motivi di bilancio e che il bar non poteva rispettare gli standard antincendio. La sua testimonianza, ritenuta cruciale, non sarebbe stata ancora raccolta in sede giudiziaria.
Perché gli ordini degli avvocati svizzeri parlano di minacce ai legali?
I presidenti degli ordini di Vaud, Vallese e Ginevra denunciano minacce verbali e fisiche ai difensori delle parti, affermando che ciò compromette il diritto alla difesa e chiedendo che il processo si svolga in un clima di maggiore tutela degli operatori della giustizia.
Qual è la fonte principale delle informazioni riportate su processo e indagini?
Le informazioni ricostruite si basano sull’articolo originale pubblicato da Rainews, integrato con i riferimenti all’inchiesta del quotidiano francese Le Figaro relativi ai lavori eseguiti nel 2015 nel locale Le Constellation.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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