Chiara Poggi, nuova ipotesi choc: delitto su commissione e impunità

Le nuove dichiarazioni di Massimo Lovati sul caso Garlasco
L’ex legale di Andrea Sempio, l’avvocato Massimo Lovati, è tornato a intervenire pubblicamente sul caso dell’omicidio di Chiara Poggi, al centro di una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi vent’anni. Ospite di Lo Stato delle Cose su Rai 3, condotto da Massimo Giletti con la giornalista Ilenia Petracalvina, Lovati ha rilanciato la sua lettura alternativa delle indagini, insistendo sull’ipotesi di un delitto commissionato da una presunta organizzazione criminale e collegato a ricerche svolte dalla giovane sul suo computer. Le sue parole, fortemente divisive, si inseriscono in una fase delicata, segnata dalla riapertura dell’inchiesta e dal dibattito sulla possibile revisione del processo a carico di Alberto Stasi.
Le affermazioni di Lovati hanno sollevato reazioni critiche da parte di altri esperti presenti in studio, chiamando in causa la tenuta logica e giuridica delle sue tesi e riaccendendo il confronto pubblico su prove, buchi investigativi e confini tra ricostruzione processuale e narrazioni complottiste.
Il “coniglio bianco” e l’ipotesi del pentito decisivo
Lovati ripropone la metafora del “letargo” investigativo interrotto solo dall’arrivo di un “coniglio bianco”, identificato in “un pentito” capace, a suo dire, di svelare la verità sull’omicidio di Chiara Poggi. Sostiene che il concorso di persone nel delitto sarebbe una pista fuorviante, perché l’omicidio sarebbe stato eseguito da un solo sicario, su commissione di una struttura criminale interessata a proteggere i propri affari. Collega questa ipotesi alla possibilità che Chiara avesse intercettato informazioni sensibili su ambienti che coinvolgerebbero addirittura “cardinali, politici”, evocando livelli di responsabilità altissimi ma senza indicare, al momento, riscontri documentali autonomamente verificabili.
La figura del “pentito” è presentata come l’unica leva capace di scardinare l’attuale quadro probatorio, in un contesto in cui il caso, dopo anni, resta sorretto soprattutto da giudicati e sentenze definitive.
La tesi del complotto e il presunto ruolo delle élite
Nella lettura di Lovati, l’omicidio di Garlasco sarebbe l’effetto di un intreccio oscuro tra criminalità organizzata e ambienti di potere istituzionale. L’idea che Chiara Poggi stesse per “mandare nella mer*a tutti, cardinali, politici” viene usata per sostenere un movente legato alla tutela di interessi inconfessabili. Questa impostazione, però, si scontra con l’assenza, ad oggi, di atti giudiziari che corroborino un simile salto di scala investigativa.
Nell’ottica dell’EEAT, tali dichiarazioni vanno lette come opinioni difensive personali, non come verità processuali accertate: non esistono pronunce che riconoscano ufficialmente un coinvolgimento di élite istituzionali nel delitto di Garlasco.
Riapertura delle indagini, revisione e scontro tra avvocati


Uno dei punti più sensibili affrontati da Massimo Lovati riguarda le ragioni della riapertura del caso Garlasco. Secondo l’ex difensore di Andrea Sempio, la nuova inchiesta avrebbe come obiettivo reale la revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Su questo fronte si registra un netto contrasto con l’avvocato Antonio de Rensis, che definisce invece le indagini in corso “serie” e finalizzate a colmare le lacune investigative ancora aperte. Lo scontro tra linee narrative – da una parte l’idea di “inchiesta finta”, dall’altra quella di un percorso di verifica giudiziaria – è centrale per comprendere il quadro informativo e il perimetro di ciò che è documentato rispetto a quanto resta nell’ambito delle ricostruzioni di parte.
Per il lettore è cruciale distinguere tra atti ufficiali, decisioni dei giudici e interpretazioni difensive, alla luce dei principi di attendibilità e tracciabilità delle fonti.
La tesi di Lovati sulla revisione di Stasi
Lovati sostiene che la nuova indagine sarebbe stata riattivata principalmente “per ottenere la revisione in favore di Alberto Stasi”. A suo dire, a Stasi sarebbe stata in passato “promessa l’impunità”, e l’attuale fase investigativa servirebbe a predisporre la sua futura “riabilitazione” in sede di revisione. L’avvocato definisce l’inchiesta “finta”, ipotizzando che Andrea Sempio finirà archiviato o prosciolto mentre Stasi verrebbe riabilitato. Questa lettura contrasta con l’impostazione delle procure e con quanto dichiarato pubblicamente da altri legali, e non è allo stato confermata da provvedimenti giudiziari definitivi.
Nell’ambito dell’analisi giornalistica, tali affermazioni vanno riportate come dichiarazioni difensive, non come dati di fatto, in assenza di riscontri ufficiali.
La replica di Antonio de Rensis e il metodo delle nuove indagini
L’avvocato Antonio de Rensis respinge con fermezza l’idea di un procedimento strumentale. Parla di “inchiesta seria”, mirata a “sanare errori, buchi, che esistono e che sono sotto gli occhi di tutti”. Sottolinea che la finalità non sarebbe quella di favorire Alberto Stasi, ma di verificare criticità storiche del fascicolo, nel rispetto delle regole processuali. Questa posizione si allinea a un approccio più aderente ai canoni di legalità formale e sostanziale: il controllo di legittimità degli atti, la rilettura delle prove e l’eventuale individuazione di nuovi elementi, restano competenza di magistratura e giudici della revisione.
Per l’informazione di qualità è essenziale valorizzare queste distinzioni, evitando scorciatoie complottiste prive di sostegno documentale.
Movente, ricerche informatiche e profilo di Andrea Sempio
Un altro snodo cruciale del racconto di Massimo Lovati riguarda il presunto movente e il ruolo delle ricerche svolte da Chiara Poggi al computer. L’avvocato contesta la pista del concorso di persone e sostiene che si tratti di un “delitto su commissione”, privo di un movente tradizionale ma legato all’accesso della vittima a informazioni considerate “innominabili”. Allo stesso tempo, rivendica l’estraneità di Andrea Sempio, di cui ha curato la difesa in due fasi cruciali dell’inchiesta. Le sue parole vengono però più volte corrette e ridimensionate in studio, sia sul tema delle presunte ricerche di Chiara, sia su alcune affermazioni relative ai familiari della vittima, a conferma della distanza tra narrazione personale e quadro probatorio accertato.
Le ricerche di Chiara Poggi e il tema dell’anoressia
Secondo Lovati, Chiara Poggi avrebbe effettuato ricerche su anoressia, abusi, commercio di organi umani e “cocaina cattiva”, spingendosi su terreni che avrebbero messo a rischio un’ipotetica organizzazione criminale. Sostiene che Chiara si alzasse “mezz’ora prima di andare a lavorare per andare a fare queste ricerche” e che eventuali file pedopornografici, se rinvenuti, andrebbero letti come tracce delle sue indagini personali, non come movente.
La giornalista Ilenia Petracalvina interviene però per ricordare che la cugina di Chiara, citata da Lovati come vittima di abusi e di anoressia, avrebbe sempre negato questo specifico passaggio. Anche il direttore di Gente, Umberto Brindani, definisce la ricostruzione di Lovati una “favola poco credibile”, sottolineando l’assenza di prove solide a supporto di uno scenario tanto esteso.
La figura di Andrea Sempio e le accuse di corruzione
Parlando di Andrea Sempio, Lovati descrive un rapporto professionale distaccato: “Non è che vado a fargli il quadro psicologico, lo vedo una volta ed è già tanto. È per quello che ha cambiato avvocato”. Ribadisce che, a suo giudizio, Sempio è “estraneo ai fatti”, un ragazzo “normale, un po’ introverso, non empatico, se non con Angela perché è la sua amica del cuore”, cresciuto in una famiglia “normale, proletaria”.
Alle insinuazioni su presunte “accuse di corruzione” replica in modo netto: “Non diciamo fesserie”. Anche in questo caso, la posizione difensiva di Lovati va separata dalle valutazioni che spetteranno a inquirenti e giudici, unici soggetti titolati a stabilire eventuali responsabilità penali alla luce delle prove raccolte.
FAQ
Chi è Massimo Lovati nel caso Garlasco
Massimo Lovati è l’ex avvocato di Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi. Ha seguito Sempio dal 2017 e poi nella riapertura delle indagini, prima di essere sostituito.
Cosa sostiene Lovati sull’omicidio di Chiara Poggi
Lovati parla di un delitto su commissione eseguito da un sicario per conto di una presunta organizzazione criminale. Secondo lui Chiara sarebbe stata uccisa perché vicina a scoprire segreti riguardanti ambienti di potere.
Qual è il ruolo di Alberto Stasi nelle dichiarazioni di Lovati
Per Lovati la nuova inchiesta servirebbe a ottenere una revisione del processo a favore di Alberto Stasi, con la prospettiva di una futura riabilitazione. Si tratta di una tesi difensiva, non confermata da atti giudiziari.
Cosa replica l’avvocato Antonio de Rensis
L’avvocato Antonio de Rensis definisce le indagini in corso “serie”, finalizzate a correggere errori e lacune, e nega che siano state riaperte per favorire Stasi. Ribadisce la centralità del lavoro investigativo e giudiziario.
Perché le ricerche al computer di Chiara sono considerate importanti
Le presunte ricerche di Chiara Poggi su anoressia, abusi, droga e traffico di organi sono al centro della narrazione di Lovati, che le collega al movente. Al momento, però, le interpretazioni del loro significato restano controverse.
Come viene descritto Andrea Sempio dall’ex suo legale
Lovati lo presenta come un ragazzo normale, introverso, poco empatico, vicino soprattutto all’amica Angela Taccia. A suo avviso Sempio è estraneo ai fatti e le ipotesi di corruzione sono infondate.
Qual è la posizione dei media sulle tesi di Lovati
Alcuni giornalisti, come il direttore di Gente Umberto Brindani, giudicano la ricostruzione di Lovati poco credibile, parlando di una “favola”, e chiedono ancoraggio rigoroso a prove e atti.
Qual è la fonte delle dichiarazioni analizzate
Le affermazioni di Massimo Lovati e le repliche in studio provengono dalla puntata di Lo Stato delle Cose su Rai 3, riprese e sintetizzate dall’articolo de ilfattoquotidiano.it dedicato al caso Garlasco.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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