Chiara Ferragni smonta le accuse: verità sul processo e su chi parla di assoluzione a metà
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Proscioglimento e chiarimenti legali
Chiara Ferragni ha ottenuto il proscioglimento: il giudice ha riconosciuto l’assenza dei presupposti per avviare un processo penale, chiudendo il procedimento senza rinvio a giudizio. La differenza è netta: l’assoluzione dichiara l’innocenza dopo il dibattimento, il proscioglimento interviene prima, per carenza di basi giuridiche. In questo caso, mancavano le denunce delle parti offese, ritirate dopo i risarcimenti.
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L’imprenditrice ha rimarcato di essersi assunta le responsabilità amministrative legate alla pubblicità ingannevole: ha pagato, corretto e chiesto scusa, distinguendo l’errore regolatorio dal reato penale. “È una frase tecnica e definitiva sul piano penale”, ha spiegato, spiegando che la decisione sancisce l’inesistenza delle condizioni minime per processarla.
Ferragni ha chiarito anche l’aspetto economico: il suo cachet era fisso e non collegato alle vendite, escludendo un incentivo a trarre profitto dal presunto inganno. Questa circostanza rafforza la separazione tra violazioni amministrative e responsabilità penali. La formula di proscioglimento, quindi, indica che “non c’erano le basi per portare avanti un procedimento penale”, come affermato dalla stessa Ferragni, che ha vissuto due anni di esposizione pubblica senza poter intervenire nel merito del fascicolo.
Replica alle narrazioni fuorvianti
Chiara Ferragni ha respinto le letture distorsive dell’esito, evidenziando che non si tratta di una “assoluzione a metà” ma di un proscioglimento che certifica l’assenza dei presupposti per un processo. “Non è: ‘non sappiamo come è andata’. È: ‘non c’erano le basi per procedere’”, ha chiarito, prendendo le distanze dai commenti social che hanno confuso i termini.
La ricostruzione ribadisce che il fascicolo, così impostato, non avrebbe dovuto proseguire: una puntualizzazione che si oppone alla narrativa che ha equiparato il provvedimento a una mezza vittoria.
L’imprenditrice ha sottolineato di non cercare rivalse: nessuna celebrazione, solo la chiusura di un passaggio che l’ha esposta per due anni. Ha rivendicato il rispetto delle regole e del silenzio durante il procedimento, distinguendo la responsabilità amministrativa già affrontata dal profilo penale venuto meno per difetto di condizioni.
Progetti futuri e chiusura del capitolo
Chiara Ferragni guarda avanti senza trionfalismi: archiviato il procedimento penale, ha definito questa fase come la chiusura di un capitolo, non una vittoria. Ha spiegato di aver attraversato due anni di esposizione e giudizio pubblico mantenendo rispetto per la giustizia e scegliendo il silenzio quando era necessario.
La strategia futura passa dalla trasparenza: è in lavorazione un documentario per Netflix, annunciato per i prossimi mesi, che ripercorrerà le vicende professionali e personali legate al caso e alla gestione dell’immagine pubblica.
L’obiettivo dichiarato è chiarire i passaggi chiave: distinzione tra errori amministrativi corretti con risarcimenti e sanzioni, e l’insussistenza del presupposto penale. Nessun cambio di rotta sul lavoro: focus su attività imprenditoriali e comunicazione più strutturata, con attenzione a compliance e verifiche preventive.
FAQ
- D: Cosa significa il proscioglimento ottenuto da Chiara Ferragni?
R: Che mancavano i presupposti per andare a processo; il procedimento è stato chiuso prima del dibattimento. - D: Il proscioglimento equivale a un’assoluzione?
R: No, l’assoluzione arriva dopo il dibattimento; il proscioglimento interviene in assenza di basi per processare. - D: Quali responsabilità ha riconosciuto l’imprenditrice?
R: Ha ammesso e sanato profili di pubblicità ingannevole con pagamenti, correzioni e scuse. - D: Il compenso di Ferragni era legato alle vendite?
R: No, il cachet era fisso e non incentivava aumenti di vendita. - D: Il documentario su Netflix cosa racconterà?
R: Il percorso umano e professionale, la gestione della crisi e i chiarimenti sul caso. - D: Ci saranno azioni legali contro chi ha diffuso letture fuorvianti?
R: Non indicate; la priorità dichiarata è chiudere il capitolo e ripartire. - D: Qual è la fonte giornalistica citata sul progetto Netflix?
R: Indicazioni riportate da Vanity Fair e riprese da Biccy.it.




