Corona riappare sui social mentre Mediaset avanza maxi richiesta milionaria

Nuovo profilo social e strategia comunicativa dell’ex paparazzo
Il riemergere di un profilo Instagram ricollegabile all’ex paparazzo riapre il fronte digitale di una battaglia giudiziaria e mediatica ad altissima tensione, con possibili ricadute su privacy, diritto di cronaca e moderazione dei contenuti online.
Tentativi di rientro sui social e rimozioni ripetute
Il nuovo account, creato dopo la rimozione degli storici profili da parte dei colossi del web, registra una crescita rapida di follower nonostante i pochi contenuti. Il messaggio «ci hanno buttato a terra anche questo! Ma non ci ferma nessuno» segnala la volontà di sfida verso le piattaforme.
Secondo fonti vicine ai gestori, ogni tentativo di rientro viene monitorato e può essere rapidamente oscurato in base a segnalazioni e violazioni pregresse. Il caso diventa test cruciale per l’applicazione delle policy su hate speech, diffamazione e contenuti lesivi dell’onore di terzi.
Il ruolo del format online e i contenuti rimossi
Il canale YouTube legato al format Falsissimo risulta oggi svuotato, con i video rimossi dopo ripetuti attacchi contro Alfonso Signorini, il gruppo di Cologno Monzese, la famiglia Berlusconi e diversi conduttori di punta.
La cancellazione di quei contenuti riduce la prova pubblica delle dichiarazioni contestate, ma non incide sui procedimenti già avviati, poiché copie e trascrizioni sono state acquisite dagli avvocati e dagli inquirenti come potenziale materiale probatorio.
La maxi causa civile da 160 milioni e i protagonisti
Il gruppo televisivo guidato dai Berlusconi ha promosso un’azione civile di dimensioni eccezionali contro l’ex paparazzo, contestando una presunta «campagna di odio» caratterizzata da «violenza verbale inaudita» e chiedendo un maxi risarcimento.
I soggetti che chiedono il risarcimento danni
La causa collettiva coinvolge il gruppo Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi, oltre a volti noti come Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui.
La richiesta complessiva di 160 milioni di euro punta a valorizzare il danno all’immagine, alla reputazione personale e professionale, nonché l’eco mediatica degli attacchi, amplificata dall’esposizione dei social e dal forte tasso di viralità dei contenuti diffamatori.
I criteri giuridici dietro alla cifra record
La quantificazione del danno tiene conto del prestigio dei singoli soggetti lesi, dell’audience televisiva coinvolta e dell’effetto moltiplicatore delle piattaforme digitali. Gli atti richiamano la sistematicità degli attacchi e il linguaggio ritenuto aggressivo.
Per i giudici civili sarà centrale distinguere tra critica, diritto di satira e diffamazione, valutando caso per caso gravità delle espressioni, contesto, continuità delle condotte e impatto economico effettivo sulle attività dei volti di punta del gruppo.
I filoni d’indagine della Procura di Milano
Alla dimensione civile si affianca una complessa rete di procedimenti penali aperti dalla Procura di Milano, che sta integrando le denunce del gruppo televisivo con nuove segnalazioni raccolte quasi quotidianamente.
Le contestazioni verso l’ex re dei paparazzi
L’ex paparazzo risulta indagato, tra l’altro, per revenge porn, diffamazione e ricettazione, ipotesi che riguardano gestione e diffusione di materiale sensibile, oltre alla pubblicazione di accuse pesanti verso personaggi pubblici.
Gli inquirenti analizzano flussi di chat, archivi digitali, backup e dispositivi sequestrati per ricostruire la catena di acquisizione dei contenuti e verificare eventuali condotte estorsive o violazioni della privacy di terzi coinvolti nei servizi pubblicati online.
Il procedimento che coinvolge Alfonso Signorini
Tra i filoni più delicati figura quello che riguarda l’ormai autosospeso conduttore del Grande Fratello Vip, Alfonso Signorini, per il quale si ipotizzano violenza sessuale ed estorsione, accuse su cui gli inquirenti mantengono massimo riserbo.
La posizione dell’ex paparazzo, da accusatore a sua volta indagato, complica il quadro istruttorio. I magistrati dovranno valutare l’attendibilità delle dichiarazioni, l’origine delle prove e gli eventuali intrecci tra interessi mediatici, rapporti personali e strategie difensive contrapposte.
FAQ
Perché i profili social dell’ex paparazzo vengono rimossi
Le piattaforme applicano policy su hate speech, diffamazione e violazioni della privacy. Segnalazioni ripetute e precedenti bannano più facilmente nuovi account riconducibili allo stesso soggetto.
Cosa prevede la maxi causa civile da 160 milioni
La causa chiede un risarcimento per danni all’immagine e alla reputazione di gruppo Mediaset, famiglia Berlusconi e conduttori coinvolti, attribuendo agli attacchi un impatto economico e morale rilevantissimo.
Che differenza c’è tra critica e diffamazione in casi simili
La critica è lecita se basata su fatti veri e linguaggio proporzionato; la diffamazione nasce quando si usano espressioni gravemente lesive, false o inutilmente umilianti, senza reale interesse pubblico.
Qual è il ruolo della Procura di Milano nelle indagini
La Procura di Milano coordina più filoni: revenge porn, diffamazione, ricettazione e ipotesi di estorsione, acquisendo materiale digitale e testimonianze per ricostruire condotte e responsabilità.
Cosa rischiano le persone coinvolte sul piano penale
Le pene vanno dalle multe alla reclusione, a seconda del reato contestato. Per ipotesi come revenge porn ed estorsione le sanzioni possono essere particolarmente severe se confermate in giudizio.
Qual è la principale fonte delle informazioni su questa vicenda
Le notizie derivano da atti depositati, iniziative legali del gruppo guidato dai Berlusconi e ricostruzioni giornalistiche accreditate che seguono i procedimenti presso la Procura di Milano.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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