Chiara Ferragni ribatte a Selvaggia Lucarelli: la risposta che incendia il dibattito e divide il web

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Replica dell’ufficio stampa di Ferragni
Image Building, società che cura i rapporti con i media per Chiara Ferragni, ha diffuso una nota in risposta alle osservazioni di Selvaggia Lucarelli sul verdetto del Tribunale di Milano. L’ufficio stampa sostiene che il “proscioglimento” equivalga a una piena assoluzione, chiarendo che la dichiarata improcedibilità ha escluso la possibilità di procedere per truffa aggravata per assenza dei presupposti.
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Nella comunicazione, la struttura ribadisce che “questo processo non si doveva fare”, sottolineando come la mancanza dei requisiti per il capo di imputazione principale renda, a loro dire, ancora più netta la posizione della loro assistita. La puntualizzazione arriva dopo le correzioni lessicali circolate all’uscita dall’aula, quando alcuni avevano parlato di “assoluzione” invece che di “proscioglimento”.
La dichiarazione mira a chiudere il dibattito terminologico e a fissare l’interpretazione difensiva del provvedimento: improcedibilità come esito che, secondo l’ufficio stampa, cristallizza l’assenza di basi per sostenere l’accusa in giudizio. La nota invita inoltre a riferirsi a un “esperto legale” per evitare ulteriori equivoci sulla portata giuridica del dispositivo.
Controbatte Lucarelli: “imbarazzante”
Selvaggia Lucarelli ribatte via social alla nota di Image Building, definendo “a dir poco imbarazzante” l’operato dell’ufficio stampa di Chiara Ferragni. La giornalista sottolinea che la distinzione tra “proscioglimento” e “assoluzione” non è un dettaglio semantico, ma un dato giuridico sostanziale emerso all’uscita dal Tribunale di Milano.
Secondo Lucarelli, la comunicazione che equipara improcedibilità e piena assoluzione alimenta confusione nell’opinione pubblica. Ricorda inoltre che resta il profilo della “pubblicità ingannevole”, già evidenziato in precedenza, e che il lessico utilizzato dai legali e dal team comunicazione ha generato un racconto fuorviante nelle prime ore.
La replica sposta il confronto dal piano giudiziario a quello reputazionale, con la critica diretta allo staff media di Ferragni come nodo del problema comunicativo. La posizione della commentatrice resta ferma: “prosciolta, non assolta”, con richiesta di rigore terminologico e di fonti legali chiare nelle comunicazioni rivolte al pubblico.
La posizione di Ferragni sul proscioglimento
Chiara Ferragni interviene sui social definendo la decisione del Tribunale di Milano non come “assoluzione a metà”, ma come esito che attesta l’assenza dei presupposti per proseguire il procedimento penale. Sottolinea che l’improcedibilità non equivale a incertezza sui fatti, bensì alla mancanza delle basi per sostenere l’accusa in giudizio.
L’imprenditrice evidenzia di aver affrontato due anni di esposizione pubblica e giudizi mediatici senza sottrarsi, rispettando tempi e regole della giustizia. Aggiunge che non celebra una vittoria, ma chiude un capitolo segnato da un processo che, a suo dire, non avrebbe dovuto arrivare fino a quel punto.
Il messaggio, in linea con la nota di Image Building, mira a consolidare una lettura univoca del dispositivo: non “non sappiamo com’è andata”, ma “mancavano le condizioni per procedere”. L’accento rimane sulla linearità del quadro giuridico e sulla necessità di evitare interpretazioni che alimentino ulteriori fraintendimenti.
FAQ
- Qual è l’esito descritto da Chiara Ferragni? Proscioglimento per improcedibilità, indicato come assenza dei presupposti per procedere.
- Cosa contesta Ferragni sull’interpretazione mediatica? La definizione di “assoluzione a metà”, ritenuta fuorviante.
- Qual è il punto centrale del messaggio di Ferragni? Il procedimento non aveva basi sufficienti per andare avanti in sede penale.
- Qual è il ruolo dell’ufficio stampa? Allineare la comunicazione legale chiarendo differenze tra proscioglimento e assoluzione.
- Perché Ferragni parla di “chiusura di un capitolo”? Per segnare la fine di due anni di esposizione e controversie.
- La distinzione giuridica è rilevante? Sì, perché incide sulla corretta rappresentazione dell’esito processuale.
- Qual è la fonte giornalistica citata nel dibattito? Rilanci e cronache sono stati riportati da Biccy.it via social, oltre a testate nazionali.




