Chiara Ferragni riscatto in vista: dalla caduta del Pandoro gate alla rinascita dell’impero digitale
Indice dei Contenuti:
Ascesa digitale e successo globale
Chiara Ferragni, nata a Cremona nel 1987, costruisce la propria traiettoria partendo dai look pubblicati su Flickr mentre studia alla Bocconi. Nel 2009, con Riccardo Pozzoli, lancia il blog The Blonde Salad, che in meno di due anni supera le 90mila visite quotidiane, imponendosi tra i siti di moda più seguiti in Italia. La strategia è chiara: produzione costante, qualità visiva e posizionamento internazionale.
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Con l’ascesa di Instagram, l’influencer adotta l’inglese come lingua principale e rafforza un’immagine aspirazionale ma accessibile, trasformando il feed in un media proprietario capace di orientare il mercato. All’apice supera i 29 milioni di follower e diventa presenza fissa ai front row globali, dal Met Gala alle fashion week, dove un singolo post può incidere sulle performance dei brand.
Nel 2013 il passaggio chiave: dalla promozione all’imprenditoria con la Chiara Ferragni Collection, inizialmente focalizzata sulle calzature. Il portafoglio si amplia nel 2015 all’abbigliamento e nel 2018 alle borse con l’iconico “Blinking Eye”. Collaborazioni e co-branding con Dior, Louis Vuitton, Gucci, Versace, Prada, partnership come ambassador di Bulgari, ingresso nel CdA di Tod’s e accordo con Safilo consolidano il perimetro di business, mentre le sponsorizzazioni arrivano a valere fino a 70mila euro per singolo contenuto.
Dallo scandalo al proscioglimento
Il Pandorogate esplode nel 2023: l’AGCM sanziona Chiara Ferragni e Balocco per oltre 1 milione di euro, contestando una comunicazione che avrebbe fatto intendere un nesso diretto tra l’acquisto del “Pandoro Pink Christmas” e la donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino. La donazione di 50mila euro, già effettuata da Balocco prima delle vendite, e il ritorno economico per l’influencer (poco più di 1 milione) diventano il fulcro del caso.
La vicenda impatta reputazione e partnership, alimenta il dibattito su trasparenza e responsabilità nel marketing solidale e apre un fronte legale e regolatorio sull’influencer economy. Le attività commerciali rallentano, la comunicazione si fa difensiva, le metriche di sentiment online oscillano con picchi negativi.
Il 15 gennaio 2026 il Tribunale di Milano proscioglie l’imprenditrice dall’accusa di truffa aggravata, escludendo il rilievo penale della condotta. La decisione segna uno spartiacque: chiude il capitolo giudiziario e riequilibra la percezione pubblica, pur lasciando aperte le riflessioni su governance, claim benefici e tracciabilità delle iniziative charity legate ai prodotti.
Rilancio del brand e nuove collaborazioni
Dopo il proscioglimento, Chiara Ferragni riavvia la macchina operativa puntando su capsule mirate, governance più rigorosa e messaggi chiari verso community e partner. La priorità è ripristinare affidabilità e continuità commerciale, riallineando il posizionamento del marchio sui valori di qualità, trasparenza e creatività.
A settembre arriva il primo segnale: collaborazione con Rivoluzione Romantica, brand fondato dai dj Alberto Albani ed Edoardo Bertuccioli. La linea, costruita su palette pastello e slogan ironici dedicati ai “delusi in amore”, va sold out in poche ore, indicando tenuta della domanda e interesse dei retailer.
Il test di mercato valida la leva delle limited edition e apre la strada a nuove sinergie, dal co-design di abbigliamento e accessori al rafforzamento del canale e-commerce proprietario. Focus su tempi di lancio rapidi, controllo della supply chain e misurazione puntuale delle performance.
Il perimetro del rilancio prevede la tutela degli asset distintivi, a partire dall’iconico “Blinking Eye”, e il presidio dei settori core: calzature, borse, apparel. Le partnership vengono selezionate con criteri di compatibilità reputazionale, tracciabilità delle iniziative charity e KPI condivisi su vendite e reach.
La comunicazione torna a un registro internazionale, con creatività in inglese e storytelling essenziale, mentre la presenza agli eventi moda riparte in funzione di conversione e brand safety.
Il rapporto con la fanbase è orientato a contenuti editoriali e product-first, limitando la commistione tra sfera privata e commerciale per ridurre il rischio percepito e consolidare la fiducia.
FAQ
- Qual è stato il primo step del rilancio? Una capsule con Rivoluzione Romantica, esaurita in poche ore.
- Chi sono i fondatori di Rivoluzione Romantica? I dj Alberto Albani ed Edoardo Bertuccioli.
- Quali sono i pilastri della nuova strategia? Trasparenza, selezione dei partner, limited edition e controllo della supply chain.
- Quali categorie restano centrali per il brand? Calzature, borse e abbigliamento con l’iconico “Blinking Eye”.
- Come cambia la comunicazione? Registro internazionale, storytelling essenziale e focus su metriche di conversione.
- Che ruolo ha la community nel rilancio? Validazione dei lanci e feedback per ottimizzare prodotto e tono di voce.
- Qual è la fonte sul proscioglimento? Decisione del Tribunale di Milano del 15 gennaio 2026, come riportato dalla stampa nazionale.




