Condominio contesta panni stesi, diffida su presunta discriminazione dei vicini

Condominio e diritti: il caso del Residence Palladio a Oderzo
Nel Residence Palladio di Oderzo, in provincia di Treviso, una controversia condominiale apparentemente ordinaria è diventata un caso nazionale. Al centro, la situazione di Maria Grazia Battistiol, madre di una donna quarantenne disabile, e il divieto di “sciorinatura dei panni” previsto dal regolamento interno. La donna, non disponendo di spazio sufficiente in appartamento per un secondo stendino oltre a quello in bagno, utilizza saltuariamente il piccolo terrazzino affacciato sul parcheggio.
Il nodo giuridico riguarda l’equilibrio tra rispetto delle norme condominiali e tutela dei diritti fondamentali, in particolare quando entrano in gioco condizioni di disabilità. La vicenda interroga sul limite dei poteri dell’assemblea e dell’amministratore rispetto alle esigenze concrete dei singoli condomini e ai principi di non discriminazione.
La diffida legale e le accuse di comportamenti vessatori
L’avvocata Rossella De Biasi, che assiste Maria Grazia Battistiol, ha inviato una formale diffida all’amministratore, il dottor Pasqualin, e agli altri condomini del Residence Palladio. Nel documento si invita a cessare ogni condotta ritenuta vessatoria e discriminatoria, sottolineando le specifiche esigenze legate alla condizione di disabilità della figlia.
«L’avvocata che mi sta seguendo – spiega Battistiol – proprio nella giornata di ieri, giovedì, ha inviato una diffida all’amministratore dottor Pasqualin e agli altri condomini dove, in buona sostanza, li invita a cessare ogni comportamento vessatorio e discriminatorio nei miei confronti, tenendo conto delle esigenze particolari legate alle condizioni di mia figlia disabile».
La linea difensiva insiste sul carattere sporadico dell’uso del terrazzino per stendere i panni e sulla necessità pratica, più che su una volontà di violare le regole comuni.
Un caso che divide l’opinione pubblica e il condominio
La vicenda ha acceso un forte dibattito pubblico. Una parte dell’opinione si schiera con Maria Grazia Battistiol, richiamando il dovere di solidarietà e l’attenzione verso chi convive da anni con una condizione familiare complessa. Altri condomini e osservatori, invece, ribadiscono il principio secondo cui un regolamento condominiale, se approvato e in vigore, va applicato uniformemente.
Questa contrapposizione riflette una tensione strutturale tipica della vita condominiale: l’esigenza di ordine e decoro da un lato, e la flessibilità necessaria a non trasformare le regole in strumenti di emarginazione o pressione sociale dall’altro. Il caso del Residence Palladio diventa così un banco di prova per valutare quanto i regolamenti siano in grado di adattarsi alle situazioni di fragilità.
Il ruolo del balcone e i limiti del regolamento condominiale
Nella diffida, la difesa di Maria Grazia Battistiol entra nel merito tecnico del regolamento condominiale. L’articolo che vieta la “sciorinatura dei panni” nelle parti esclusive viene interpretato alla luce della posizione concreta del balcone: un terrazzino interno, non prospiciente la pubblica via e non visibile dalle parti comuni principali. Questo dettaglio urbanistico-architettonico diventa centrale per delimitare l’ambito di applicazione del divieto.
Parallelamente, viene richiamata la giurisprudenza che circoscrive la possibilità, per regolamenti e delibere assembleari, di comprimere i diritti individuali dei singoli condomini, soprattutto quando tali limitazioni non sono proporzionate.
Balcone non visibile e nozione di decoro
L’avvocata Rossella De Biasi argomenta che nel caso del Residence Palladio non sussista una violazione dell’articolo sulle attività vietate nelle parti esclusive. Il balcone utilizzato da Maria Grazia Battistiol non si affaccia sulla strada pubblica e non incide sul profilo estetico dell’edificio percepibile da terzi o dalle parti comuni.
In questa prospettiva, il divieto generalizzato di stendere i panni andrebbe interpretato in modo non formalistico, ma alla luce del suo scopo: evitare pregiudizi al decoro dell’immobile. Se l’uso è sporadico, legato a necessità di cura di una persona disabile e privo di reale impatto visivo, la compressione del diritto di utilizzare il proprio balcone rischia di risultare sproporzionata.
Giurisprudenza e confini dei poteri assembleari
La comunicazione di diffida richiama un orientamento consolidato: i regolamenti condominiali e le delibere non possono incidere arbitrariamente sui diritti dominicali, a meno di previsioni chiare, specifiche e proporzionate. La libertà di godimento delle parti esclusive, come un balcone, può essere limitata solo quando esista un concreto pregiudizio ai diritti altrui o al decoro comune.
Nel caso in esame, la difesa sottolinea che le condotte contestate a Maria Grazia Battistiol sono sporadiche, note ai vicini e connesse alle esigenze della figlia disabile. In assenza di danno effettivo, l’applicazione rigida del regolamento potrebbe essere letta come uso distorto delle regole, in contrasto con i principi di ragionevolezza e di non discriminazione.
Pannoloni, androne e convivenza nelle parti comuni
Oltre allo stendibiancheria sul terrazzino, a Maria Grazia Battistiol è stato contestato il temporaneo deposito di pacchi di pannoloni nell’androne condominiale. Anche su questo fronte, la diffida dell’avvocata Rossella De Biasi punta a ridimensionare il rilievo della condotta, distinguendo tra occupazione stabile delle parti comuni e appoggio momentaneo di beni legati alla vita domestica.
Il tema evidenzia un’altra area critica della convivenza in condominio: l’uso “tollerato” degli spazi comuni, soprattutto quando legato a esigenze di cura, salute o assistenza continuativa.
Androne, deposito temporaneo e uso ragionevole degli spazi
Nella lettera, la legale precisa che non può configurarsi una vera occupazione della parte comune nell’appoggio temporaneo dei pacchi di pannoloni destinati alla figlia disabile di Maria Grazia Battistiol. Si tratta di beni acquistati per uso domestico, collocati per un tempo limitato nell’androne, senza impedire il passaggio né alterare la destinazione d’uso dello spazio.
L’analisi del regolamento del Residence Palladio porta, secondo la difesa, a escludere una violazione delle norme interne, pur riconosciute come particolarmente stringenti. Anche qui, il criterio centrale diventa la proporzionalità: la tutela del decoro e dell’ordine non può sfociare in una censura sistematica di comportamenti innocui, soprattutto se collegati alla gestione quotidiana di una disabilità.
Rapporti di vicinato, buon senso e solidarietà
La diffida evidenzia come la maggior parte dei vicini non abbia mai sollevato contestazioni significative rispetto alle condotte di Maria Grazia Battistiol, né lamentato conseguenze pregiudizievoli. Questo dato di fatto rafforza l’idea che il conflitto non nasca da un reale disagio diffuso, ma da una interpretazione particolarmente rigida delle norme condominiali.
L’avvocata Rossella De Biasi auspica che prevalga il buon senso e che nel condominio si recuperi una logica di solidarietà, specie verso chi vive situazioni di fragilità. Il caso del Residence Palladio diventa così emblematico di come la gestione delle regole possa incidere, in concreto, sulla qualità della vita e sulla percezione di inclusione all’interno di una comunità residenziale.
FAQ
Chi sono i protagonisti del caso di Oderzo
La vicenda coinvolge Maria Grazia Battistiol, madre di una donna disabile, l’avvocata Rossella De Biasi che la assiste, e l’amministratore condominiale dottor Pasqualin del Residence Palladio a Oderzo, in provincia di Treviso.
Perché è nata la controversia sullo stendere i panni
Il regolamento del Residence Palladio vieta la “sciorinatura dei panni”. Maria Grazia Battistiol utilizza saltuariamente il terrazzino, non avendo spazio sufficiente in casa, e ciò è stato ritenuto da alcuni condomini contrario alle norme interne.
Cosa prevede la diffida inviata dall’avvocata De Biasi
L’avvocata Rossella De Biasi chiede all’amministratore dottor Pasqualin e ai condomini di cessare comportamenti ritenuti vessatori e discriminatori, richiamando le particolari esigenze legate alla disabilità della figlia di Maria Grazia Battistiol.
Perché è importante che il balcone non sia visibile
Il balcone del Residence Palladio non è prospiciente la pubblica via e non è visibile dalle principali parti comuni. Questo elemento viene usato per sostenere che non vi sia pregiudizio al decoro dell’edificio, limitando l’applicabilità del divieto di stendere i panni.
Cosa dice la giurisprudenza sui regolamenti condominiali
La giurisprudenza tende a escludere che regolamenti e delibere possano limitare in modo arbitrario i diritti individuali, imponendo che le restrizioni siano specifiche, proporzionate e giustificate da effettivi pregiudizi agli altri condomini o al decoro comune.
Qual è la contestazione sui pannoloni nell’androne
A Maria Grazia Battistiol è stato contestato il temporaneo deposito dei pacchi di pannoloni nell’androne. La difesa sostiene che non si tratti di una vera occupazione dello spazio comune, ma di un appoggio momentaneo legato a esigenze domestiche.
Che ruolo hanno i rapporti di vicinato in questo caso
Secondo la diffida, la maggior parte dei vicini del Residence Palladio non ha mai lamentato disagi concreti. Questo rafforza l’idea che un approccio ispirato a buon senso e solidarietà possa prevenire l’inasprirsi di conflitti condominiali.
Qual è la fonte originale della vicenda raccontata
Il caso relativo a Maria Grazia Battistiol, al Residence Palladio di Oderzo e alla diffida dell’avvocata Rossella De Biasi è stato riportato da un articolo di cronaca pubblicato il 16 febbraio 2026.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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