Corte Costituzionale albanese annulla il divieto di TikTok e riafferma la tutela dei diritti digitali

Albania, stop definitivo al ban di TikTok: cosa ha deciso la Corte
La Corte Costituzionale albanese ha dichiarato illegittimo il divieto di un anno imposto dal governo alla piattaforma TikTok, ritenendolo contrario alla libertà di espressione e di stampa. Il blocco, introdotto in Albania nel dicembre 2024 dopo la morte di un adolescente vittima di bullismo online, era scaduto il 5 febbraio 2026. La decisione dei giudici, arrivata su ricorso dell’Associazione dei Giornalisti Albanesi (AGSH) e della Balkan Investigative Reporting Network (BIRN), sancisce che l’esecutivo non ha dimostrato la necessità di un oscuramento totale della piattaforma. La pronuncia, di fatto retroattiva, assume rilievo non solo per la politica interna albanese ma anche come precedente giuridico per futuri interventi sui social media in Europa sud-orientale e oltre.
In sintesi:
- Corte Costituzionale albanese dichiara incostituzionale il blocco governativo di TikTok durato un anno.
- Il governo non ha provato che il ban fosse l’unico strumento necessario per tutelare i minori.
- AGSH e BIRN avevano denunciato violazioni della libertà di stampa e informazione nel Paese.
- Sentenza retroattiva ma con forte valore di principio per futuri interventi sui social.
Come nasce il divieto e perché la Corte lo ha bocciato
Il governo albanese aveva introdotto il blocco di TikTok nel dicembre 2024, dopo il caso di un adolescente morto in seguito a episodi di bullismo online. A ridosso delle elezioni parlamentari, l’opposizione aveva accusato l’esecutivo di sfruttare l’emotività pubblica per ridurre gli spazi di dissenso digitale. TikTok aveva precisato che l’episodio non era avvenuto sulla propria piattaforma, sollevando dubbi sulla proporzionalità del provvedimento.
Nella propria motivazione, la Corte Costituzionale rileva che il governo non ha sufficientemente valutato le conseguenze di un blocco totale dell’app e non ha “dimostrato in modo convincente che il blocco generale della piattaforma costituisce l’unico mezzo efficace e necessario per raggiungere l’obiettivo prefissato”. I giudici hanno inoltre chiarito che la misura ha inciso in modo diretto e ingiustificato sulla libertà di espressione dei cittadini e sulla libertà di stampa, ostacolando le attività di informazione e di inchiesta giornalistica veicolate attraverso TikTok.
Il ricorso era stato presentato nel marzo 2025 da AGSH e BIRN, che avevano documentato l’impatto del ban sulla distribuzione delle notizie, in particolare tra i giovani utenti che usano i social come principale canale informativo.
Un precedente che peserà sulle future regole per i social
Il blocco di TikTok in Albania è formalmente terminato il 5 febbraio 2026, quando il governo ha scelto di non rinnovare il provvedimento citando i “meccanismi di sicurezza” introdotti dalla piattaforma. La sentenza della Corte Costituzionale albanese, pur intervenendo ex post, diventa però un importante argine giuridico contro futuri oscuramenti generalizzati dei social network.
Il messaggio ai governi della regione è chiaro: eventuali restrizioni dovranno essere mirate, temporanee, basate su prove puntuali e soggette a rigoroso scrutinio di proporzionalità. Per le grandi piattaforme, il caso albanese conferma la necessità di rafforzare trasparenza, sistemi di moderazione e tutela dei minori, per ridurre il rischio di interventi normativi emergenziali e potenzialmente lesivi dei diritti fondamentali.
FAQ
Perché la Corte Costituzionale albanese ha bocciato il ban su TikTok?
La Corte ha affermato che il governo non ha dimostrato che un blocco totale fosse necessario e proporzionato, rilevando violazioni della libertà di espressione e della libertà di stampa garantite dalla Costituzione albanese.
Il divieto di TikTok in Albania è ancora in vigore oggi?
No, il divieto è scaduto il 5 febbraio 2026 e non è stato rinnovato. La sentenza costituzionale interviene retroattivamente, rafforzando la tutela dei diritti per i futuri casi simili.
Chi ha presentato il ricorso contro il blocco di TikTok in Albania?
Il ricorso è stato presentato dall’Associazione dei Giornalisti Albanesi (AGSH) e dalla Balkan Investigative Reporting Network (BIRN), che denunciavano un impatto diretto sulla libertà di informazione nel Paese.
La decisione albanese può influenzare altri Paesi europei sui social media?
Sì, la sentenza costituisce un precedente regionale importante: rafforza l’idea che eventuali restrizioni ai social debbano essere mirate, temporanee e giustificate da prove rigorose, non da motivazioni politiche o generiche.
Quali sono le fonti utilizzate per questa analisi sulla decisione albanese?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle informazioni diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione secondo criteri giornalistici indipendenti.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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