Comune di Crans-Montana sotto accusa: controlli carenti e azione legale, stop al vittimismo istituzionale
Indice dei Contenuti:
Accuse di gravi carenze nei controlli
Romain Jordan, avvocato ginevrino che assiste oltre venti famiglie, denuncia “una quantità sconcertante di mancanze” nella vigilanza a Crans-Montana dopo l’incendio di Capodanno con 40 morti e più di 100 feriti. Le rivelazioni emerse dopo la conferenza stampa comunale hanno aggravato i dubbi su procedure e verifiche di sicurezza. Il punto più critico riguarda l’assenza dell’ispezione antincendio annuale obbligatoria al bar “Le Constellation” dal 2019.
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Secondo i giuristi, questa omissione può configurare una violazione degli obblighi di vigilanza, rendendo più probabile l’accertamento di responsabilità dello Stato. Il costituzionalista Felix Uhlmann ricorda che le norme antincendio sono compiti essenziali dell’autorità pubblica per garantire livelli minimi di sicurezza. Il mancato rispetto di tali standard è un elemento decisivo nelle valutazioni civili.
Le famiglie assistite da Jordan affermano di aver appreso “con costernazione” le informazioni diffuse dal sindaco Nicolas Féraud, interpretandole come conferma di lacune strutturali nei controlli. Il quadro che emerge, tra carenze documentate e ammissioni ufficiali, alimenta la richiesta di un’indagine formale sul ruolo del Comune di Crans-Montana nella prevenzione e gestione del rischio.
Azione civile contro il Comune di Crans-Montana
Romain Jordan ha confermato l’avvio di una richiesta di risarcimento danni contro lo Stato, con un’azione di responsabilità che chiama in causa direttamente il Comune di Crans-Montana. La causa sarà depositata in sede civile, con la quantificazione dei danni in una fase successiva. Obiettivo: accertare se le omissioni nei controlli abbiano contribuito al disastro e trasferire una parte sostanziale dei costi sull’ente pubblico.
Il mandato riguarda più di venti famiglie, tra vittime decedute e feriti gravi, molte minorenni. Le contestazioni si concentrano sulle verifiche di sicurezza e sul rispetto delle norme antincendio, considerate elemento centrale per stabilire la responsabilità civile.
La strategia legale prevede l’utilizzo delle ammissioni ufficiali e delle risultanze tecniche come base probatoria. In parallelo, si valuta la richiesta di messa sotto inchiesta del Comune, ritenuta coerente con le lacune emerse e con l’interesse delle famiglie a una piena ricostruzione delle responsabilità.
Contestata la pretesa del Comune di essere vittima
Romain Jordan respinge “con forza e senza indugio” il tentativo del Comune di Crans-Montana di costituirsi parte civile, sostenendo che tale mossa sottrae alle vere vittime il riconoscimento dovuto. Per il legale, presentarsi come danneggiati in questa fase processuale è “inaccettabile” alla luce delle lacune emerse nei controlli. L’intervento si inserisce in una strategia che mira a evitare conflitti d’interesse tra autorità potenzialmente responsabili e persone colpite.
Le famiglie assistite riferiscono di aver accolto con “costernazione” le informazioni diffuse dal sindaco Nicolas Féraud, interpretandole come elemento che rafforza la necessità di un contraddittorio pieno. Jordan sottolinea che il ruolo dell’ente pubblico deve essere valutato dagli inquirenti, non protetto da una posizione di presunta vittima.
La richiesta è chiara: il Comune resti nel perimetro dei soggetti scrutinati, senza beneficiare di uno status che potrebbe incidere sulla distribuzione delle responsabilità e sulle successive pretese risarcitorie. L’obiettivo è garantire un processo trasparente e centrato sui diritti dei feriti e dei familiari dei deceduti.
Impatti economici e responsabilità assicurative
Le prime spese mediche e per infortuni sono coperte dalle assicurazioni, ma i vettori cercheranno rivalsa sui soggetti ritenuti responsabili, fino a coinvolgere il Comune di Crans-Montana se verranno accertate omissioni. La quantificazione del danno complessivo, secondo l’avvocato Martin Hablützel, può raggiungere “diverse centinaia di milioni di franchi”, includendo cure, riabilitazioni prolungate e assistenza continuativa.
Nel computo rientrano i risarcimenti per dolore e sofferenza e l’impatto sul percorso di vita dei giovani con esiti permanenti, con possibili ripercussioni su lavoro e reddito. Le compagnie, dopo l’anticipo delle prestazioni, potranno esercitare azioni di regresso verso gli autori del danno o verso la collettività, aprendo il corridoio per richieste al Comune.
Le coperture assicurative dell’ente potrebbero rivelarsi insufficienti: il capitale proprio di fine 2024, circa 160 milioni di franchi, rischia di essere intaccato. Il costituzionalista Felix Uhlmann avverte che, in caso di accertata responsabilità pubblica per carenze nei controlli, il peso economico ricadrebbe sui conti comunali e, in ultima istanza, sui contribuenti, mentre l’azione civile delle famiglie procede indipendentemente dalle tempistiche penali.
FAQ
- Quante sono le vittime e i feriti dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana?
40 morti e oltre 100 feriti, molti giovanissimi. - Chi rappresenta legalmente le famiglie coinvolte?
L’avvocato Romain Jordan, che assiste più di venti nuclei tra deceduti e feriti gravi. - Qual è il fulcro delle contestazioni contro il Comune?
L’assenza dell’ispezione antincendio annuale al bar “Le Constellation” dal 2019 e presunte lacune nei controlli. - Che tipo di azione legale è stata annunciata?
Un’azione di responsabilità civile con richiesta di risarcimento danni contro lo Stato e il Comune di Crans-Montana. - Quali sono le stime economiche dei risarcimenti?
“Diverse centinaia di milioni di franchi”, considerando cure, riabilitazioni, assistenza e danni non patrimoniali. - Chi sosterrà i costi nel medio periodo?
Le assicurazioni anticipano le spese, poi possono rivalersi sui responsabili o sulla collettività; se il Comune fosse ritenuto responsabile, l’onere potrebbe ricadere sui contribuenti.




