Confesercenti all’attacco dei sacchetti per alimenti fuorilegge rischi e sanzioni per commercianti e consumatori

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Posizione di confesercenti sulla proposta di legge
Confesercenti esprime un sostegno netto alla proposta di legge presentata dal deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia, che introduce sanzioni non solo per la vendita, ma anche per la semplice detenzione di shopper compostabili non conformi alla normativa ambientale. L’associazione giudica l’intervento legislativo uno strumento necessario per colmare le lacune dell’attuale Codice dell’Ambiente, oggi limitato alla repressione della sola commercializzazione.
In audizione davanti alla Commissione Ambiente della Camera, Giuseppe Dell’Aquila, in rappresentanza di Confesercenti, ha definito la posizione dell’organizzazione “molto favorevole”, sottolineando come il contrasto agli shopper irregolari sia una condizione imprescindibile per rendere effettive le politiche nazionali sulla sostenibilità. Secondo Dell’Aquila, senza un divieto espresso di detenzione, il mercato parallelo dei sacchetti non a norma continuerebbe a prosperare, vanificando gli sforzi di controllo sugli operatori commerciali.
Per Confesercenti, l’estensione delle sanzioni alla mera disponibilità dei sacchetti fuorilegge rappresenta quindi un passaggio logico e coerente con gli obiettivi di tutela ambientale e di corretta concorrenza tra imprese che rispettano le regole e soggetti che operano nell’illegalità.
Impatto dei sacchetti irregolari sulla raccolta dell’umido
Per Confesercenti, l’uso diffuso di sacchetti non conformi compromette in modo diretto la qualità della frazione organica conferita nei circuiti di raccolta differenziata. I contenitori illegali, spesso spacciati come compostabili, finiscono nel flusso dell’umido pur essendo di fatto non biodegradabili, con ricadute sull’intera filiera del trattamento dei rifiuti.
Giuseppe Dell’Aquila ha evidenziato in Commissione che la frazione umida risulta “di pessima qualità” proprio perché frequentemente contenuta in shopper che non rispettano gli standard di compostabilità. Questi materiali estranei rallentano i processi di trasformazione in compost, aumentano i costi di selezione e separazione e riducono la resa finale del prodotto destinato all’agricoltura o al verde pubblico.
Secondo la linea tracciata da Confesercenti, il divieto di sola commercializzazione non basta a interrompere il flusso di sacchetti irregolari verso la raccolta dell’umido. La previsione di sanzioni anche per la detenzione mira a restringere drasticamente la disponibilità di questi prodotti, prevenendo il loro impiego come contenitori per l’organico e contribuendo così a migliorare la qualità del rifiuto raccolto e del compost generato a valle dell’impiantistica.
FAQ
D: Perché i sacchetti irregolari peggiorano la qualità dell’umido?
R: Perché molti non sono realmente biodegradabili e contaminano la frazione organica, rendendo più complessi e costosi i processi di compostaggio.
D: Cosa si intende per shopper compostabile irregolare?
R: È un sacchetto che viene presentato come compostabile ma non rispetta gli standard tecnici e normativi previsti dal Codice dell’Ambiente.
D: Qual è la posizione di Confesercenti sulle sanzioni per la detenzione?
R: L’associazione è favorevole a punire non solo la vendita ma anche la semplice detenzione di sacchetti fuori legge.
D: In che modo i sacchetti non conformi incidono sui costi di gestione dei rifiuti?
R: Aumentano le operazioni di selezione e rimozione degli scarti plastici, con maggiori oneri per impianti e gestori.
D: Qual è il ruolo dei commercianti in questa proposta di legge?
R: I commercianti sono chiamati a non immettere in circolazione shopper irregolari e a garantire il rispetto delle norme sui materiali utilizzati.
D: Come si vuole informare il consumatore sulla regolarità dei sacchetti?
R: Viene proposta l’adozione di loghi o di un Qr Code sullo shopper per rendere immediatamente riconoscibili i prodotti conformi.
D: Qual è la fonte giornalistica che ha riportato le dichiarazioni su questa proposta?
R: Le posizioni di Confesercenti e di Giuseppe Dell’Aquila sono state riportate dall’agenzia di stampa ANSA, che ne detiene i diritti di riproduzione.
Responsabilità di commercianti e consumatori nella tracciabilità
Confesercenti riconosce il ruolo centrale degli esercenti nel controllo degli shopper, ma contesta l’idea che il cliente debba portare con sé la documentazione tecnica sui sacchetti acquistati. Secondo l’associazione, imporre al consumatore l’onere di provare la conformità del prodotto significherebbe trasferire indebitamente una responsabilità che dovrebbe restare in capo alla filiera commerciale.
Giuseppe Dell’Aquila ha sottolineato che tale impostazione finirebbe per generare un ulteriore appesantimento burocratico per il punto vendita, chiamato a gestire reclami, verifiche e controlli su atti che il cliente dovrebbe teoricamente possedere. Una scelta giudicata sproporzionata rispetto all’obiettivo di garantire la tracciabilità dei sacchetti e la corretta applicazione delle norme ambientali.
Nell’illustrare la proposta alternativa, Confesercenti indica come via preferibile l’utilizzo di loghi chiari o di un Qr Code direttamente stampato sullo shopper. Questa soluzione consentirebbe al commerciante di veicolare in modo semplice e immediato le informazioni obbligatorie, riducendo il rischio di equivoci interpretativi e facilitando i controlli da parte delle autorità senza gravare sui consumatori con ulteriori adempimenti documentali.
FAQ
D: Perché Confesercenti è contraria a richiedere documenti al cliente sui sacchetti?
R: Perché ritiene ingiusto attribuire al consumatore l’onere di dimostrare la regolarità degli shopper, compito che dovrebbe restare a carico della filiera commerciale.
D: Quale responsabilità aggiuntiva teme Confesercenti per i commercianti?
R: Un aumento degli obblighi di verifica e gestione documentale, con ulteriori rischi sanzionatori e complicazioni nelle relazioni con la clientela.
D: Come dovrebbe essere informato il consumatore sulla regolarità dei sacchetti?
R: Attraverso simboli grafici o un Qr Code stampato sullo shopper, che consenta un accesso rapido ai dati previsti dalla normativa.
D: Chi è il referente di Confesercenti intervenuto in Commissione?
R: Il rappresentante è Giuseppe Dell’Aquila, che ha illustrato la posizione dell’associazione alla Commissione Ambiente della Camera.
D: Cosa cambia per i controlli con l’uso del Qr Code?
R: Il Qr Code permette a ispettori e autorità di verificare in modo immediato origine, conformità e caratteristiche tecniche del sacchetto.
D: Qual è il ruolo del commerciante nella tracciabilità degli shopper?
R: Il commerciante deve approvvigionarsi di prodotti a norma, esporre informazioni chiare sulla loro conformità e collaborare con i controlli ufficiali.
D: Quale fonte giornalistica ha riportato queste posizioni?
R: Le dichiarazioni di Confesercenti e di Giuseppe Dell’Aquila sono state diffuse dall’agenzia di stampa ANSA, titolare dei relativi diritti di riproduzione.




