Chiello verso Sanremo racconta la rinascita dopo il buio interiore

Chi è Chiello e perché il suo Sanremo 2026 pesa più di un esordio
Il cantautore lucano Chiello, nome d’arte di Rocco Mondello, 26 anni, debutta in gara al Festival di Sanremo 2026 con il brano Ti penso sempre, scritto con Tommaso Ottomano. Sul palco dell’Ariston, a Sanremo, porta non solo una canzone, ma il racconto pubblico di un percorso personale segnato da fragilità, disintossicazione e rinascita interiore.
Il perché di questo esordio è chiaro: per l’artista, cresciuto al civico “13” tatuato sulla mano, Sanremo diventa la tappa simbolica di un’evoluzione che lo ha portato a trasformare l’autodistruttività in cura di sé, e la sofferenza in linguaggio emotivo condiviso con una fanbase fedele.
In sintesi:
- Chiello debutta in gara a Sanremo 2026 con il brano Ti penso sempre.
- L’esordio arriva dopo un percorso di disintossicazione e consapevolezza personale profonda.
- L’artista rivendica sensibilità, fragilità e rifiuto della competizione come valori identitari.
- Dal passato trap con FSK al cantautorato, costruisce un ponte tra due mondi musicali.
Sul dorso della mano, il numero 13: il civico in cui è cresciuto, diventato marchio identitario.
Chiello si descrive come un bambino «più gracile dei coetanei», cresciuto guardandosi allo specchio e soffrendo, fino ad arrivare a dire: «Adesso mi sento in equilibrio, perché ho imparato a volermi bene».
Il suo debutto sanremese non ha i toni dell’ansia agonistica: l’artista arriva a Sanremo 2026 dichiarando paradossalmente che gli piacerebbe «arrivare ultimo», perché per lui «la competizione nella musica non esiste».
Il percorso di Chiello tra autodistruzione, cura di sé e nuova identità artistica
La chiave di lettura del momento attuale di Chiello è il suo rapporto con il giudizio: «Non mi interessa il giudizio degli altri, sono più preoccupato del mio», afferma.
Pesa le parole, le organizza con cura, rivendica di non avere ansie da Festival, spiegando: «Sono tranquillo, i pianeti si stanno allineando».
Riconosce però una fragilità costitutiva: «A volte lo stesso vivere mi crea angoscia», che prova a trasformare in motore di crescita: «Prendo le angosce come sfide e cerco di superarle».
Il turning point arriva con la disintossicazione in clinica.
«Mi sono reso conto della mia autodistruttività quando ero in clinica per disintossicarmi», ha raccontato due anni fa, descrivendo la “nausea” per la vita che conduceva e il pensiero netto: «Ora basta, mi devo voler bene».
Da lì nasce un lavoro costante per trasformare le proprie debolezze in punti di forza, dopo anni in cui non si riconosceva più, specialmente dall’adolescenza: un processo che definisce lungo quanto una vita intera, ma che oggi, dice, lo ha riportato «sui binari».
La timidezza resta, ma diventa carburante artistico.
«Sono sicuro di non essere insicuro, è la mia forza», sintetizza, consapevole che fare musica significhi mettersi davvero in gioco.
Dalla trap vissuta con gli amici del collettivo FSK fino al cantautorato di oggi, Chiello afferma di muoversi tra due mondi: alcune esperienze lo hanno guidato verso una nuova visione, ma la piena consapevolezza di sé gli consente ora di abitarli entrambi.
Al centro resta il rapporto con il pubblico.
Molti fan gli confidano che le sue canzoni sono d’aiuto. Per lui significa aver compiuto il passaggio cruciale: «Sono riuscito a trasformare i miei sentimenti negativi in qualcosa di positivo».
Sanremo 2026 diventa così non solo una vetrina mainstream, ma il banco di prova di una scrittura emotiva che ambisce a parlare, senza filtri, a una generazione segnata da fragilità analoghe alle sue.
Sanremo come laboratorio emotivo e ponte tra fan, generazioni e linguaggi
La partecipazione di Chiello a Sanremo 2026 può incidere oltre la classifica: porta sul prime time un lessico di vulnerabilità, terapia, autodistruzione superata.
In un contesto spesso dominato dalla retorica della performance, il suo rifiuto esplicito della competizione impone un’altra narrazione del successo.
Per la scena italiana, il suo percorso da trapper di FSK a cantautore introspettivo apre un corridoio tra mondi sonori e pubblici diversi, offrendo ai più giovani un modello di gestione consapevole del disagio emotivo, e agli addetti ai lavori un caso studio su come il racconto autentico di sé possa diventare, nel tempo, patrimonio collettivo.
FAQ
Chi è Chiello e qual è il suo vero nome
Chiello è un cantautore lucano classe 1999; il suo vero nome è Rocco Mondello, ex membro del collettivo trap FSK.
Che canzone porta Chiello al Festival di Sanremo 2026
Chiello presenta a Sanremo 2026 il brano Ti penso sempre, scritto insieme al compositore e produttore Tommaso Ottomano.
Qual è il significato del tatuaggio 13 sulla mano di Chiello
Il tatuaggio 13 sul dorso della mano di Chiello indica il civico della casa dove è cresciuto, simbolo identitario personale.
Che rapporto ha Chiello con la salute mentale e la disintossicazione
Chiello ha affrontato un percorso di disintossicazione in clinica, riconoscendo la propria autodistruttività e trasformandola in un lavoro continuo di cura di sé.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione su Chiello
Questa ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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