Corona rischia davvero il carcere La mossa a sorpresa del suo avvocato

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Falsissimo e il veto del Tribunale, parla l’avvocato di Fabrizio Corona: “L’arresto è impossibile”
Nuove ombre sul caso televisivo
La messa in onda della nuova puntata del programma Falsissimo, nonostante il veto del Tribunale di Milano, ha riacceso il dibattito sul ruolo di Fabrizio Corona e sulle possibili conseguenze penali. Al centro della vicenda c’è il legale di Corona, l’avvocato Ivano Chiesa, che ha scelto di chiarire la propria posizione prendendo le distanze editoriali dal format e dai suoi contenuti.
In un’intervista rilasciata a Fanpage, il difensore ha puntualizzato di non partecipare alla progettazione del programma e di non aver concordato le dichiarazioni rese in puntata. Il suo unico indirizzo al cliente, spiega, è stato quello di evitare contenuti diffamatori e di non insistere ulteriormente sul nome del conduttore televisivo coinvolto nel caso.
Chiesa ha ammesso di non aver ancora visionato integralmente la trasmissione, sottolineando però di essersi affidato al giudizio di Corona, ritenendo che quest’ultimo conosca bene i limiti fissati dal provvedimento giudiziario. Secondo il legale, se davvero ci fosse stata la volontà di violare l’ordine del giudice, il contenuto diffuso sarebbe stato molto più spinto e comprensivo di materiali sensibili originariamente predisposti.
Nessun allarme su arresti e misure cautelari
Dal punto di vista strettamente giuridico, l’avvocato Ivano Chiesa esclude categoricamente lo scenario di un arresto nei confronti di Fabrizio Corona collegato alla vicenda mediatica. La difesa richiama l’attenzione sul possibile inquadramento penale: l’eventuale reato configurabile sarebbe quello previsto dall’articolo 388 del Codice penale, che sanziona la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice con una pena compresa tra sei mesi e tre anni di reclusione.
Proprio questo limite edittale, precisa il legale, rende giuridicamente impossibile l’applicazione di misure cautelari personali di tipo detentivo, poiché il codice di procedura penale prevede la soglia minima di cinque anni di pena massima per consentire l’arresto in via preventiva, salvo ipotesi particolari non ricorrenti nel caso in esame. Da qui la netta presa di posizione: nessun rischio concreto di carcere nell’immediato.
Chiesa non esclude, tuttavia, l’apertura di nuovi fascicoli o la contestazione di ulteriori ipotesi diffamatorie, rilevando che ogni eventuale decisione del Tribunale di Milano sarà affrontata in giudizio senza allarmismi. Il legale parla di “reazioni processuali” ordinarie e di una strategia difensiva già pronta a contestare sia la sussistenza dei reati sia la portata delle misure civili e penali eventualmente richieste.
Ricorso, tempi rapidi e scenari futuri
L’avvocato Ivano Chiesa annuncia l’intenzione di impugnare il provvedimento che ha limitato la diffusione di materiali riguardanti il noto conduttore televisivo, confidando in tempi relativamente brevi per la decisione sul ricorso. La strategia difensiva punta a ridiscutere il perimetro del divieto, contestando sia la qualificazione dei contenuti come diffamatori sia l’ampiezza delle restrizioni alla pubblicazione.
Un punto cruciale riguarda il corposo archivio di immagini, chat, mail e interviste che non sono state mandate in onda, proprio per rispettare – secondo la difesa – i paletti fissati dal giudice. Chiesa lascia intendere che quel materiale, al momento congelato, potrebbe vedere la luce se l’impugnazione dovesse essere accolta, aprendo a nuovi capitoli mediatici e giudiziari.
Il caso legato al conduttore e alle rivelazioni di Fabrizio Corona appare quindi tutt’altro che definito: si muove su un crinale delicato in cui libertà di espressione, tutela della reputazione e rispetto delle decisioni del Tribunale di Milano si intrecciano, con ricadute sull’informazione televisiva e sull’ecosistema digitale in cui i contenuti vengono rilanciati e amplificati.
FAQ
D: Chi è il legale che assiste Fabrizio Corona in questa vicenda?
R: Il difensore è l’avvocato Ivano Chiesa, penalista milanese con lunga esperienza nei processi mediatici di rilievo.
D: Qual è il reato eventualmente contestabile per la nuova puntata del programma?
R: La fattispecie ipotizzata dal legale è quella dell’articolo 388 del Codice penale, relativa alla mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.
D: Perché l’avvocato esclude il rischio di arresto per Fabrizio Corona?
R: Perché la pena massima prevista dall’articolo 388 è di tre anni, inferiore alla soglia di cinque anni necessaria per misure cautelari detentive ordinarie.
D: L’avvocato partecipa alle scelte editoriali del programma?
R: No, Ivano Chiesa ha chiarito di non avere alcun ruolo editoriale e di non decidere i contenuti della trasmissione.
D: Il legale era a conoscenza di tutto ciò che sarebbe andato in onda?
R: Ha spiegato di non aver visionato l’intera puntata, affidandosi al giudizio di Fabrizio Corona sui limiti da rispettare.
D: Sono possibili nuovi procedimenti per diffamazione?
R: Sì, l’avvocato non li esclude, ma ribadisce che eventuali accuse saranno affrontate in sede giudiziaria, senza timori particolari.
D: Cosa potrebbe accadere al materiale non trasmesso?
R: In caso di accoglimento del ricorso, la difesa ritiene probabile la futura pubblicazione di immagini, chat e documenti oggi non diffusi.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha raccolto le dichiarazioni dell’avvocato?
R: Le affermazioni di Ivano Chiesa sul caso sono state riportate in un’intervista pubblicata da Fanpage.




