Corona sfida davanti al Parlamento e annuncia un clamoroso colpo di scena

Indice dei Contenuti:
Il nuovo fronte dello scontro
Il provvedimento d’urgenza del giudice Roberto Pertile ha imposto a Fabrizio Corona il blocco di ogni contenuto ritenuto potenzialmente diffamatorio nei confronti di Alfonso Signorini e della famiglia Berlusconi, compresa la sospensione degli episodi 19 e 20 di “Falsissimo”. Secondo l’ordinanza, le immagini intime e le chat diffuse non basterebbero a dimostrare l’esistenza di un presunto “sistema” fondato su ricatti legati alla partecipazione a programmi televisivi.
Corona ha definito la decisione una “sentenza da Settecento”, accusando la magistratura di schierarsi “dalla parte del potere” e sostenendo che il provvedimento tuteli un “potente” a scapito del diritto di critica e di inchiesta. L’ex agente dei vip ha ricordato che il materiale citato sarebbe già al centro di un fascicolo aperto presso la Procura di Milano, dove Signorini risulta indagato per ipotesi di violenza ed estorsione.
Pur parlando di “atto pericoloso per giornalisti e cittadini”, Corona, su indicazione del proprio legale, ha annunciato l’adeguamento formale: rimozione degli episodi, oscuramento dei reel legati alle puntate contestate – oltre 100 milioni di visualizzazioni complessive – e rispetto dell’ordine di non pubblicare nuovo materiale riferito al cosiddetto “sistema Signorini”. Parallelamente è stato già annunciato un ricorso in appello contro il provvedimento cautelare.
Strategia mediatica e cambio di bersaglio
Nella nuova puntata di “Falsissimo”, l’episodio 21, Corona ha dichiarato che non mostrerà più chat, foto e video delle figure direttamente coinvolte, tra cui i nomi di Piscopo e Medugno, che a suo dire avrebbero corroborato la tesi di un ricatto. L’attenzione verrà spostata dalla persona di Signorini al presunto “sistema Mediaset”, in un quadro narrativo che punta a un livello più strutturale del conflitto mediatico-giudiziario.
Corona, che nei mesi scorsi ha portato il caso in piazze, discoteche e serate pubbliche, rifiuta qualsiasi ipotesi di accordo extragiudiziale, ribadendo che la sua inchiesta proseguirà anche in forme alternative alla diffusione online. Il materiale non più pubblicabile sarà, ha spiegato, consegnato al pubblico ministero Gobbis, titolare dell’indagine milanese su Signorini, per consentire approfondimenti e verifiche probatorie in sede penale.
La mossa risponde a una duplice logica: da un lato mostrare adesione formale all’ordinanza del giudice, dall’altro alimentare l’idea di una battaglia di principio sulla libertà di stampa e sul ruolo del giornalismo investigativo in ambito di spettacolo e potere televisivo.
La minaccia del palco romano
Nel suo sfogo sui social, Corona ha annunciato che, in caso di sconfitta in appello, porterà lo scontro “fuori dalle aule di giustizia” e si sposterà fisicamente a Roma, davanti al Parlamento. L’idea è quella di allestire un palco con ledwall per proiettare pubblicamente l’ultima parte dell’inchiesta, inclusi i documenti oggi oscurati dal provvedimento cautelare. Un’azione che mira a trasformare un contenzioso giudiziario in un caso politico-mediatico nazionale.
Corona sostiene che, se il principio sancito dall’ordinanza dovesse consolidarsi, l’Italia rischierebbe di “non essere più una democrazia”, ma di scivolare verso una “dittatura” in cui viene mutilato il diritto del cittadino – non solo del giornalista – a esprimere critiche verso figure pubbliche. Nella sua narrativa, il provvedimento non proteggerebbe la reputazione di Signorini, ma sancirebbe un limite sistemico alla possibilità di indagine sui vertici del sistema televisivo.
Il fronte legale resta aperto: oltre al ricorso, i prossimi passaggi chiave passeranno dall’eventuale utilizzo del materiale da parte della Procura di Milano e dall’interpretazione, in sede collegiale, del confine tra diritto di cronaca, spettacolarizzazione del privato e tutela dell’onore delle persone coinvolte.
FAQ
D: Perché gli episodi 19 e 20 di “Falsissimo” non sono più visibili?
R: Sono stati rimossi da Corona in esecuzione del provvedimento d’urgenza del giudice Roberto Pertile, che ne ha ordinato il blocco cautelare.
D: Qual è il ruolo di Alfonso Signorini in questa vicenda?
R: Signorini è la persona che si ritiene danneggiata dai contenuti di “Falsissimo” e ha agito tramite i propri legali per ottenere il blocco delle pubblicazioni considerate diffamatorie.
D: Di cosa parla l’indagine della Procura di Milano su Signorini?
R: Secondo quanto riferito da Corona, l’inchiesta riguarda ipotesi di violenza ed estorsione, ma sarà la magistratura a stabilire se esistano elementi concreti a supporto delle accuse.
D: Corona è considerato giornalista agli effetti di legge?
R: Nel provvedimento il giudice contesta a Corona il diritto di critica come se fosse giornalista; lui rivendica invece il diritto di ogni cittadino a esprimere opinioni su figure pubbliche.
D: Cosa prevede la minacciata iniziativa davanti al Parlamento?
R: In caso di esito negativo dell’appello, Corona annuncia un evento pubblico a Roma, con un palco e un ledwall per mostrare il materiale oggi sotto vincolo giudiziario.
D: Perché Corona parla di rischio per la democrazia?
R: Ritiene che il blocco di contenuti legati a un’inchiesta sul potere televisivo possa creare un precedente capace di limitare libertà di stampa e critica.
D: Il materiale rimosso andrà perso?
R: No, Corona afferma che sarà messo a disposizione del pm Gobbis della Procura di Milano per le valutazioni investigative.
D: Qual è la fonte giornalistica principale citata in questa vicenda?
R: La ricostruzione e le dichiarazioni di Corona sono state diffuse e approfondite dal sito di informazione online Biccy.it, che ha seguito passo passo il contenzioso con Signorini.




