Comune di Crans shock, maxi stretta sui camini abusivi sopra Le Constellation

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Il Comune di Crans severissimo nei controlli sulle case sopra Le Constellation: «Tutti i camini fuorilegge»
Controlli rigidi sulle abitazioni private
Nel Comune di Crans-Montana la disciplina sui camini domestici è applicata in modo inflessibile, con ispezioni annuali obbligatorie affidate a spazzacamini certificati tenuti a segnalare ogni minima irregolarità strutturale o di materiale. In uno stabile che ospita tredici appartamenti sopra il locale Le Constellation, il sopralluogo del 28 maggio 2020 ha portato a bocciare tutti i focolari per l’utilizzo di travi decorative in legno morbido, facilmente infiammabile e non adeguatamente protetto dal fuoco.
La relazione è stata trasmessa ai vigili del fuoco e al Comune, con l’ordine immediato di certificare la conformità dei materiali impiegati alle norme antincendio, pena il divieto d’uso dei camini e sanzioni fino a 20 mila franchi. Alle famiglie è stato imposto di intervenire con soluzioni tecniche professionali, in netto contrasto con l’uso di semplici pannelli fonoassorbenti acquistati in ferramenta, come avrebbe fatto Jacques Moretti nei locali sottostanti. Questo doppio binario nei controlli evidenzia una severità massima verso i privati, mentre la stessa attenzione non risulta essere stata adottata nei confronti del locale pubblico coinvolto nella tragedia di Capodanno.
Per gli inquilini dello stabile le prescrizioni sono state puntuali, formalizzate e tracciabili, con tempistiche stringenti e minaccia esplicita di sanzioni. Sul fronte del pubblico esercizio, al contrario, emergono vuoti di vigilanza che oggi pesano nella ricostruzione delle responsabilità penali e amministrative dopo l’incendio costato la vita a più persone.
Le falle nei controlli sul locale pubblico
Nel caso del locale Le Constellation, il quadro dei controlli appare nettamente meno rigoroso rispetto a quello applicato alle abitazioni private dello stesso edificio. Il sindaco di Crans-Montana ha ammesso pubblicamente che per cinque anni non sono state effettuate verifiche sistematiche, nonostante fossero emersi in passato rilievi tecnici significativi da parte dell’addetto alla sicurezza.
L’ultimo rapporto formale noto risale al 13 maggio 2019 e indicava una lunga serie di criticità: vie di fuga parzialmente ostruite, assenza di adeguata formazione del personale sulle procedure antincendio, segnaletica degli estintori non conforme, piani di evacuazione incompleti o non aggiornati e mancanza di esercitazioni periodiche. Il proprietario indicato nella documentazione, Julien Beytrison, era stato invitato a informare il Comune una volta eseguiti i lavori di messa a norma, ma dalle indagini non emerge alcuna prova che tali interventi siano stati effettivamente portati a termine.
Per alcune irregolarità era stata richiesta una correzione immediata, per altre era stato fissato un limite massimo di sei mesi, con contestuale riduzione della capienza autorizzata del locale. Nonostante questo quadro allarmante, il locale ha continuato ad operare come se la “bomba a orologeria” non fosse tale, senza impianto antincendio e di allarme adeguato, trasformando una lunga catena di omissioni in un fattore determinante della tragedia di fine anno nel Vallese.
Responsabilità penali e accusa di dolo eventuale
L’assenza di controlli efficaci e di interventi strutturali adeguati è al centro dell’azione legale promossa dalle famiglie delle vittime. L’avvocato Alessandro Vaccaro, che assiste i familiari di Emanuele Galeppini, giovane golfista genovese morto nel disastro, sottolinea come nella catena delle responsabilità, oltre ai coniugi Moretti, non risulti indagato nessun altro soggetto istituzionale, malgrado l’ammissione del sindaco sui cinque anni senza verifiche regolari.
Secondo Vaccaro, l’omessa installazione di un impianto antincendio e di allarme, la chiusura di una porta di sicurezza, l’uso consapevole di materiale fonoassorbente non ignifugo e l’organizzazione di spettacoli con bottiglie e fontane di scintille configurano un’accettazione consapevole del rischio di una strage. Questa condotta, nella lettura difensiva delle famiglie, rientra nel perimetro del dolo eventuale, che trasformerebbe in dolosi i reati di omicidio, lesioni e incendio oggi contestati dalla procura di Sion come meri fatti colposi, con un quadro sanzionatorio molto più lieve.
La qualificazione giuridica dei fatti è cruciale non solo per l’entità delle pene, ma anche per la ricostruzione del ruolo del Comune, dei proprietari e dei gestori del locale. Sul tavolo c’è il tema della prevenzione: perché nello stesso edificio si sono imposte prescrizioni durissime ai privati e, al contempo, si è tollerata per anni una situazione di grave insicurezza in un esercizio aperto al pubblico, frequentato da decine di giovani nella notte di Capodanno.
FAQ
D: Perché i camini degli appartamenti sopra il locale sono stati dichiarati tutti non conformi?
R: Per l’uso di travi decorative in legno morbido, altamente infiammabile e non sufficientemente protetto contro il fuoco, in violazione delle norme antincendio vigenti.
D: Quali obblighi impone la legge a Crans-Montana in materia di camini domestici?
R: È previsto un controllo annuale obbligatorio da parte di spazzacamini certificati, con segnalazione delle irregolarità, possibile divieto d’uso degli impianti e multe fino a 20 mila franchi.
D: Quali criticità erano state segnalate nel locale Le Constellation prima della tragedia?
R: Vie di fuga non completamente libere, carenze nella formazione del personale, segnaletica degli estintori inadeguata, piani di evacuazione incompleti e mancanza di esercitazioni.
D: Chi risultava proprietario del locale secondo i rapporti di sicurezza?
R: La documentazione indicava come proprietario Julien Beytrison, destinatario delle prescrizioni di messa a norma.
D: Che cosa si intende per dolo eventuale nel contesto di questo caso?
R: È la situazione in cui chi agisce accetta consapevolmente il rischio di causare un evento grave, come un incendio mortale, proseguendo comunque nella propria condotta.
D: Qual è la posizione dei legali delle famiglie delle vittime sulla qualificazione dei reati?
R: Ritengono che omicidio, lesioni e incendio non debbano essere considerati colposi, ma dolosi, proprio in ragione del dolo eventuale.
D: Chi rappresenta legalmente la famiglia di Emanuele Galeppini?
R: La famiglia del giovane golfista genovese è assistita dall’avvocato Alessandro Vaccaro, che ha sollevato il tema della responsabilità anche delle autorità locali.
D: Qual è la fonte giornalistica principale da cui provengono i dettagli sul caso?
R: Le informazioni sono state riportate dal quotidiano Corriere della Sera, edizione Corriere Milano, in un articolo firmato da Giuseppe Guastella del 26 gennaio 2026.




