Chiara Ferragni salvata dalla riforma Cartabia: ecco perché il caso Pandoro scatta solo su querela

Riforma cartabia e procedibilità della truffa
Marta Cartabia ha riscritto nel 2022 le regole sulla procedibilità di diversi reati, con un obiettivo dichiarato: alleggerire il carico della giustizia. La riforma ha trasformato numerosi illeciti da perseguibili d’ufficio a perseguibili solo su querela della persona offesa. Tra questi è rientrata anche la truffa, salvo la presenza di specifiche aggravanti previste dal secondo e terzo comma dell’articolo 640 del codice penale.
Il nuovo impianto stabilisce che, in assenza di aggravanti qualificanti, l’azione penale non può essere avviata né proseguita senza una querela valida e tempestiva. La scelta legislativa ha inciso anche su reati diffusi come furti, scippi e danneggiamenti, contribuendo a ridurre la procedibilità automatica e spostando l’iniziativa sull’offeso.
Per la truffa, la procedibilità torna d’ufficio solo quando ricorrono aggravanti stringenti, come quelle indicate dai commi successivi dell’articolo 640. In tutti gli altri casi, l’assenza o il ritiro della querela determinano l’impossibilità per la procura di andare avanti, con conseguente declaratoria di improcedibilità o estinzione del reato per difetto della condizione di procedibilità.
Il caso pink christmas e la riqualificazione del reato
Nel dossier sul pandoro benefico “Pink Christmas”, i pm avevano inizialmente contestato a Chiara Ferragni la truffa aggravata, sostenendo la minorata difesa dei consumatori come circostanza idonea a rendere il reato procedibile d’ufficio. Il giudice Ilio Mannucci Pacini ha escluso l’aggravante, riqualificando il fatto in truffa semplice ai sensi dell’articolo 640.
La decisione ha avuto effetti immediati sul binario processuale: venuta meno l’aggravante, il procedimento è rientrato nel regime di querela, condizione indispensabile per proseguire l’azione penale. La linea della difesa puntava all’assoluzione piena nel merito, ipotesi percorribile solo qualora fosse stata evidente l’assenza di responsabilità dell’imputata.
Con la nuova qualificazione giuridica, il giudice ha individuato un perimetro tecnico in cui la sussistenza della querela diventava dirimente. L’assetto modificato ha reso centrale la volontà della persona offesa e ha trasformato un procedimento potenzialmente d’ufficio in un caso subordinato all’iniziativa del soggetto danneggiato.
La querela ritirata e l’estinzione del procedimento
La svolta è arrivata quando il Codacons ha ritirato la querela contro Chiara Ferragni a fine 2024, dopo un accordo che prevedeva un risarcimento e una donazione di 200mila euro in beneficenza da parte dell’influencer. In assenza di aggravanti, la truffa semplice è procedibile solo a querela: il venir meno dell’atto ha fatto cadere la condizione di procedibilità.
Il giudice ha quindi dichiarato l’estinzione del reato per difetto della querela, respingendo la richiesta della difesa di un’assoluzione nel merito, che presuppone la manifesta insussistenza del fatto o della responsabilità. La pronuncia è tecnica e non equivale a un giudizio assolutorio sulla condotta.
La dinamica processuale conferma l’impatto della riforma firmata da Marta Cartabia: senza querela, l’azione penale non può proseguire. Dopo la decisione, Ferragni ha ringraziato legali e follower, sottolineando la fine del procedimento, maturata però per una causa procedurale e non per una valutazione sostanziale di innocenza.
FAQ
D: Perché il procedimento è stato estinto?
R: Perché la truffa semplice è procedibile solo a querela e il Codacons l’ha ritirata.
D: C’è stata un’assoluzione nel merito?
R: No, il giudice ha dichiarato l’estinzione per difetto della condizione di procedibilità.
D: Qual è il ruolo della riforma di Marta Cartabia?
R: Ha reso la truffa semplice perseguibile solo su querela, salvo aggravanti.
D: Che cosa ha stabilito il giudice Ilio Mannucci Pacini?
R: Ha escluso l’aggravante, riqualificando il fatto in truffa semplice.
D: Cosa ha deciso il Codacons?
R: Ha ritirato la querela dopo un accordo economico e una donazione di 200mila euro.
D: Qual è la differenza tra estinzione e assoluzione?
R: L’estinzione chiude il caso per ragioni procedurali; l’assoluzione valuta nel merito l’innocenza.
D: Qual è la fonte giornalistica citata?
R: L’analisi è ispirata ai contenuti de il Fatto Quotidiano.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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