Constellation mistero in sala, quelle strane schiume che piovevano dal soffitto

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Al Constellation le schiume si staccavano dal soffitto
Il caso del locale e le immagini dal soffitto
Nel cuore di Roma, il locale Al Constellation è finito al centro di un caso che ha catalizzato l’attenzione di stampa e autorità, dopo che porzioni di schiuma fonoassorbente si sono improvvisamente staccate dal soffitto durante l’afflusso serale della clientela. Le immagini circolate sui social mostrano frammenti di materiale che cadono su tavoli e bancone, mentre il personale tenta di mettere in sicurezza l’area interessata. Il locale, molto frequentato da giovani professionisti e turisti, è noto per eventi serali e concerti live, con un’intensa programmazione settimanale.
Secondo le prime ricostruzioni, la struttura in schiuma era stata installata per migliorare l’acustica e ridurre l’impatto sonoro sul quartiere, in linea con le prescrizioni comunali sulla tutela della quiete pubblica. La caduta del materiale, che non ha provocato feriti gravi ma ha generato forte allarme tra i presenti, ha aperto un interrogativo sulle modalità di posa, sulla qualità dei materiali utilizzati e sui controlli effettuati negli ultimi anni. Sul posto sono intervenuti tecnici del Comune, Vigili del Fuoco e la polizia amministrativa, che hanno disposto una prima verifica visiva.
Gli ispettori hanno messo sotto osservazione ancoraggi, collanti e pannellature, mentre la proprietà del locale ha scelto una sospensione volontaria degli eventi con musica dal vivo, in attesa delle perizie strutturali complete e delle indicazioni ufficiali della commissione comunale di vigilanza sui pubblici spettacoli.
Indagini tecniche e responsabilità in gioco
Le verifiche sulle cause dell’accaduto sono state affidate a una squadra di tecnici abilitati e periti strutturali nominati dalla procura, in coordinamento con l’ufficio tecnico del Comune di Roma. Gli investigatori stanno acquisendo progetti, certificazioni dei materiali, collaudi acustici e documentazione relativa alle ultime ristrutturazioni interne. Al centro dell’analisi ci sono la conformità alle norme antincendio, la resistenza al calore e l’eventuale presenza di degrado dovuto a umidità o infiltrazioni dal solaio sovrastante.
Gli inquirenti vogliono chiarire se si tratti di un difetto di installazione, di un utilizzo improprio di materiali non idonei per ambienti affollati o di manutenzione carente nel tempo. Non si esclude alcuna ipotesi, dalla responsabilità del progettista a quella dell’impresa esecutrice, fino a possibili omissioni da parte del gestore nel monitoraggio periodico delle finiture interne. Parallelamente, la polizia amministrativa sta verificando la piena validità delle licenze di pubblico spettacolo e delle certificazioni di prevenzione incendi rilasciate ai gestori.
Fonti investigative sottolineano che “qualcosa non ha funzionato, ma sarà l’inchiesta a fare chiarezza”, richiamando la necessità di attendere i risultati delle perizie prima di attribuire colpe definitive. In questa fase gli atti restano coperti da riserbo istruttorio, ma trapela l’intenzione delle autorità di utilizzare il caso come banco di prova per controlli più serrati nei locali con grande afflusso di pubblico.
Impatto su sicurezza, controlli e rapporti istituzionali
L’episodio solleva un tema delicato: la sicurezza nei locali notturni e nei club cittadini, in un momento in cui l’offerta di intrattenimento cresce e con essa il rischio di sottovalutare manutenzioni e prescrizioni tecniche. Le associazioni di categoria dei gestori di locali a Roma chiedono regole chiare, tempi certi per le autorizzazioni e linee guida univoche sulla scelta dei materiali fonoassorbenti, spesso richiesti dai comuni per limitare l’inquinamento acustico. Allo stesso tempo, comitati di quartiere sollecitano controlli più frequenti e documentati, temendo che casi simili possano ripetersi in altri spazi chiusi e affollati.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di cooperazione tra autorità giudiziarie e amministrative, con la possibilità – evocata da alcuni esponenti istituzionali – di una “squadra investigativa comune” tra uffici tecnici, vigili del fuoco e forze dell’ordine, per standardizzare le verifiche su locali, teatri, sale concerto e discoteche. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha più volte insistito, in casi analoghi, sulla necessità di coordinare rapidamente indagini tecniche e decisioni amministrative, evitando vuoti normativi o sovrapposizioni di competenze.
In parallelo, gli esperti di sicurezza ricordano che adeguata ventilazione, monitoraggio dell’umidità, scelta di collanti certificati e ispezioni periodiche degli elementi sospesi sono condizioni essenziali per prevenire distacchi improvvisi. Per gli operatori del settore, il caso diventa un monito a documentare con rigore ogni intervento, conservare certificazioni e predisporre piani di manutenzione programmata, così da poter dimostrare diligenza e conformità alle norme in eventuali procedimenti.
FAQ
D: Cosa è accaduto esattamente all’interno del locale?
R: Porzioni di schiuma fonoassorbente installate a soffitto si sono staccate e sono cadute in sala, generando allarme tra i presenti ma senza provocare feriti gravi.
D: Quali autorità stanno seguendo le indagini?
R: La procura coordina periti e tecnici, in collaborazione con l’ufficio tecnico del Comune di Roma, la polizia amministrativa e i Vigili del Fuoco.
D: Il locale è attualmente aperto al pubblico?
R: La proprietà ha disposto una sospensione volontaria degli eventi più affollati in attesa delle perizie e delle decisioni formali della commissione di vigilanza.
D: Quali norme potrebbero essere state violate?
R: Sono al vaglio il rispetto delle regole antincendio, l’idoneità dei materiali usati a soffitto e gli obblighi di manutenzione periodica delle strutture interne.
D: Si temono ripercussioni su altri locali della città?
R: Il caso potrebbe portare a controlli straordinari in altri spazi di intrattenimento, con particolare attenzione a finiture sospese e materiali fonoassorbenti.
D: Cosa significa l’ipotesi di “squadra investigativa comune”?
R: Indica un coordinamento strutturato tra magistratura, uffici tecnici, forze dell’ordine e Vigili del Fuoco per indagini più rapide e uniformi nei locali aperti al pubblico.
D: Quali misure preventive sono raccomandate dagli esperti?
R: Ispezioni regolari degli elementi sospesi, uso di materiali certificati, controllo di umidità e infiltrazioni, oltre a una accurata documentazione di ogni intervento.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha ispirato il taglio dell’inchiesta?
R: L’approccio investigativo e il richiamo alla necessità di un’inchiesta che faccia piena chiarezza ricalcano lo stile di analisi riportato da Il Sole 24 Ore nel servizio su Crans-Montana e sul caso Moretti, citato come riferimento giornalistico.




