CoinShares avverte rischio quantistico per Bitcoin, ma l’impatto è lontano
Bitcoin e computer quantistici: il rischio spiegato
Un nuovo studio di CoinShares analizza in modo sistematico il potenziale impatto dei computer quantistici su Bitcoin, ridimensionando l’allarme ma riconoscendo l’esistenza di un rischio teorico di lungo periodo. La nota chiarisce che le capacità necessarie per compromettere la crittografia di BTC sono ben oltre lo stato dell’arte e, anche negli scenari più aggressivi, non appaiono realistiche prima di almeno un decennio.
La ricerca distingue tra minacce teoriche e rischi effettivi per gli indirizzi oggi sulla blockchain, mettendo in evidenza come solo una piccola parte dell’offerta sia potenzialmente esposta. Al tempo stesso, sottolinea che il protocollo è aggiornabile e può integrare in futuro schemi di firma resistenti ai quanti senza strappi improvvisi al consenso della rete.
Come la crittografia di Bitcoin può essere attaccata
La sicurezza di Bitcoin si fonda su due pilastri: l’algoritmo di firma digitale basato su curve ellittiche (ECDSA) e la funzione di hashing SHA-256. In teoria, un computer quantistico sufficientemente potente, sfruttando algoritmi come Shor, potrebbe derivare la chiave privata da una chiave pubblica esposta on-chain, consentendo di firmare transazioni non autorizzate.
Questo rischio riguarda soprattutto gli indirizzi in cui la chiave pubblica è già stata rivelata. La maggior parte degli UTXO moderni, invece, espone la chiave solo al momento della spesa, riducendo sensibilmente la finestra temporale in cui un attacco quantistico potrebbe concretizzarsi, anche in presenza di progressi tecnologici significativi.
Perché SHA-256 resta relativamente robusto
Secondo CoinShares, la funzione di hashing SHA-256 offre una protezione intrinsecamente più elevata contro i computer quantistici rispetto agli schemi di firma. Algoritmi come Grover possono teoricamente accelerare ricerche brute force, ma non al punto da rendere pratico un attacco contro la struttura di mining e la validazione dei blocchi nel breve-medio termine.
L’effetto quantistico ridurrebbe il livello di sicurezza effettivo, ma non lo annullerebbe. Per compromettere la rete servirebbero comunque risorse computazionali enormi e altamente stabili, difficili da immaginare nell’orizzonte temporale delineato dal report.
Quanto Bitcoin è davvero esposto al rischio quantistico
La nota di CoinShares evidenzia che solo una frazione limitata dell’offerta di BTC è effettivamente vulnerabile alle minacce quantistiche oggi ipotizzabili. Circa l’8% della supply totale si trova in indirizzi “legacy” dove la chiave pubblica è già visibile sulla blockchain.
Anche all’interno di questo insieme, non tutte le monete sarebbero immediatamente a rischio sistemico: molte appartengono a wallet inattivi o a UTXO di lungo periodo, la cui movimentazione potrebbe avvenire gradualmente con l’emergere di strumenti più sicuri.
Il ruolo degli indirizzi legacy e degli UTXO dormienti
Gli indirizzi di prima generazione, privi degli attuali accorgimenti di privacy e sicurezza, rappresentano il principale vettore teorico per un attacco quantistico mirato alle chiavi pubbliche esposte. Secondo CoinShares, tuttavia, il loro peso sul funzionamento quotidiano della rete è marginale.
Molte di queste monete sono probabilmente perse o comunque inattive da anni. Anche qualora una parte venisse compromessa in futuro, l’effetto sul prezzo e sulla fiducia di mercato sarebbe più che altro reputazionale e limitato nel tempo, non tale da bloccare la capacità della rete di finalizzare blocchi e regolare transazioni.
Perché la minaccia non è considerata imminente
Lo studio sottolinea che i computer quantistici attuali sono troppo instabili e poco scalabili per eseguire attacchi reali contro Bitcoin. Il salto da prototipi di laboratorio a macchine in grado di gestire milioni di qubit logici corretti da errori è enorme.
Anche assumendo progressi tecnologici sopra le attese, CoinShares colloca un rischio pratico in un orizzonte di almeno 10 anni, tempo ritenuto sufficiente perché sviluppatori, miner, aziende e investitori adottino contromisure crittografiche mature e coordinate.
Come la rete può adattarsi e cosa devono fare gli investitori
Un punto chiave del rapporto di CoinShares è che Bitcoin non è un sistema statico. La storia di upgrade come SegWit e Taproot dimostra la capacità della comunità di introdurre modifiche di sicurezza profonde mantenendo il consenso distribuito.
Lo stesso principio varrebbe per l’adozione progressiva di schemi di firma post-quantum, con un periodo di coesistenza tra vecchie e nuove soluzioni, migrazione volontaria degli utenti e piani di deprecazione graduale degli standard meno sicuri.
Transizione verso firme resistenti ai quanti
In uno scenario di maturazione dei computer quantistici, la roadmap più probabile prevede l’integrazione di firme post-quantum testate in altri contesti, ad esempio basate su reticoli o codici correttori di errore.
Gli sviluppatori di Bitcoin potrebbero introdurre nuovi tipi di script e formati di indirizzo compatibili, lasciando agli utenti la facoltà di migrare i fondi. L’esperienza passata suggerisce che tali upgrade avverrebbero tramite soft fork conservativi, riducendo il rischio di divisioni della catena e mantenendo elevato il grado di decentralizzazione.
Linee guida operative per i detentori di BTC
Per chi detiene BTC, le azioni consigliate sono pragmatiche e non emergenziali. Spostare i fondi da vecchi indirizzi “legacy” verso formati più recenti, in cui la chiave pubblica viene esposta solo al momento della spesa, riduce già oggi la superficie d’attacco.
CoinShares invita inoltre a diffidare di hard fork affrettati o soluzioni crittografiche sperimentali non sottoposte a revisione accademica estesa. Cambiamenti non necessari potrebbero introdurre vulnerabilità, bug o concentrazioni di potere peggiori della minaccia quantistica che intendono prevenire.
FAQ
Che cos’è il rischio quantistico per Bitcoin?
Il rischio quantistico è la possibilità che futuri computer quantistici riescano a derivare chiavi private da chiavi pubbliche o a ridurre la sicurezza di funzioni hash, minando la protezione dei fondi e l’integrità delle transazioni su Bitcoin.
Quando i computer quantistici potrebbero diventare una minaccia reale?
Secondo l’analisi di CoinShares, un rischio pratico e sistemico per BTC è plausibile solo oltre un orizzonte di circa 10 anni, considerato l’attuale livello di maturità dell’hardware quantistico.
Quale parte dell’offerta di BTC è più vulnerabile?
La quota più vulnerabile è l’insieme degli indirizzi “legacy” con chiavi pubbliche già esposte on-chain, stimata intorno all’8% della supply. Molti di questi UTXO, però, risultano inattivi o potenzialmente persi.
SHA-256 può essere rotto da un computer quantistico?
Gli algoritmi quantistici possono ridurre il margine di sicurezza di SHA-256, ma non esistono oggi modelli realistici che ne consentano la rottura completa a scala di rete. Restano necessari enormi progressi in termini di qubit stabili e correzione d’errore.
Bitcoin può aggiornare la propria crittografia?
Sì. La rete ha già implementato aggiornamenti come SegWit e Taproot. In futuro potrebbe integrare firme post-quantum tramite soft fork, mantenendo la compatibilità e consentendo una migrazione graduale degli utenti.
Cosa dovrebbero fare oggi i possessori di Bitcoin?
È prudente evitare di mantenere grandi somme in vecchi indirizzi “legacy” e seguire gli sviluppi degli standard post-quantum. Non è invece giustificato, allo stato attuale, vendere BTC solo per timori legati ai computer quantistici.
Le notizie sul “collasso” di Bitcoin per colpa dei quanti sono fondate?
Le ipotesi di collasso imminente sono considerate fuorvianti. Il rischio è reale ma distante, gestibile con una transizione crittografica ben pianificata e con il coinvolgimento coordinato di sviluppatori, miner e istituzioni.
Qual è la fonte della valutazione sul rischio quantistico?
Le considerazioni sintetizzate in questo articolo derivano dal report pubblicato da CoinShares, che analizza in modo tecnico e quantitativo l’impatto potenziale dei computer quantistici sulla sicurezza di Bitcoin.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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