Corona svela il patto silenzioso Mediaset sul caso Signorini

Indice dei Contenuti:
Caso Signorini e i segreti di Mediaset. Corona spiega perché l’azienda non può prendere posizione
Nuove rivelazioni sul sistema televisivo
Fabrizio Corona torna al centro dell’attenzione con una nuova puntata di Falsissimo, pubblicata online il 26 gennaio e capace di raccogliere milioni di visualizzazioni in poche ore. L’ex “re dei paparazzi” sostiene di non voler interrompere la sua indagine pubblica sui rapporti di potere interni a Mediaset, nonostante lo stop chiesto ai giudici dagli avvocati di Alfonso Signorini per bloccare la diffusione del format.
Al centro del racconto c’è il presunto ruolo del conduttore nel delicato equilibrio tra tv commerciale, informazione di costume e gestione delle crisi reputazionali. Secondo Corona, la vicenda legata al caso di Antonio Medugno e al Grande Fratello Vip avrebbe potuto innescare conseguenze molto più pesanti, ma il nodo principale non sarebbe il singolo scandalo, bensì il patrimonio di informazioni sensibili accumulato nel tempo dal presentatore.
Corona descrive un quadro in cui chi possiede dossier, confidenze private e retroscena su dirigenti, star e imprenditori, diventa di fatto un soggetto difficilmente attaccabile. In quest’ottica, la mancata presa di posizione netta dell’azienda nei confronti del volto di punta dell’infotainment notturno non sarebbe una semplice scelta di prudenza, ma il risultato di un equilibrio di potere fondato su segreti incrociati e timore di ritorsioni mediatiche.
Rapporti con i vertici e “segreti del potere”
Nella sua ricostruzione, Corona collega l’ascesa professionale di Signorini al rafforzamento dei legami con l’area più influente del sistema televisivo e editoriale legato alla famiglia Berlusconi. Da direttore di Chi a opinionista fisso di Verissimo a partire dal 2006-2007, il giornalista avrebbe progressivamente guadagnato accesso a confidenze delicate, vite private di personaggi chiave e dinamiche interne non destinate al pubblico.
Corona sostiene che il conduttore sarebbe uno dei pochissimi frequentatori abituali dell’abitazione di Marina Berlusconi, circostanza che, nella sua narrazione, lo porrebbe come interlocutore privilegiato di Pier Silvio Berlusconi e dell’intero gruppo di Cologno Monzese. A suo dire, in questo circuito di fiducia si sarebbero sedimentati “segreti gravissimi”, legati a gusti personali, scelte di vita e orientamenti privati di figure apicali.
Secondo questa tesi, la forza reale del conduttore non risiederebbe solo negli ascolti, ma nella capacità di condizionare il racconto pubblico su manager e protagonisti dell’azienda e del gruppo editoriale. Se un personaggio mediatico custodisce informazioni potenzialmente esplosive sui vertici di un colosso televisivo, l’ipotesi di una rottura frontale diventerebbe, sempre secondo Corona, un rischio non solo reputazionale, ma strutturale per il brand e per la tenuta interna del sistema.
Codice etico, comunicati ufficiali e limiti di Mediaset
Il punto più delicato delle accuse di Corona riguarda l’applicazione del codice etico di Mediaset. A suo dire, il conduttore avrebbe utilizzato la propria influenza sui media e sul settimanale di cui è direttore per far ritirare “centinaia di servizi” sgraditi a chi detiene il potere, creando un circuito di protezione reciproca tra informazione e management.
Corona sostiene che le accuse a carico di Signorini avrebbero potuto portare a un allontanamento immediato, ma questo non sarebbe avvenuto perché il conduttore “avrebbe in mano” dettagli su aspetti riservati della vita dei figli di Silvio Berlusconi, non marginali ma centrali per l’immagine pubblica e privata dell’intero gruppo. In questo contesto viene letto il comunicato diffuso dall’azienda il 29 dicembre: un testo che, secondo la sua interpretazione, mostra una linea di cauta tutela del volto televisivo, in attesa di chiarire gli sviluppi giudiziari.
Il giorno successivo, riferisce Corona, il conduttore risulta formalmente indagato, ma la struttura del messaggio istituzionale non muta in modo drastico. Questo passaggio, nella sua narrazione, dimostrerebbe l’impossibilità per il broadcaster di schierarsi apertamente contro una figura in grado di influenzare, dall’interno e dall’esterno, la narrazione su chi comanda davvero. L’equilibrio tra legalità formale, esigenze di immagine, interessi economici e gestione dei dossier privati diventa così il vero terreno di scontro.
FAQ
D: Chi è Fabrizio Corona in questa vicenda?
R: È l’ex fotografo dei vip che, attraverso il format online Falsissimo, divulga ricostruzioni critiche sul sistema televisivo e sui rapporti di potere legati a Mediaset e ad alcuni suoi volti di punta.
D: Perché Mediaset, secondo Corona, non potrebbe esporsi contro Alfonso Signorini?
R: Perché il conduttore disporrebbe di informazioni riservate sui vertici aziendali e sulla famiglia Berlusconi, tali da rendere rischioso uno scontro aperto sul piano pubblico e mediatico.
D: Che ruolo ha avuto il Grande Fratello Vip in questo caso?
R: La gestione del caso legato ad Antonio Medugno e ad altri concorrenti del reality viene indicata da Corona come un esempio del presunto “sistema” costruito attorno al conduttore.
D: Cosa sostiene Corona riguardo ai segreti del potere?
R: Afferma che esisterebbero dossier e confidenze su gusti personali, orientamenti e scelte di vita di figure chiave, che renderebbero vulnerabile l’azienda se fossero resi pubblici.
D: Qual è il legame tra Signorini e la famiglia Berlusconi?
R: Secondo Corona, il giornalista avrebbe costruito rapporti di forte fiducia con Marina e Pier Silvio Berlusconi, anche grazie al ruolo di direttore del settimanale Chi e di opinionista in programmi di punta.
D: In che modo entra in gioco il codice etico di Mediaset?
R: Corona sostiene che ci sarebbero state condotte in contrasto con il codice etico, ma che la reazione aziendale sarebbe stata attenuata proprio dal peso dei segreti custoditi dal conduttore.
D: Cosa si dice sul comunicato ufficiale diffuso dall’azienda?
R: La nota diffusa da Mediaset a fine dicembre viene letta come un testo di sostegno prudente, che annuncia le dimissioni in attesa degli sviluppi giudiziari, senza però rompere con il volto televisivo.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria di queste rivelazioni?
R: Le dichiarazioni richiamate provengono dall’intervista-video e dal racconto di Fabrizio Corona ripresi e sintetizzati da testate online di spettacolo come DiLei, che hanno riportato e contestualizzato le sue accuse.




