Cosa sono e come funzionano le ICO, IEO e STO per la raccolta finanziaria

30 Gennaio 2020

Un esaustivo articolo per spiegare in maniera semplice ma completa al grande pubblico interessato al mondo delle Cryptovalute con quali modalità si finanzia un progetto basato sull’utilizzo della Blockchain attraverso la raccolta pubblica di denaro in cambio di Token Utility, Payment e Security come previsto dalle normative finanziare e legali vigenti.

Le ico

All’inizio furono le ICO le Initial Coin Offering, che nel 2017 finanziarono progetti per l’esorbitante cifra di $6,226,689,449[1], per poi crollare a fine 2018.

Questo fallimento è dovuto ad una serie di fattori, sia endogeni che esogeni. Fra i fattori endogeni la parte del leone è sicuramente dell’altissimo numero di truffe che si nascondevano dietro le ICO stesse e che quindi hanno minato alle fondamenta la fiducia, che in un rapporto d’investimento è fondamentale.

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Fra i fattori esogeni v’è anche il crollo del valore del Bitcoin, che da Dicembre 2017 a  Febbraio 2018 è passato dal valore di 17,000 € a 7,000€ .

In poche parole è stata la “tempesta perfetta”, inoltre negli anni a seguire c’è anche stato uno sforzo istituzionale di regolamentare la materia, sia negli Stati Uniti da parte della SEC, sia in Europa da parte dell’ESMA, anche in Italia vi sono state più pronunce della CONSOB su questo argomento.

Però a causa della perdita di fiducia e d’interesse che certamente hanno intaccato sia il lato dell’offerta che il lato della domanda, nel senso che sovente queste venivano viste semplicemente come un qualsiasi modo per fare cassa e sparire cosa che è divenuta più difficile sia per il già citato interessamento delle Autorità Regolamentatrici, sia perché ai tempi a causa del crollo del Bitcoin, si parlava addirittura di fine delle cripto.

Da parte della domanda le continue truffe  hanno ovviamente allontanato un numero alto di soggetti privati che volevano investire in cripto. Conseguentemente le  ICO hanno perso molto del potenziale che si attribuiva loro fino ad un paio di anni fa, cadendo quasi nel tutto nel dimenticatoio.

Le IEOs

Il continuo clima crescente di sfiducia e sospetto verso le ICOs ha prodotto l’emergere di un nuovo tipo di raccolta di finanziamenti, le cosiddette IEO acronimo che sta per Initial Exchange Offering.

La differenza maggiore con le ICOs risiede nella questione è nella maggiore intermediazione dovuta dall’intervento di un Exchange, dove prima v’era un rapporto diretto fra l’offerente e l’eventuale finanziatore.

Questo inserimento di un “mediatore” è visto come il modo più diretto per intervenire sul deficit di fiducia che nel frattempo aveva duramente colpito le ICOs.

Gli Exchange in questo caso hanno il ruolo non solo di fare da piattaforma, ma anche quello di garante riguardo la sicurezza degli scambi e il ruolo di controllare le “credenziali” dell’offerente prima che questi possa pubblicare un’offerta.

Ovviamente questo non è fatto gratuitamente ed infatti è chiesta una fee che è basata su quanto un Exchange sia conosciuto e quindi sul bacino d’utenza che può essere raggiunto.

Però questo metodo per quanto riguardi il mondo delle criptovalute si ritrova a tradire ciò che è la caratteristica principale delle criptovalute, o meglio, del Bitcoin: la decentralizzazione ed eliminazione di intermediari.

Non può esservi decentralizzazione se viene introdotto un intermediario che seleziona le varie offerte e che propone dei costi propri. In poche parole, c’è una riproduzione in versione “cripto” del mercato finanziario dove questi Exchange ricoprono il ruolo di Autorità di controllo, solo che a differenza della CONSOB questi non sono autonomi rispetto al mercato stesso.

Le STOs

Questa sigla sta invece per Securities Token Offerings e designa un ulteriore passo avanti rispetto alla regolamentazione e affidabilità nelle richieste di finanziamenti in ambito cripto.

Infatti l’utilizzo del termine Securities non è utilizzato per caso in quanto queste aderiscono a tutti i dettami della Security and Exchange Commission (SEC, l’equivalente statunitense della CONSOB) e ciò implica l’adesione agli standard ed il rispetto delle leggi regolanti le securities.

Quindi la percezione di affidabilità è indiscutibilmente ben maggiore rispetto alle IEOs e alle ICOs. Ma questi requisiti non valgono solo oltreoceano ma bensì devono anche essere rispettati in Europa.

Ma esattamente, cosa viene distribuito con questi token? Parti di proprietà del progetto che si finanzia e non solo i meri risultati di mercato che il prodotto dovrebbe raggiungere una volta lanciato.

È ovvio che si tratta di un importante balzo in avanti per quanto riguarda i progetti che utilizzano la blockchain nelle sue diverse declinazioni in quanto, tramite le STOs sono praticamente parificate alle normali azioni e obbligazioni che si trattano nei mercati finanziari OTC  e non.

Ciò si vede anche dai dati di utilizzo di queste Offerte di Token Securities le quali hanno superato le antesignane ICOs in quanto intervengono in maniera estremamente decisa sui punti deboli di queste, tali dati dicono che sono aumentate del 130% nei primo trimestre del 2019.

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Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭

Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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