Commissione giustizia spiazza tutti sul reato di violenza sessuale

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Violenza sessuale, la Commissione giustizia approva il Ddl; Bongiorno: “Stra-rispettato il patto con l’opposizione”
Nuove regole sulla violenza sessuale
La commissione Giustizia del Senato, presieduta da Giulia Bongiorno, ha approvato a maggioranza il testo base del disegno di legge che riforma la disciplina dei reati di violenza sessuale. Il voto si è chiuso con 12 sì e 10 no, confermando una spaccatura politica ma anche la volontà di proseguire l’iter senza rallentamenti.
Il provvedimento mira a rafforzare la tutela penale quando gli atti sessuali avvengono contro la volontà della persona offesa, con particolare attenzione alle situazioni in cui la vittima non riesce a esprimere esplicitamente il proprio dissenso. Il focus è sull’ampliamento delle condizioni in cui la condotta può essere qualificata come violenza, anche in assenza di una resistenza fisica evidente.
Secondo la relatrice, l’intervento normativo punta a colmare i vuoti interpretativi emersi nei processi penali, riducendo il rischio di fraintendimenti su ciò che costituisce consenso rilevante. L’obiettivo dichiarato è offrire alla magistratura criteri più chiari per valutare la condotta dell’imputato e lo stato psicologico della vittima nelle diverse fasi del fatto.
Centralità della volontà della donna
Giulia Bongiorno ha rivendicato il rispetto dell’intesa politica con l’opposizione, sottolineando che il nuovo impianto mette al centro la volontà della donna attraverso una “presunzione di dissenso” in situazioni di inerzia o paralisi emotiva. Quando la persona offesa non dice né sì né no perché sorpresa, impaurita o in stato di cosiddetto “freezing”, la legge considera prevalente la sua mancata adesione.
Il modello adottato viene definito di “dissenso ammorbidito”: non viene introdotta una rivoluzione probatoria, ma si chiarisce che il silenzio o la paralisi non possono essere letti automaticamente come consenso. In queste ipotesi, spetta all’autore dell’atto verificare l’effettiva partecipazione volontaria della controparte, riducendo gli spazi per interpretazioni ambigue in giudizio.
La parlamentare della Lega respinge l’accusa di voler stravolgere l’onere della prova nei processi per violenza sessuale, precisando che il testo non elimina il vaglio rigoroso del giudice. Viene invece valorizzato il contesto emotivo e psicologico della vittima, in linea con gli orientamenti più recenti di criminologia e psicologia forense, già recepiti in parte dalla giurisprudenza italiana ed europea.
Audizioni e confronto politico
Pur dopo l’approvazione del testo base, la commissione Giustizia del Senato ha accolto la richiesta delle forze di opposizione di avviare un nuovo ciclo di audizioni. Saranno ascoltati giuristi, magistrati, avvocati penalisti, associazioni di tutela delle vittime e realtà del terzo settore, con l’obiettivo di testare la tenuta tecnica del disegno di legge e ridurre le aree di conflitto politico.
Giulia Bongiorno ha spiegato di essere pronta a portare il provvedimento direttamente in aula, ma di aver accettato il confronto ulteriore per favorire un accordo più ampio, a condizione che non si trasformi in uno strumento di stallo. La priorità indicata è arrivare a un testo solido, condiviso per quanto possibile e con tempi compatibili con l’urgenza del tema.
Il percorso parlamentare dovrà ora trovare un equilibrio tra esigenze di certezza giuridica, rispetto delle garanzie difensive e massima protezione delle vittime. Il dibattito si concentrerà su definizioni, soglie probatorie e ruolo degli elementi psicologici, aspetti cruciali per evitare tanto l’inefficacia repressiva quanto il rischio di automatismi accusatori.
FAQ
D: Che cosa prevede in sintesi il nuovo disegno di legge?
R: Rafforza la tutela contro la violenza sessuale, chiarendo che gli atti compiuti contro la volontà della persona offesa, anche in assenza di resistenza fisica o verbale, possono integrare il reato.
D: Chi è la principale promotrice del provvedimento?
R: La relatrice e firmataria del testo base è la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, che presiede anche la commissione Giustizia del Senato.
D: Cosa significa “presunzione di dissenso” nel testo?
R: Significa che, in situazioni di sorpresa, paura o paralisi emotiva della vittima, l’assenza di un sì esplicito non può essere interpretata come adesione all’atto.
D: Il disegno di legge cambia l’onere della prova nei processi penali?
R: No, resta fermo l’onere della prova a carico dell’accusa; la norma mira però a chiarire la lettura giuridica di silenzio, immobilità e stato di shock della vittima.
D: Perché è stato autorizzato un nuovo ciclo di audizioni?
R: Per consentire a maggioranza e opposizione di ascoltare esperti e associazioni, migliorare il testo e ridurre le criticità applicative prima del passaggio in aula.
D: Qual è la posizione dichiarata della maggioranza sull’intesa politica?
R: Secondo Giulia Bongiorno, l’accordo con l’opposizione sarebbe stato “pienamente rispettato”, con la volontà della donna indicata come fulcro dell’intervento normativo.
D: In che modo il provvedimento considera il fenomeno del “freezing”?
R: Riconosce che la paralisi per paura è compatibile con il dissenso e che la mancata reazione fisica non può essere usata automaticamente contro la persona offesa.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria della notizia su iter e dichiarazioni politiche?
R: Le informazioni su voto in commissione, contenuti essenziali del ddl e dichiarazioni di Giulia Bongiorno provengono da agenzie di stampa nazionali, tra cui Dire, che hanno seguito in tempo reale i lavori del Senato.




